Si avvicina il decimo anniversario degli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, quando un commando legato all’Isis colpì diversi luoghi della capitale francese in tre diversi attacchi, compresi lo Stade de France, dove si stava giocando la partita Francia-Germania, e il teatro Bataclan. In tutto morirono 132 persone e oltre 400 sono rimaste ferite.
Il noto agente di calciatori Oscar Damiani, quella sera, si trovava allo Stade de France e, in un’intervista a LaPresse, ricorda la sua esperienza a 10 anni di distanza. “È stato un momento drammatico, ricordo che io ero allo Stade de France per la partita tra Francia e Germania ma di fatto non riuscimmo a percepire bene quello che stava accadendo. Venni a sapere dell’attentato soltanto dopo la partita, mentre ero in taxi e ascoltando la radio”, racconta Damiani a LaPresse. Per l’agente, comunque, quella serata “rimane soltanto un bruttissimo ricordo“.

“Boati sembravano petardi, ma fuori la città era blindata”
“Quel boato era sembrato solo un petardo, di quello che si sentono normalmente in una partita”, ha raccontato Damiani dell’attentato esplosivo kamikaze fuori dallo Stade de France. In tribuna era presente anche l’allora presidente francese François Hollande. Damiani ha raccontato poi che uscendo dallo stadio notò “una città blindata, con polizia da tutte le parti”.

