Ungheria contro Ilaria Salis: “Parlamento europeo protegge una terrorista”

Ungheria contro Ilaria Salis: “Parlamento europeo protegge una terrorista”
Ilaria Salis durante la manifestazione contro la guerra e il riarmo, Roma, 21 giugno 2025 (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)

L’attacco di Zoltan Kovacs, portavoce del premier ungherese Viktor Orban

L’Ungheria attacca l’eurodeputata Ilaria Salis e il Parlamento europeo. “Antifa Ost non è un ‘gruppo di attivisti’: è un’organizzazione terroristica! Il Dipartimento di Stato americano ha ufficialmente designato quattro gruppi Antifa come organizzazioni terroristiche globali, tra cui Antifa Ost, la violenta brigata Antifa che, insieme alla famigerata Ilaria Salis, ha aggredito persone innocenti in pieno giorno a Budapest nel febbraio 2023. La stessa terrorista che il Parlamento europeo protegge dalle responsabilità con l’immunità parlamentare”, ha scritto su X Zoltan Kovacs, portavoce del premier ungherese Viktor Orban. “L’Ungheria l’aveva già dichiarata organizzazione terroristica nel settembre 2025. Ora anche gli Stati Uniti lo hanno detto: Antifa Ost non è attivismo politico, ma terrorismo di estrema sinistra. Tolleranza zero per i terroristi Antifa”.

Gli attacchi di Budapest a Ilaria Salis

Gli attacchi di Budapest nei confronti di Salis – detenuta nelle carceri ungheresi nel 2023, per 15 mesi, con l’accusa di aver aggredito dei militanti neonazisti – vanno avanti da tempo. “Sono venuti qua, hanno attaccato persone pacifiche per strada e poi sono diventati eurodeputati e ora danno lezioni all’Ungheria da Bruxelles. Questo è inaccettabile“, aveva detto Kovacs.

No alla revoca dell’immunità

Di recente l’Eurocamera ha votato per non revocare l’immunità parlamentare a Salis. La 41enne di Milano si è salvata per una preferenza. Su 628, hanno votato a favore 306, contro 305 e 17 astenuti. “Siamo tutti antifascisti”, aveva commentato l’eurodeputata definendo il voto una vittoria per la democrazia, lo stato di diritto e l’antifascismo”. In seguito aveva puntato l’attenzione su un’altra attivista, Maja, che è “detenuta nelle carceri ungheresi in condizioni vergognose ed è sottoposta a un processo farsa dove viene trascinata in catene come una bestia”. 

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