Un voto “di portata storica”. Così il presidente americano Donald Trump ha descritto l’approvazione da parte del Consiglio di Sicurezza Onu della risoluzione sul piano Usa per la Striscia di Gaza, che prevede una forza internazionale di stabilizzazione e un possibile percorso verso uno Stato palestinese. Il voto è arrivato con l’astensione di Russia e Cina, che denunciano l’assenza di garanzie per i palestinesi. E anche Hamas ha rigettato la risoluzione dell’Onu. Ecco tutte le notizie di oggi sul cessate il fuoco a Gaza in diretta.
I due responsabili dell’attacco con un’auto e un accoltellamento all’incrocio di Gush Etzion in Cisgiordania sono stati identificati dalle autorità palestinesi come Imran al-Atrash e Walid Sabarneh, entrambi di 18 anni. Secondo il Ministero della Salute dell’Autorità Nazionale Palestinese, citato da Times of Israel, Al-Atrash era originario di Hebron, mentre Sabarneh della vicina città di Beit Ummar. Il ministero afferma di essere stato informato della loro morte, il che significa che i loro corpi sono trattenuti dalle autorità israeliane.
Hamas ha elogiato l’attacco a Gush Etzion, in Cisgiordania, definendolo “una risposta naturale ai tentativi dell’occupazione e all’aggressione crescente portata avanti dai soldati e dai coloni dell’occupazione in Cisgiordania e a Gerusalemme”. Lo riporta Haaretz. Nell’attacco è morta una persona e tre sono rimaste ferite, di cui una in gravi condizioni. “Gli sforzi per imporre nuovi fatti sul terreno nella Striscia di Gaza e i piani di giudaizzazione e annessione in corso in Cisgiordania non rimarranno senza risposta”, ha aggiunto l’organizzazione palestinese.
Diversi esplosivi sono stati trovati all’interno dell’auto dei due responsabili dell’attacco con speronamento e accoltellamento all’incrocio di Gush Etzion, in Cisgiordania. Lo ha affermato l’esercito israeliano, aggiungendo che i genieri della polizia di frontiera stanno disinnescando gli ordigni. L’Idf ha dichiarato che numerose truppe stanno ora bloccando le strade, circondando i villaggi palestinesi vicini ed effettuando controlli nella zona.
È di un israeliano morto e 3 feriti il bilancio di un attacco avvenuto in Cisgiordania al trafficato incrocio Gush Etzion Junction, a sud di Gerusalemme. A riferire il bilancio il servizio di soccorso israeliano Magen David Adom, che precisa che i feriti sono stati ricoverati in ospedale. L’esercito israeliano ha fatto sapere che l’attacco è avvenuto con auto e coltello. I media locali riportano che almeno due assalitori hanno prima accelerato a bordo di un veicolo contro i pedoni e poi uno di loro è sceso e ha provato ad accoltellare le vittime. Sempre secondo la stampa locale, entrambi gli assalitori sarebbero stati uccisi dalle forze di sicurezza sul posto.
Secondo il Magen David Adom, la persona uccisa è un uomo di circa 30 anni. I 3 feriti sono invece una donna di circa 40 anni, che è in gravi condizioni, un uomo di circa 30 anni e un ragazzo di 15 anni.
Sulla missione Eubam a Rafah “c’è un dialogo in corso, in particolare con Israele, e va avanti da parecchio tempo. Spero che con l’attuazione accelerata del piano di pace, sia possibile procedere anche da questo punto di vista. Ma abbiamo bisogno dell’accordo delle parti per ampliare il ruolo della missione Ue a Rafah“. Lo afferma un alto funzionario europeo in vista del Consiglio Affari esteri di giovedì. “Non conosco i tempi esatti, e credo che in passato abbiamo fornito delle date che poi abbiamo dovuto rivedere. Quindi, per noi, la politica attuale è assicurarci di essere pronti, anche in termini di personale, per quando e se si presenterà l’opportunità“, aggiunge.
“Mi pare che si vada nella giusta direzione per passare alla ‘fase 2’ della pace a Gaza, ovvero trasformare il cessate il fuoco in un’azione di pace”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando a margine del vertice sull’Italofonia a Roma in merito al voto del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul piano Usa per la Striscia di Gaza. “L’Italia seguirà con grande attenzione – ha aggiunto – parteciperemo, e vedremo in quale forma, alla nuova situazione, parlando con i nostri interlocutori, non soltanto statunitensi. Ne abbiamo parlato anche ieri durante il Consiglio supremo di Difesa“, ha detto Tajani. “La stabilità di quell’area – ha aggiunto ancora il titolare della Farnesina – è fondamentale. La pace è da costruire e faremo tutto ciò che è possibile per rafforzare una situazione di stabilità con l’obiettivo di arrivare a una soluzione di due popoli e due Stati“.
“Crediamo che il piano del presidente Trump porterà alla pace e alla prosperità perché insiste sulla completa smilitarizzazione, sul disarmo e sulla deradicalizzazione di Gaza. In linea con la visione del presidente Trump, ciò porterà a una maggiore integrazione tra Israele e i suoi vicini, nonché all’espansione degli Accordi di Abramo”. È quanto si legge in una nota diffusa dall’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sottolineando che “il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite appoggia pienamente il piano in 20 punti del presidente Trump e la nomina del Board of Peace che sarà guidato dal presidente Trump” e che “la leadership del presidente Trump contribuirà a portare la regione alla pace e alla prosperità e a un’alleanza duratura con gli Stati Uniti”.
“In collaborazione con gli Stati Uniti e gli altri paesi che hanno sottoscritto il piano del presidente Trump, ci aspettiamo di ricevere senza ritardi tutti gli ostaggi deceduti e l’avvio del processo di disarmo e smilitarizzazione della Striscia di Gaza e che si ponga fine al dominio di Hamas su Gaza, come dichiarato dal presidente Trump e dall’ambasciatore Waltz”, scrive ancora l’ufficio di Netanyahu, concludendo che “Israele tende la mano in segno di pace e prosperità a tutti i nostri vicini e li invita a normalizzare le relazioni con Israele e a unirsi a noi nell’espellere Hamas e i suoi sostenitori dalla regione“.
La Federazione Russa, attraverso le parole dell’ambasciatore di Mosca all’Onu Vassily Nebenzia, ha dichiarato di non poter sostenere la risoluzione americana, sostenendo che non rispetta il principio dei “due Stati, due popoli” e conferisce in modo improprio alla Forza internazionale di stabilizzazione poteri di imposizione della pace che potrebbero renderla parte in causa nel conflitto.
L’ambasciatore cinese all’Onu, Fu Cong, ha affermato che il Consiglio deve garantire un cessate il fuoco duraturo, affrontare la crisi umanitaria di Gaza e avviare la ricostruzione, ma ha espresso “profonda preoccupazione” per il fatto che la risoluzione fosse vaga sulla struttura e sul mandato del Consiglio di pace e della Forza internazionale di stabilizzazione. Ha criticato il testo per aver dato troppo poca visibilità alla Palestina e per non aver affermato chiaramente la sovranità palestinese e la soluzione dei due Stati. Ha anche criticato il processo di approvazione, ritenendolo affrettato e senza consultazioni, e il ruolo limitato previsto per l’ONU. Citando queste preoccupazioni e le posizioni regionali, ha affermato che il suo Paese si è astenuto.
“Congratulazioni al mondo per l’incredibile voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, pochi istanti fa, che ha riconosciuto e approvato il ‘Board of Peace’, che sarà presieduto da me e includerà i leader più potenti e rispettati del mondo”. Lo scrive Donald Trump su Truth, dopo l’approvazione all’Onu della risoluzione su Gaza. “Questa sarà ricordata come una delle più grandi approvazioni nella storia delle Nazioni Unite, porterà a ulteriore pace in tutto il mondo ed è un momento di vera portata storica!“, scrive il presidente Usa, ringraziando i Paesi membri del Consiglio di sicurezza e quanti hanno sostenuto la risoluzione.
“La risoluzione odierna del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che approva il piano di pace in 20 punti del presidente Trump rappresenta una pietra miliare storica nella costruzione di una Gaza pacifica e prospera governata dal popolo palestinese, non da Hamas”. Lo scrive su X il segretario di Stato americano Marco Rubio, sottolineando che il presidente Donald Trump “sta promuovendo un cambiamento reale e misurabile nella regione. Con questo voto, siamo più vicini che mai al raggiungimento di una Gaza smilitarizzata, deradicalizzata e stabile“.
Hamas respinge il piano delle Nazioni Unite per l’invio di forze internazionali a Gaza. “La risoluzione impone un meccanismo di tutela internazionale sulla Striscia di Gaza, che il nostro popolo e le sue fazioni rifiutano“, afferma il gruppo in una lunga dichiarazione su Telegram.“Assegnare alla forza internazionale compiti e ruoli all’interno della Striscia di Gaza, tra cui il disarmo della resistenza, la priva della sua neutralità e la trasforma in una parte del conflitto a favore dell’occupazione” israeliana, prosegue la dichiarazione.“Qualsiasi forza internazionale, se istituita, deve essere dispiegata solo ai confini per separare le forze, monitorare il cessate il fuoco e deve essere sotto la piena supervisione delle Nazioni Unite”, conclude.

