Gaza, iniziato il trasferimento dei detenuti palestinesi. Media: “Rilascio ostaggi forse nella notte tra domenica e lunedì”

Gaza, iniziato il trasferimento dei detenuti palestinesi. Media: “Rilascio ostaggi forse nella notte tra domenica e lunedì”
Steve Witkoff, Jared Kushner e Ivanka Trump a Tel Aviv Photo by: Ilia Yefimovich/picture-alliance/dpa/AP Images

Iniziato il trasferimento dei detenuti palestinesi. Media: “Rilascio ostaggi forse nella notte tra domenica e lunedì”

L’esercito israeliano, come secondo l’accordo raggiunto con Hamas, ha completato il ritiro parziale da Gaza e centinaia di migliaia di palestinesi si mettono in cammino dal sud della Striscia verso Gaza City e la parte nord per tentare di rientrare nelle loro abitazioni, o in quello che ne rimane dopo i bombardamenti. È questo il quadro del ‘day after’ del cessate il fuoco.

Da Israele il primo ministro Benjamin Netanyahu ha rivendicato le sue scelte. In Israele intanto cresce l’attesa per il rientro degli ostaggi, previsto teoricamente per lunedì visto che Hamas ha 72 ore di tempo per la loro consegna. Il premier Netanyahu ha fatto visita alla struttura sanitaria che li ospiterà. Sempre lunedì è previsto l’arrivo nel Paese di Donald Trump per una visita lampo. Il presidente americano terrà un discorso alla Knesset mentre, per ragioni di sicurezza, non è previsto un passaggio a ‘Hostage Square’ a Tel Aviv. Successivamente il tycoon si recherà in Egitto dove – secondo fonti informate – avrebbe in programma di tenere un vertice sul Medio Oriente con diversi leader europei e dei Paesi arabi.

Gaza, Israele-Hamas le notizie di oggi in diretta
A Gaza è scattata la tregua, 736 giorni dopo l’inizio del conflitto in Medioriente. Poco dopo mezzogiorno di venerdì l’esercito israeliano ha annunciato di aver completato il ritiro dalla Striscia, dietro la Linea Gialla disegnate nelle mappe contenute nel piano Trump. È così iniziato il conto alla rovescia per le 72 ore concesse a Hamas per il rilascio dei 20 ostaggi vivi. In cambio Israele rilascerà circa 2mila detenuti palestinesi.
Inizio diretta: 11/10/25 07:00
Fine diretta: 11/10/25 23:00
Teheran, nessuna fiducia in Israele su rispetto accordo

Teheran non si fida del fatto che Israele rispetti i termini del cessate il fuoco, entrato in vigore venerdì. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, citato da Al Jazeera. “Mettiamo in guardia contro i trucchi e i tradimenti del regime sionista riguardo agli accordi precedenti. Non c’è assolutamente alcuna fiducia nel regime sionista”, ha detto Araghchi, aggiungendo che Israele ha violato i precedenti cessate il fuoco, anche in Libano. 

Media, Usa hanno inviato Iran al vertice su Gaza in Egitto

Gli Stati Uniti hanno invitato anche l’Iran al vertice dei leader su Gaza, che si terrà lunedì a Sharm El-Sheikh, in Egitto. Lo riporta Axios, citando una fonte secondo cui il Dipartimento di Stato ha emesso oggi un invito ufficiale. Gli Usa hanno ampliato significativamente la lista degli invitati, aggiungendo Spagna, Giappone, Azerbaigian, Armenia, Ungheria, India, El Salvador, Cipro, Grecia, Bahrein, Kuwait e Canada. Israele non parteciperà.

Messaggio Netanyahu da Russia a Iran, non più interessati a guerra

Mosca ha trasmesso a Teheran un messaggio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu secondo cui lo Stato ebraico non è interessato a riprendere la guerra con l’Iran. Lo ha affermato il ministro iraniano Abbas Araghchi, citato dall’agenzia Tass. “Tre o quattro giorni fa, c’è stata una conversazione telefonica tra il presidente russo Vladimir Putin e Netanyahu. Il giorno dopo, il nostro ambasciatore a Mosca ha ricevuto un messaggio dall’amministrazione presidenziale da Netanyahu, in cui affermava di non volere una nuova guerra con il nostro Paese”, ha dichiarato Araghchi all’emittente statale di Teheran. 

Vicecapo Anp: "Domani incontro Blair per discutere su futuro Gaza"

Il vice capo dell’Autorità Palestinese, Hussein al-Sheikh, ha dichiarato al canale saudita Al-Arabiya che incontrerà domani in Giordania l’ex primo ministro britannico Tony Blair per discutere del dopoguerra a Gaza. Lo riporta Times of Israel. Secondo il piano presentato da Donald Trump, Blair dovrebbe guidare l’amministrazione internazionale ad interim che governerà Gaza durante il prossimo periodo di transizione. Tuttavia, Israele e Hamas devono ancora discutere questa parte del piano con i negoziatori. 

media, Israele si aspetta rilascio ostaggi in prime ore lunedì mattina

Secondo quanto riportato dall’emittente Channel 12, che cita fonti ufficiali israeliane, il rilascio degli ostaggi rimasti a Gaza dovrebbe avvenire nelle prime ore di lunedì mattina. Se le condizioni lo permetteranno i rilasci potrebbero iniziare già domenica sera, spiega l’emittente, sottolineando che, secondo i termini dell’accordo, tutti gli ostaggi dovranno essere restituiti entro le 12:30 di lunedì. Un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Channel 12 che “non tutti i dettagli temporali sono chiari a Israele”, aggiungendo che l’incertezza sembra essere dovuta ai preparativi logistici da parte di Hamas. Il funzionario ha aggiunto che l’ora esatta sarà probabilmente nota solo poche ore prima dell’inizio della diffusione. Sono in corso colloqui con il Comitato Internazionale della Croce Rossa, che coordinerà il trasferimento. Si prevede, riferisce l’emittente, che i rilasci avvengano tramite un’evacuazione simultanea degli ostaggi da diverse località di Gaza o tramite il trasferimento di tutti gli ostaggi viventi da un unico punto di raccolta, in linea con quanto previsto dall’accordo.

Ivanka Trump a famiglie ostaggi: Ammiro vostra forza

Ivanka Trump, figlia del presidente Donald Trump, ha reso omaggio alle famiglie degli ostaggi e ha applaudito la loro forza parlando alla folla in piazza degli Ostaggi a Tel Aviv. “Questa sera, mentre siamo qui insieme a Tel Aviv, onoriamo la forza di ogni famiglia che attende, prega e crede”, ha detto, come riporta la Cnn. “Sono ammirata dalla loro forza e dalla loro determinazione nonostante tanta sofferenza”. Ivanka Trump, intervenuta alla manifestazione insieme al marito Jared Kushner e all’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, ha poi affermato che il ritorno degli ostaggi rappresenta “un trionfo della fede, del coraggio e della nostra umanità condivisa”. Ha infine trasmesso un messaggio del presidente: “Vi vede, vi ascolta, è sempre al vostro fianco”. In risposta, la folla ha intonato cori di “Thank you, Trump”.

Kushner ringrazia Witkoff e Trump per impegno in accordo Gaza

Il genero dell’ex presidente Donald Trump, Jared Kushner, intervenuto alla manifestazione nella piazza degli ostaggi a Tel Aviv, ha voluto elogiare l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e lo stesso Trump per il loro impegno nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza. “È stato un onore per me lavorare con un uomo così speciale, che ha affrontato questo compito impossibile con tutto il cuore e con totale dedizione”, ha detto Kushner a proposito di Witkoff, come riporta la Cnn. Kushner ha poi sottolineato l’“impegno” del presidente Usa “nel perseguire la pace, nel vedere gli ostaggi tornare a casa, nel garantire la sicurezza di Israele e la stabilità e prosperità dell’intero Medioriente”. In merito agli eventi del 7 ottobre, Kushner ha dichiarato che il suo “cuore non è stato più completo” da quel giorno.

Generale Luongo: "A Rafah più forze carabinieri"

 “Sono presenti presso Rafah otto carabinieri. Il loro compito è quello di fornire assistenza all’Autorità palestinese per l’apertura del valico e di iniziare anche un’attività di formazione per le future forze che saranno lì collocate per concorrere al presidio del valico di Rafah”. Lo ha detto il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, intervistato dal Tg1. “L’Arma svolge nell’area già da tempo un’attività addestrativa. Abbiamo già addestrato circa 4000 operatori di polizia nel tempo, dal 2014 sino ad oggi”, ha spiegato. “Da novembre 2024 abbiamo in invece inviato un team di specialisti, circa 12 unità, C’è la possibilità che questo impegno possa aumentare nel tempo, tanto da pensare anche a un dispiegamento di maggiori forze con modelli validati nel nostro centro di eccellenza a Vicenza, il Coespu, e secondo i lineamenti che ci sono stati forniti dall’Onu”.

Witkoff in piazza a Tel Aviv: "I miracoli accadono, ostaggi stanno tornando"

“Ho sognato questa notte per molto tempo. Cuori che battono all’unisono, riuniti qui a Tel Aviv per la pace, l’unità e la speranza in questo luogo sacro che chiamiamo Hostages Square. Questa sera siamo uniti, ebrei, cristiani, musulmani, con un unico obiettivo condiviso: la pace”. Lo ha detto l’inviato Usa Steve Witkoff rivolgendosi alla folla presente in piazza degli ostaggi di Tel Aviv. Con lui anche Jared Kushner e sua moglie Ivanka Trump. Lo riportano i media israeliani. “Questa notte celebriamo qualcosa di straordinario. La prova vivente che i miracoli possono accadere”, ha aggiunto, sottolineando che la pace nasce “non dalla politica, ma dal coraggio di chi non si arrende”. Parlando poi di Trump, Witkoff lo ha definito “un uomo profondamente umanitario, con uno spirito indomabile. Tutti noi dobbiamo una profonda gratitudine al presidente, ha dimostrato al mondo che forza e pace vanno di pari passo”. L’inviato Usa ha poi ringraziato le famiglie degli ostaggi, definendole portatrici del “peso morale della nazione”, e ha dichiarato direttamente agli ostaggi: “Fratelli e sorelle, state tornando a casa”. Infine, Witkoff ha reso omaggio ai soldati caduti in guerra “difendendo questo Paese, Israele, in difesa della pace. La loro memoria è una benedizione. Il loro sacrificio non sarà mai dimenticato. Questa pace è la loro eredità”. 

Witkoff parla in piazza a Tel Aviv, fischi per Netanyahu

L’inviato statunitense per il Medioriente Steve Witkoff ha tenuto un discorso alla folla in Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv. Witkoff, parlando dell’accordo per il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi, ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il genero del presidente Jared Kushner, i leader arabi e musulmani, il primo ministro Benjamin Netanyahu, le famiglie degli ostaggi. Dalla folla, riportano i media israeliano, sono arrivati fischi quando Witkoff ha menzionato Netanyahu, mentre il nome di Trump è stato applaudito e invocato. 

Hamas: "Proposta che nostri membri lascino Gaza è assurda"

E’ “assurda e priva di senso” la proposta che i leader di Hamas lascino la Striscia di Gaza, come prevede il piano di pace di Donald Trump. Lo ha dichiarato Hossam Badran, dirigente dell’ufficio politico dell’organizzazione, citato da Sky News Arabia. “Parlare di far lasciare ai palestinesi, che siano di Hamas o altri, la propria terra è assurdo e nessun palestinese lo accetterebbe”, ha affermato. Bodran ha inoltre avvertito che Hamas risponderà a “qualsiasi aggressione israeliana” qualora la guerra riprendesse.

Hamas: "Non parteciperemo a cerimonia firma accordo per Gaza"

Hamas non prenderà parte alla cerimonia di firma in Egitto dell’accordo destinato a porre fine alla guerra a Gaza. Lo ha dichiarato Hossam Badran, dirigente dell’ufficio politico dell’organizzazione, citato da Sky News Arabia. “Solo i mediatori e i funzionari americani e israeliani saranno presenti”, ha spiegato.

Media, Trump in Israele 4 ore: incontrerà Netanyahu e famiglie ostaggi

La visita prevista per lunedì in Israele del presidente degli Stati Uniti Donald Trump durerà circa quattro ore e comprenderà incontri con il primo ministro Benjamin Netanyahu e le famiglie degli ostaggi israeliani, nonché il discorso alla Knesset. Lo riporta l’emittente Channel 12, secondo cui si prevede che il tycoon atterrerà in Israele alle 9.20, ora locale, e ripartirà alle 13. All’arrivo, si terrà una breve cerimonia all’aeroporto Ben Gurion prima che Trump si rechi alla Knesset, dove, secondo quanto riferito, pronuncerà un discorso alle 11. Prima del suo discorso, Trump incontrerà Netanyahu nell’ufficio del premier alla Knesset. I due leader, riferisce ancora l’emittente, incontreranno poi le famiglie degli ostaggi.

Media, Hamas mobilita a Gaza 7mila membri forze sicurezza interna

Nell’ambito dei tentativi di riaffermare il proprio controllo sulla Striscia di Gaza, Hamas ha dispiegato circa 7mila membri delle sue forze di sicurezza interna nelle aree da cui l’Idf si è ritirata secondo i termini del cessate il fuoco. Lo riporta la Bbc, secondo cui Hamas ha mobilitato le proprie forze di sicurezza tramite chiamate e messaggi, informando gli operatori che erano tenuti a “ripulire Gaza dai fuorilegge e dai collaboratori di Israele” e a presentarsi al servizio entro 24 ore.

Witkoff e Kushner alla manifestazione di stasera a Tel Aviv

L’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Medioriente, Steve Witkoff, sarà il primo oratore alla manifestazione in programma stasera a Hostages Square, insieme a Jared Kushner. Lo ha annunciato l’Hostage and Missing Families Forum. I due, che hanno guidato i negoziati che hanno garantito la prima fase dell’accordo, incontreranno prima le famiglie degli ostaggi. Si prevede che decine di migliaia di persone parteciperanno all’evento di stasera a Tel Aviv.

Protezione civile, in 500mila tornati a Gaza City da tregua

La Protezione Civile della Striscia di Gaza, gestita da Hamas, ha segnalato che oltre 500.000 persone sono tornate a Gaza City da quando è entrata in vigore la prima fase del cessate il fuoco. “Più di mezzo milione di persone sono tornate a Gaza (Città) da ieri”, afferma Mahmud Bassal, portavoce della Protezione Civile.
Nel secondo giorno di tregua, nuove riprese effettuate con drone mostrano ciò che resta di Gaza City dopo due anni di guerra. Le riprese, girate oggi dall’Associated Press, mostrano pochi edifici ancora in piedi nel quartiere di Tal al-Hawa. Il resto sembra essere stato sventrato. Cumuli di detriti si innalzano ben oltre i tetti dei veicoli. Le strade sono avvolte da polvere di cemento. Dai video si notano poche persone in giro. Camminano o guidano tra le rovine, mentre decine di migliaia di palestinesi si dirigono verso ciò che resta delle loro case. Gaza City è stata al centro dell’offensiva militare israeliana nelle settimane precedenti il cessate il fuoco. Alcuni residenti di ritorno hanno dichiarato all’Associated Press di essere rimasti scioccati dal livello di distruzione trovato. “Non ci aspettavamo una distruzione di questa portata”, ha detto una di loro, Farah Saleh. “È questo che resta di Gaza? Stiamo tornando senza casa e senza un riparo per i nostri figli, e l’inverno si avvicina”, ha aggiunto Shreen Aboul Yakhni. I vestiti e i loro beni delle persone rappresentano rare macchie di colore nel paesaggio devastato. A fine settembre, il Centro Satellitare delle Nazioni Unite aveva già stimato che l’83% di tutte le strutture di Gaza City è stato distrutto o ha subito danni. Nello specifico, circa il 78% delle strutture in tutta Gaza è stato distrutto o ha subito danni entro luglio. Le nuove riprese con drone aiutano a mettere a fuoco l’entità della ricostruzione. Circa 61 milioni di tonnellate di detriti dovranno essere rimosse dal territorio, l’equivalente di 25 Torri Eiffel in volume, secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Anche la vegetazione è in gran parte morta. L’Unep, il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite, ha affermato che il 97% delle colture arboree, il 95% degli arbusti e l’82% delle colture annuali sono scomparsi. La Banca Mondiale ha stimato che la ricostruzione di Gaza richiederà oltre 50 miliardi di dollari. Gli oltre 2 milioni di palestinesi del territorio sperano di iniziare ora, una coperta o una trave alla volta.

Anche Macron lunedì in Egitto per firma accordo di pace

Il presidente francese Emmanuel Macron si recherà lunedì in Egitto per la firma dell’accordo di pace tra Israele e Gaza. Lo riferisce Bfmtv, citando fonti dell’Eliseo. Nell’occasione Macron “esprimerà il suo pieno sostegno all’attuazione dell’accordo che segna la prima fase del piano di pace, un accordo ottenuto dal presidente Trump, dal Qatar, dall’Egitto e dalla Turchia e che mira a stabilire un cessate il fuoco permanente, liberare tutti gli ostaggi e garantire il pieno ripristino degli aiuti umanitari a Gaza”, ha comunicato la presidenza.

 

Stasera Wiktoff parlerà a piazza degli ostaggi a Tel Aviv

L’inviato speciale Usa per il Medioriente, Steve Witkoff, parlerà questa sera alla ‘piazza degli Ostaggi’, a Tel Aviv, in occasione del raduno settimanale, dopo aver mediato l’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore questa settimana. Lo riportano alcuni media ebraici.

Crosetto: "Risposta a guerra sia multinazionale"

“Bisogna iniziare a fare in modo che la risoluzione delle controversie internazionali non sia un affare solo della Nato o dell’Occidente, ma sia un affare di tutto il mondo. Bisogna ridare forze alle organizzazioni multilaterali come l’Onu, perchè la risposta che bisogna dare alla guerra e alla violenza è una risposta multinazionale, non di una parte del mondo”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenuto oggi a Firenze, alla festa del ‘Foglio’.

Israele, camion con gli aiuti stanno entrando a Gaza

Gli aiuti stanno iniziando a entrare arrivare a Gaza nel secondo giorno di cessate il fuoco. Lo ha riferito alla Cnn il Cogat, il Coordinamento delle Attività Governative nei Territori (Cogat), l’agenzia israeliana che gestisce il trasferimento degli aiuti umanitari. L’entità dell’afflusso di aiuti non è stata immediatamente chiara. Come parte dell’accordo raggiunto questa settimana sul cessate il fuoco a Gaza e sul rilascio degli ostaggi, Israele ha accettato l’ingresso giornaliero di 600 camion di aiuti umanitari gestiti dalle Nazioni Unite e da altri donatori. I camion conterranno principalmente “cibo, attrezzature mediche, forniture per alloggi, nonché carburante per operazioni essenziali e gas da cucina”, riferisce il Cogat. Saranno inoltre consentite anche attrezzature essenziali per la riparazione di infrastrutture critiche. Il World Food Program ha dichiarato di aver iniziato a intensificare le sue operazioni a Gaza e che nei prossimi tre mesi mira a sfamare fino a 1,6 milioni di persone con pane, farina di grano e pacchi alimentari per le famiglie. “Il Wfp aumenterà il numero di panetterie che attualmente supporta da 10 a 30 nelle prossime settimane, aumentando notevolmente l’accesso al pane fresco”, è stato riferito.

Nyt, in bunker Sinwar nota con istruzioni per attaccare civili

Un promemoria di sei pagine, che si ritiene sia stato scritto da Yahya Sinwar, il leader di Hamas a Gaza, tra coloro che hanno pianificato il 7 ottobre, descrive dettagliatamente i piani del gruppo militante per colpire i civili e trasmettere gli attacchi in diretta. Lo riporta il New York Times.
Il documento è stato ritrovato nel maggio 2025, dopo che le Forze di sicurezza israealiane hanno fatto irruzione in un complesso sotterraneo utilizzato dal fratello e successore di Sinwar, Muhammed Sinwar, dopo il suo assassinio. Il promemoria, del 24 agosto 2022, “sembra essere una direttiva di Sinwar con istruzioni per l’assalto [del 7 ottobre]”, hanno dichiarato al Nyt sette funzionari israeliani. Secondo quanto riportato, c’erano indicazioni per i militanti di prendere di mira soldati e comunità residenziali, oltre a trasmettere gli atti di violenza in modo da suscitare paura negli israeliani e destabilizzare il Paese. “Devono essere preparate due o tre operazioni, in cui un intero quartiere, kibbutz o qualcosa di simile verrà bruciato”, sarebbe stato inoltre scritto nel promemoria riportato dal quotidiano Usa.

Media, valico di Rafah riaprirà martedì

Un funzionario egiziano ha dichiarato all’emittente tv Al-Arabiya che il valico di Rafah, che collega la Striscia di Gaza e l’Egitto, riaprirà martedì in entrambe le direzioni. Secondo quanto riferito, la sua operatività sarà limitata all’ingresso dei palestinesi feriti per ricevere cure negli ospedali egiziani e all’uscita dei palestinesi bloccati che desiderano tornare nella Striscia di Gaza. Il funzionario ha precisato che nessun camion di aiuti umanitari entrerà attraverso il valico, poiché è destinato esclusivamente al trasporto di persone.

Crosetto: "Fare di tutto affinché non riprenda guerra a Gaza"

“Da oggi per Gaza stiamo parlando di coltivare la speranza, e penso che ogni nazione democratica abbia il dovere di fare la sua parte. L’Italia sarà sicuramente presente, abbiamo il dovere di fare di tutto perché non riprenda la guerra che fortunatamente sta cessando”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenuto oggi a Firenze, alla festa del ‘Foglio’.

Protezione civile, oggi rientrate 50mila persone a Gaza City

La Protezione Civile della Striscia di Gaza, gestita da Hamas, ha segnalato che circa 50mila persone sono rientrate oggi a Gaza City. “Questo porta il numero totale di rimpatriati a Gaza da ieri a circa 250.000 finora”, afferma Mohammed Al-Mughayyir, un funzionario dell’agenzia.

Inviato Usa Witkoff e capo Centcom visitano base a Gaza

L’inviato speciale Usa per il Medioriente, Steve Witkoff, ha visitato una base delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) nel nord della Striscia di Gaza, nel secondo giorno di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Lo riporta Fox News che pubblica una foto di Wiktkoff, ottenuta in esclusiva da Fox News. Ad accompagnare l’inviato della Casa Bianca nel corso della visita, il capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), l’ammiraglio Brad Cooper, ha accompagnato Witkoff. In base al piano di pace di Donald Trump, gli Stati Uniti collaboreranno con partner arabi e internazionali per sviluppare una Forza di Stabilizzazione Internazionale temporanea. Cooper ha ribadito che non ci saranno “soldati statunitensi sul terreno a Gaza” per realizzare il piano. “I figli e le figlie d’America in uniforme stanno rispondendo alla chiamata a portare la pace in Medio Oriente secondo la direzione tracciata dal Comandante in capo in questo momento storico. Questo grande risultato sarà raggiunto senza soldati Usa sul terreno”, scrive su X.

Witkoff, e il capo del Centcom, Cooper, nel corso della loro visita a una base dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza, sono stati accompagnati dal capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir. Secondo quanto riportato, la visita aveva lo scopo di verificare il completamento del riposizionamento delle forze dell’Idf, concordato nell’ambito dell’accordo tra Israele e Hamas.

Idf uccide palestinese a Jenin, "ha lanciato ordigno"

L’esercito israeliano fa sapere di avere ucciso a colpi di arma da fuoco un palestinese che ieri sera “ha lanciato un ordigno esplosivo contro i soldati” durante le operazioni nella città di Jenin, in Cisgiordania. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato che i militari dell’unità di ricognizione della Brigata Paracadutisti non sono rimasti feriti dall’esplosione. Secondo i media locali, la vittima è il 25enne Muhammad Adnan Yousef Salama.

Ospedali israeliani si preparano per accogliere ostaggi

Israele si sta preparando ad accogliere i 20 ostaggi che si ritiene siano ancora vivi prima delle 12 ora locale (le 11 italiane) di lunedì. Uno degli ospedali destinati ad accoglierli ha organizzato una prova generale con attori che fingevano di essere ostaggi, e ha simulato una serie di scenari diversi, secondo quanto riportato da Nbc News. All’arrivo in ospedale, ricorda la Bbc, il primo passo sarà il ricongiungimento con le loro famiglie. Dopodiché, anziché essere accompagnati direttamente alle visite mediche, agli ostaggi verrà data la possibilità di scegliere cosa fare, come parte del processo psicologico di ripristino del loro senso di autonomia dopo oltre due anni di prigionia. Ci sono altri 26 ostaggi che si ritiene siano deceduti, mentre la sorte di altri due resta incerta. Alcuni dei corpi dovrebbero essere consegnati nei prossimi giorni, ma si ritiene che Hamas non conosca la posizione di altri e quindi la loro restituzione potrebbe richiedere più tempo. I corpi degli ostaggi deceduti saranno accolti da personale militare, con una piccola cerimonia in loro onore presieduta da un rabbino militare, riporta il Times of Israel.

Piantedosi: "Dire genocidio a Gaza esagerato, governo non complice"

“Il Governo complice del genocidio è una semplificazione e ‘genocidio’ è una esagerazione terminologica e concettuale per dare un significato di una contrapposizione a quello che stava avvenendo nei confronti del popolo palestinese a Gaza che non necessitava, nello sdegno che suscitava, di avere questo tipo di ragionamento”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, oggi a Firenze, intervenendo alla festa del Foglio. “Non mi sento personalmente complice di genocidio – ha aggiunto – Come ministro dell’Interno sono tutto proiettato entro i confini nazionali, né credo di essere componente di un governo in qualche modo responsabile di un genocidio o di una esagerazione che c’è stata in questi anni dell’esercito israeliano nei confronti del popolo palestinese”.

Tajani: "Dobbiamo lavorare per costruire pace"

“Il diritto di vivere senza guerra, di vivere senza la paura quotidiana delle famiglie palestinesi, così come il diritto di quelle israeliane di vivere in un Paese che nessuno vuole cancellare dalla carta geografica, noi dobbiamo lavorare per costruire la pace”. Lo dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento in occasione del 35esimo anniversario della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa (Venezia), menzionando “il cessate il fuoco, raggiunto con grande fatica e per cui dobbiamo ringraziare tutte le forze che si sono impegnate, dagli Stati Uniti al Qatar, all’Egitto alla Turchia per farlo firmare”.

Ue: "Pronti a contribuire a ricostruzione e invio aiuti a Gaza"

“L’Ue accoglie con favore l’accordo sulla prima fase del Piano globale per porre fine al conflitto di Gaza, presentato dal presidente Trump per garantire un cessate il fuoco immediato e il rilascio di tutti gli ostaggi. Prendiamo atto che tutte le parti sono d’accordo, incluso il governo di Israele. Invitiamo tutte le parti ad attuare pienamente e senza indugio l’accordo, consentendo l’istituzione di un cessate il fuoco duraturo, il rilascio degli ostaggi e l’accesso senza ostacoli e la distribuzione continua di assistenza umanitaria su larga scala a Gaza e in tutta la sua area”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, che ieri ha diffuso una nota a nome dell’Ue. L’Unione europea “è pronta a contribuire all’attuazione del Piano globale per porre fine al conflitto di Gaza attraverso la varietà di strumenti a sua disposizione, sulla base del suo impegno di lunga data e del suo sostanziale sostegno alla pace nella regione. L’Ue continuerà a sostenere la distribuzione rapida, sicura e senza ostacoli di aiuti umanitari, collaborando a stretto contatto con le agenzie delle Nazioni Unite e le Ong internazionali, e nel rispetto del diritto internazionale. L’Ue è pronta a contribuire alla stabilizzazione e alla ricostruzione di Gaza, anche attraverso il pieno utilizzo delle missioni PSDC dell’UE EUBAM Rafah ed EUPOL COPPS. L’UE continuerà a sostenere l’Autorità Palestinese, anche nella sua riforma in corso e in vista del suo ritorno a Gaza, nonché attraverso il Gruppo dei donatori palestinesi”, aggiunge.  L’Ue “elogia gli sforzi diplomatici guidati dagli Stati Uniti e sostenuti, tra gli altri, da Egitto, Giordania, Regno dell’Arabia Saudita, Qatar, Turchia ed Emirati Arabi Uniti nel negoziare questa svolta, che abbiamo costantemente sostenuto. Questa è una reale opportunità per porre fine alla guerra devastante e alle sofferenze umane e per forgiare un percorso politico credibile verso una pace e una sicurezza durature, basate sulla soluzione dei due Stati”, conclude Kallas. 

Hamas: "Israele ha cambiato 100 nomi in lista detenuti"

Israele ha cambiato 100 nomi in una lista di prigionieri che doveva rilasciare nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza. Lo ha riferito una fonte di Hamas al sito di notizie Ynet. Israele “ha modificato l’intera lista in modo sofisticato e astuto”, secondo la fonte, senza specificare di quali prigionieri sia stato cambiato il nome.

Rilascio ostaggi forse nella notte tra domenica e lunedì

Secondo una fonte informata, il rilascio degli ostaggi ancora detenuti a Gaza potrebbe avvenire nella notte tra domenica e lunedì, ed è probabile che avvenga da diverse località. E’ quanto riporta la Cnn. Il momento del rilascio non è ancora definito e potrebbe cambiare, ma questa tempistica garantirebbe che gli ostaggi vengano liberati prima dell’arrivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Israele lunedì. Il termine di 72 ore per il rilascio degli ostaggi è lunedì a mezzogiorno (ora locale). Dei 48 ostaggi rimasti, si ritiene che 20 siano ancora vivi.

Ministro Esteri Egitto sente Rubio per summit Sharm El-Sheikh

 Il ministro degli Affari esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha tenuto una telefonata con il segretario di Stato americano Marco Rubio, per organizzare il vertice su Gaza che si tiene lunedì a Sharm El-Sheikh e sarà presieduto congiuntamente dai presidenti Al Sisi e Trump. Tra i temi di discussione anche la partecipazione di leader internazionali al vertice e le modalità per l’attuazione della prima fase dell’accordo.Lo riferisce il portavoce del ministero degli Esteri egiziano, secondo cui i due hanno discusso “della situazione nella regione e degli sviluppi positivi riguardanti la causa palestinese, nonché degli sforzi compiuti per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza”. Inoltre, hanno discusso “dell’eccellente coordinamento e la cooperazione in corso” tra Al Sisi e Trump. 

Iniziato trasferimento detenuti palestinesi per rilascio

Il Servizio penitenziario israeliano ha iniziato a trasferire i detenuti palestinesi che dovranno essere rilasciati, nell’ambito dell’accordo tra Israele e Hamas. Secondo quanto riporta l’emittente Kan, guardie carcerarie e membri dell’unità specializzata Nahshon stanno trasferendo nel penitenziario di Ketziot i detenuti che saranno rilasciati a Gaza attraverso il valico di Rafah. Coloro saranno rilasciati in Cisgiordania vengono trasferiti nella prigione di Ofer. 

Onu: "Ricevuto via libera da Israele per aiuti a Gaza da domani"

Le Nazioni Unite hanno ricevuto il via libera da Israele per iniziare a inviare aiuti in modo intensificato a Gaza a partire da domani. Lo, ha dichiarato un funzionario delle Nazioni Unite, che ha parlato a condizione di anonimato per discutere dettagli non ancora resi pubblici. Le spedizioni di aiuti sono destinate a far fronte alle gravi condizioni di malnutrizione e carestia causate dalle offensive israeliane e dalle restrizioni agli aiuti umanitari. La Corte Penale Internazionale chiede l’arresto di Netanyahu e del suo ex ministro della Difesa per presunto ricorso alla fame come metodo di guerra. I funzionari israeliani negano le accuse. Gli aiuti includeranno 170.000 tonnellate che sono già state posizionate in paesi vicini come Giordania ed Egitto, mentre i funzionari umanitari attendevano il permesso delle forze israeliane per riprendere le loro attività. I funzionari delle Nazioni Unite e le autorità israeliane hanno avviato una serie di discussioni a Gerusalemme nelle ultime 24 ore sulla quantità di aiuti che le organizzazioni umanitarie possono portare e attraverso quali punti di ingresso. Il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, ha dichiarato venerdì ai giornalisti che carburante, forniture mediche e altri materiali essenziali hanno iniziato a fluire attraverso il valico di Kerem Shalom. I funzionari delle Nazioni Unite vogliono che Israele apra più valichi di frontiera e garantisca spostamenti sicuri per gli operatori umanitari e i civili che stanno tornando in zone di Gaza che fino a poco tempo fa erano sotto attacco. Negli ultimi mesi, le Nazioni Unite e i suoi partner sono riusciti a consegnare solo il 20% degli aiuti necessari nella Striscia di Gaza, secondo il responsabile umanitario delle Nazioni Unite, Tom Fletcher.

Lunedì Sanchez in Egitto per firma accordo su Gaza

Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, parteciperà alla cerimonia della firma dell’Accordo per porre fine alla guerra a Gaza lunedì 13 ottobre a Sharm El-Sheikh, in Egitto. Lo riportano fonti del governo spagnolo. L’evento, previsto per mezzogiorno, vedrà la partecipazione anche degli Stati Uniti, dei principali paesi arabi e di diversi paesi europei. 

Israele non rilascerà due medici palestinesi

Israele non rilascerà, nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco e liberazione degli ostaggi a Gaza, due medici palestinesi detenuti. Lo ha dichiarato alla Cnn una fonte di Hamas. Il pediatra palestinese Dr. Hussam Abu Safiya, arrestato dalle forze israeliane lo scorso anno, non verrà rilasciato. “L’occupazione si è rifiutata di rilasciare il Dr. Hussam Abu Safiya”, ha dichiarato alla Cnn un funzionario di Hamas. Anche il Dr. Marwan Al Hams, direttore degli ospedali da campo di Gaza, non verrà liberato, ha aggiunto il funzionario. Il medico era stato arrestato nell’enclave a luglio, secondo il Ministero della Salute palestinese. Come parte dell’accordo raggiunto mercoledì, Hamas deve rilasciare i restanti 48 ostaggi, 20 dei quali si ritiene siano ancora vivi. Israele deve liberare 250 prigionieri palestinesi condannati all’ergastolo, così come 1.700 palestinesi di Gaza detenuti dopo il 7 ottobre 2023. Israele ha arrestato Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, insieme ad altre 240 persone durante un raid nella struttura medica nel dicembre 2024, sostenendo che Hamas la stesse utilizzando come centro di comando. L’esercito ha affermato di sospettare che Abu Safiya fosse un membro di Hamas.

Hamas: "No a disarmo completo e contrari a ruolo Blair"

Hamas è disposta a farsi da parte per un organismo palestinese che governi a Gaza dopo la guerra, ma rimarrebbe “sul campo” e non accetterà il disarmo. Lo afferma a Sky News un alto funzionario di Hamas Basem Naim, aggiungendo inoltre che l’ex primo ministro britannico Sir Tony Blair non sarebbe il benvenuto a ricoprire nessun ruolo a Gaza. “Quando si tratta di Tony Blair, purtroppo, noi palestinesi, arabi e musulmani e forse altri in tutto il mondo abbiamo un brutto ricordo di lui”, dice. Secondo il piano di Trump, Blair dovrebbe farebbe parte dell’organismo di supervisione internazionale. 

Tajani sente Rubio: "Lavoriamo insieme per rapida attuazione pace"

“Ho avuto una lunga telefonata con il Segretario di Stato americano Marco Rubio. Un confronto sul cessate il fuoco a Gaza. Lavoriamo insieme per una rapida attuazione del Piano di Pace del Presidente Trump, che prevede anche un pronto ritorno a casa degli ostaggi. Mi sono congratulato per l’efficacia dell’azione americana, un grande successo politico e diplomatico”. Così su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “L’Italia continuerà nel suo impegno umanitario per assistere la popolazione palestinese e lavorerà per garantire la sicurezza di Israele. Il Governo italiano sarà pienamente impegnato al fianco degli Stati Uniti e degli altri partner europei e regionali per contribuire a creare le giuste condizioni di stabilità. Siamo pronti a partecipare con i nostri militari ad una missione di pace e sicurezza, con le nostre imprese a ricostruire Gaza partendo da scuole e ospedali”, aggiunge Tajani. 

Presidente Libano: "Colpite installazioni civili"

“Ancora una volta, il Libano meridionale è stato bersaglio di una odiosa aggressione israeliana contro le installazioni civili, senza giustificazione né pretesto. La gravità di quest’ultimo attacco risiede nel fatto che avviene dopo l’accordo di cessate il fuoco a Gaza”. Lo ha detto il presidente libanese Joseph Aoun, condannando gli attacchi israeliani nel sud del Paese, come riferiscono i media locali. 

In settimana riapre valico Rafah per aiuti umanitari

Secondo una fonte di Hamas di alto livello, gli aiuti umanitari e i rifornimenti essenziali, tra cui carburante e gas, dovrebbero iniziare ad arrivare a Gaza sabato. Lo riporta Haaretz. Il valico di Rafah dovrebbe essere aperto al passaggio civile in entrambe le direzioni a metà della prossima settimana.

Raid Idf sul Libano, 1 morto e 7 feriti

Israele ha effettuato intensi attacchi aerei nel Libano meridionale sabato mattina, uccidendo una persona, ferendone sette e interrompendo brevemente un’autostrada che collega Beirut con alcune zone del Libano meridionale, ha dichiarato il Ministero della Salute. I raid aerei, effettuati prima dell’alba sul villaggio di Msayleh, hanno colpito un’attività che vendeva macchinari pesanti, distruggendo un gran numero di veicoli. Un veicolo che trasportava verdure, che si trovava di passaggio al momento degli attacchi, è stato colpito, uccidendo una persona e ferendone un’altra, secondo quanto riportato dalla TV di Hezbollah Al-Manar. Il Ministero della Salute ha successivamente dichiarato che la vittima era un cittadino siriano, mentre i feriti erano un cittadino siriano e sei libanesi, tra cui due donne. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito un luogo in cui erano immagazzinati macchinari destinati a essere utilizzati per ricostruire le infrastrutture del gruppo militante Hezbollah. 

200 soldati Usa iniziano ad arrivare in Israele

Le truppe statunitensi hanno iniziato ad arrivare in Israele per istituire un centro di coordinamento che supervisionerà l’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza. Lo riporta Abc News, citando due funzionari. Nessun soldato statunitense entrerà a Gaza, hanno detto i funzionari. Secondo un funzionario statunitense, i 200 soldati inviati in Israele sono specializzati in trasporti, pianificazione, logistica, sicurezza e ingegneria. Lavoreranno a fianco di rappresentanti di altre nazioni partner, del settore privato e di organizzazioni non governative. Le truppe inviate in Israele per creare il centro di comando a guida militare stanno arrivando gradualmente nel corso del fine settimana, con vari componenti provenienti dagli Stati Uniti e dal Medioriente. L’ammiraglio Brad Cooper, che sovrintende alle truppe statunitensi nella regione in qualità di capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, con sede a Tampa, in Florida, si trovava in Israele venerdì, hanno riferito i funzionari. 

Idf: "Smantellate infrastrutture Hezbollah in Libano"

Le Idf hanno colpito e smantellato le infrastrutture di Hezbollah nell’area del Libano meridionale, dove i macchinari ingegneristici erano utilizzati per ristabilire le infrastrutture terroristiche nella zona in cui si trovavano. Lo scrivono le stesse Forze di difesa israeliane sul proprio canale Telegram. “Hezbollah continua i suoi sforzi per ristabilire le infrastrutture terroristiche in tutto il Libano, sfruttando cinicamente la popolazione libanese come scudo umano”, scrive Idf.

Hamas rifiuta 'tutela straniera' a Gaza nel dopoguerra

Hamas e altri gruppi terroristici rifiutano qualsiasi “tutela straniera” sulla Gaza del dopoguerra. Lo riportano i media israeliani. Hamas, la Jihad Islamica e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina rilasciano una dichiarazione congiunta in cui respingono qualsiasi “tutela straniera” su Gaza, sottolineando che la sua governance è una questione puramente interna palestinese. Hanno inoltre espresso la loro disponibilità a beneficiare della partecipazione araba e internazionale alla ricostruzione della Striscia. 

Media, 19 palestinesi uccisi nonostante annuncio cessate fuoco

 I corpi di 155 palestinesi uccisi negli attacchi israeliani sono stati trasportati negli ospedali della Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, inclusi 135 i cui corpi sono stati recuperati da sotto le macerie, secondo quanto riportato da fonti mediche dopo la mezzanotte. Lo riporta l’agenzia Wafa. Le fonti hanno affermato che 19 palestinesi sono stati uccisi nei continui attacchi aerei israeliani in tutta la Striscia, nonostante l’annunciato accordo di cessate il fuoco, mentre una persona è deceduta per le ferite riportate in un precedente attacco. Secondo le stesse fonti, 16 persone sono state uccise quando aerei da guerra israeliani hanno bombardato una casa di proprietà della famiglia Ghabboun nel sud di Gaza City. Due palestinesi sono stati uccisi anche in un attacco aereo a sud di Khan Younis, sempre nel sud di Gaza. 

Trump: "C'è consenso anche su gran parte fase due piano per Gaza"

“C’è consenso” anche su “gran parte” della fase due del Piano per Gaza. Lo ha detto Donald Trump parlando alla Casa Bianca. Il tycoon ha confermato che andrà in Israele, dove parlerà alla Knesset, e poi in Egitto, dove saranno presenti anche altri leader internazionali. “E’ un grande accordo per Israele e per tutti”, ha detto il leader di Washington.

Hamas: "Aiuti umanitari entreranno a Gaza da oggi"

 Un alto funzionario di Hamas ha affermato che oggi inizierà l’ingresso di aiuti umanitari e altri beni di prima necessità nella Striscia di Gaza. Lo riferisce Haaretz, riportando che i mediatori hanno informato Hamas che la fornitura inizierà domani e che i rifornimenti includeranno gas e altri combustibili. Inoltre i mediatori hanno contattato la Israel Electric Corporation per prepararsi a riprendere la fornitura di energia elettrica all’enclave. Infine, il valico di Rafah sarà aperto ai civili in entrambe le direzioni a metà della prossima settimana.

Arrivato invito a P.Chigi, Meloni sarà in Egitto per firma accordi

È arrivato a Palazzo Chigi, a quanto apprende LaPresse, l’invito indirizzato alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a partecipare alla firma degli accordi per il cessate il fuoco a Gaza. All’inizio della prossima settimana la premier dovrebbe dunque partire per l’Egitto per partecipare alla cerimonia. Stando a quanto confermano anche fonti di governo, Meloni partirà lunedì per Sharm el-Sheikh, dove si terrà la cerimonia per la firma della tregua.

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