Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha graziato una lunga lista di suoi alleati politici per il loro sostegno o coinvolgimento in presunti piani per ribaltare le elezioni presidenziali del 2020, vinte dal democrativo Joe Biden. La notizia è stata data dal procuratore per la grazia del Dipartimento di Giustizia Ed Martin in un post sul social X.
A chi Trump ha concesso la grazia
Tra gli individui elencati nel proclama figurano personaggi di alto profilo come gli avvocati di Trump Rudy Giuliani, Sidney Powell e l’ex capo dello staff del presidente, Mark Meadows. Giuliani, Meadows e altri citati nel proclama sono stati incriminati dai pubblici ministeri statali per le elezioni del 2020, ma i casi sono giunti a un punto morto o procedono a rilento. Sono stati graziati anche i repubblicani che hanno agito come falsi elettori per Trump nel 2020 e sono stati accusati in casi statali di aver presentato certificati falsi che confermavano la loro legittimità come elettori per minare la vittoria di Biden.
“Perdono totale per riconciliazione nazionale”
“Questo proclama pone fine a una grave ingiustizia nazionale perpetrata ai danni del popolo americano in seguito alle elezioni presidenziali del 2020 e continua il processo di riconciliazione nazionale“, si legge nel documento, che riporta la data del 7 novembre nel suo testo e che il presidente Trump sembra aver firmato. Il testo include un “perdono totale, completo e incondizionato” per i nominati, compresi alcuni dei coimputati del presidente che sono stati accusati in Georgia di aver tentato di sovvertire la sconfitta elettorale di Trump nel 2020.
I processi in corso e le precedenti grazie
Questo proclama segue la grazia concessa a centinaia di sostenitori di Trump accusati nella rivolta del 6 gennaio 2021 al Campidoglio degli Stati Uniti, compresi quelli condannati per aver aggredito le forze dell’ordine. A settembre un giudice ha archiviato il caso del Michigan contro 15 repubblicani accusati di aver tentato di certificare falsamente Trump come vincitore delle elezioni nello stato che fu cruciale per il risultato del voto. Le grazie presidenziali si applicano in realtà solo ai reati federali e nessuno degli alleati di Trump citati è stato incriminato in casi federali relativi alle elezioni del 2020. Ma la mossa sottolinea i continui sforzi del presidente Donald Trump per riscrivere la storia delle elezioni che ha perso contro il democratico Joe Biden.

