Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha presentato le sue dimissioni al presidente Emmanuel Macron, che le ha accettate. Lo ha annunciato l’Eliseo in un comunicato. Lecornu, nominato il 9 settembre, avrebbe dovuto presentare domani la sua dichiarazione di politica generale all’Assemblea Nazionale. Le critiche arrivate da opposizione e destra dopo aver presentato, domenica sera, parte del suo governo, lo hanno convinto a presentare le dimissioni.
“In questo momento, il capo dello Stato ha due possibilità: dimettersi o sciogliere il Parlamento”. Lo afferma la leader dell’estrema destra francese Marine Le Pen. La “soluzione” a questa “crisi di regime” sia “nelle mani” di Emmanuel Macron, prosegue Le Pen, aggiungendo che “la Costituzione gli affida il compito di garantire il corretto funzionamento delle istituzioni”.
“Ho accettato la richiesta del presidente della Repubblica di condurre ulteriori discussioni con le forze politiche per la stabilità del Paese. Mercoledì sera dirò al capo dello Stato se ciò sarà possibile o no, affinché possa trarne tutte le conclusioni del caso”. Lo scrive su X il primo ministro dimissionario Sébastien Lecornu. Poco prima che pubblicasse questo post, l’Eliseo aveva fatto sapere che Macron gli aveva chiesto di condurre “degli ultimi negoziati da ora fino a mercoledì sera” per “definire una piattaforma d’azione e di stabilità per il Paese”.
Emmanuel Macron ha indicato che “si assumerà le proprie responsabilità” in caso di fallimento degli “ultimi negoziati” di Sébastien Lecornu. È quanto ha riferito l’entourage del presidente francese all’emittente Bfmtv.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha chiesto a Sébastien Lecornu, primo ministro dimissionario in carica per gli affari correnti, di condurre “degli ultimi negoziati da ora fino a mercoledì sera” per “definire una piattaforma d’azione e di stabilità per il Paese”. Lo fa sapere l’Eliseo, citato dai media francesi.
Bruno Le Maire, ex ministro delle Finanze la cui nomina nel nuovo governo dell’ora dimissionario Sébastien Lecornu aveva suscitato polemiche, ha annunciato di avere proposto a Emmanuel Macron di ritirarsi immediatamente dal governo e ha aggiunto che Macron ha accettato.
“La mia decisione di entrare a far parte del governo è stata presa esclusivamente per spirito di missione, in circostanze geopolitiche gravi, al fine di servire la Francia e i francesi. Constato che la mia decisione provoca in alcuni reazioni incomprensibili, false e sproporzionate. Nessuna situazione individuale deve ostacolare il buon funzionamento del Paese e delle nostre istituzioni. In queste condizioni, alla fine della mattinata ho proposto al presidente della Repubblica di ritirarmi immediatamente dal governo e di trasferire le mie responsabilità di ministro delle Forze Armate al primo ministro. Il presidente della Repubblica ha accettato la mia proposta”, si legge nel post su X di Bruno Le Maire.
“Mi auguro che questa decisione consenta la ripresa delle discussioni in vista della formazione di un nuovo governo, di cui la Francia ha bisogno. Il mio impegno al servizio della Francia e dei francesi rimarrà sempre animato dalla preoccupazione per l’interesse generale e dello Stato”, ha concluso.
La scelta dei ministri da parte di Lecornu era stata criticata da tutto lo spettro politico. In particolare è stata proprio la sua decisione di richiamare l’ex ministro delle Finanze Le Maire al ministero delle Forze armate ad attirare critiche, visto che molti contestano che sotto la sua guida il deficit pubblico francese sia aumentato vertiginosamente.
“I titoli di Stato francesi hanno visto il loro spread allargare ai massimi degli ultimi anni, sfiorando i 90 punti base, a seguito delle dimissioni del primo ministro Lecornu. La situazione politica francese rimane di forte instabilità e rischia di peggiorare ulteriormente i problemi legati alla necessità di un consolidamento fiscale. Ad oggi, un possibile scenario è il ricorso a nuove elezioni ma la Francia rimarrebbe senza una nuova legge finanziaria per il 2026, in una situazione economica molto complessa per i conti pubblici”. Così Gianluca Bergamaschi, Head of Fixed Income – Mandates di Generali Asset Management, in merito alla nuova crisi politica francese.
In questo scenario, aggiunge Bergamaschi, “ci aspettiamo che lo spread OAT-Bund possa continuare ad allargare fino alle possibili nuove elezioni. Ci aspettiamo inoltre che continui l’attuale situazione che vede sia i titoli di Stato dei paesi periferici, Italia in particolare, sia le emissioni corporate bond francesi, relativamente immuni dal contagio dei titoli di Stato francesi”.
Titoli di Stato francesi sotto pressione dopo le dimissioni del premier Lecornu. Sale sui massimi dell’anno il rendimento del decennale a +3,59%, con uno spread di 87 punti rispetto al Bund tedesco, superando di fatto i Btp italiani che registrano uno spread di 86 punti e un rendimento +3,58%. Lo spread tra il Bund e l’Oat francese aveva aperto oggi a 83 punti, la chiusura di venerdì si era attestata a 81.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, dopo le dimissioni del suo primo ministro Sébastien Lecornu ha partecipato a una prova generale per l’ingresso di Robert Badinter nel Pantheon, prevista per giovedì, e successivamente è tornato al palazzo dell’Eliseo camminando a lungo per Parigi con il telefono in mano. È quanto riporta l’emittente Bfmtv, che ha diffuso delle immagini.
“Il ballo degli irresponsabili continua. Ora tocca ai Repubblicani, che fanno parte del Ppe, a vincere il premio dell’irresponsabilità. Il problema delle forze parlamentari in assemblea nazionale è che si comportano tutti come se avessero vinto qualcosa, mentre nessuno ha la forza di imporsi da solo e rischiano invece di perdere ancora di più la fiducia dei francesi. O le forze politiche prendono atto che devono collaborare oppure la crisi non potrà che aggravarsi anche in caso di nuovo scioglimento dell’assemblea invocato da Marine Le Pen e Jean-Luc Mélenchon”. Lo dichiara a LaPresse l’eurodeputato di Renew Europe, eletto in Francia, e segretario generale del Partito democratico europeo, commentando le dimissioni del premier francese Sébastien Lecornu, il giorno dopo la presentazione della squadra di governo.
“Il governo federale ha preso atto delle dimissioni del primo ministro francese. Come di consueto, in questi casi non commentiamo sviluppi politici interni di altri Paesi”. Lo ha dichiarato il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, in conferenza stampa. “Il cancelliere federale mantiene con il presidente francese un rapporto di fiducia e di stretta collaborazione. Non c’è alcun dubbio che questa relazione potrà continuare con la stessa intensità. Negli ultimi mesi si è consolidato un solido fondamento, che sarà particolarmente importante in tempi come questi”, ha aggiunto il portavoce. Interpellato sui possibili effetti della crisi politica francese a livello europeo, ha precisato: “Vorrei mettere in guardia dal drammatizzare. L’Europa resta pienamente operativa, così come la Germania. La cooperazione tra i governi avviene anche a livelli inferiori rispetto a quelli dei capi di Stato e di governo, in modo stretto e fiducioso. Il presidente e il cancelliere sono in costante contatto sulla situazione attuale”. “Il Consiglio dei ministri franco-tedesco, riunitosi a Tolosa, ha già definito punti chiave su cui proseguire le relazioni bilaterali. Anche il recente Consiglio europeo di Copenaghen ha fissato un’agenda concordata in modo molto stretto tra Berlino e Parigi. Non vediamo, al momento, alcun rischio per la capacità decisionale dell’Unione europea”, ha concluso.
“Gli interessi di parte” hanno condannato in anticipo il governo. Lo ha detto il premier francese Sébastien Lecornu, che oggi ha presentato le dimissioni. “Bisogna ascoltare i propri militanti, ma pensare sempre all’interesse delle cittadine e dei cittadini francesi”, ha spiegato il primo ministro, assicurando che era “pronto al compromesso”, pur criticando l’atteggiamento dei partiti che “fanno finta di non vedere i progressi”. “Le forze politiche hanno finto di non vedere la rottura” derivante dal mancato utilizzo dell’articolo 49.3 della Costituzione, che permette al governo di far approvare una legge senza voto parlamentare, salvo una mozione di sfiducia. “Basterebbe poco per riuscirci”, ha aggiunto.
Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha salutato le dimissioni del primo ministro Lecornu come “una mossa saggia” e ha invitato il presidente Emmanuel Macron “a sciogliere l’Assemblea nazionale”. “Siamo alla fine del percorso. Non ci sarà più un domani. Siamo alla fine della barzelletta, la farsa è durata abbastanza”, ha dichiarato.
Il compito è “difficile, forse ancora di più in questo momento”. Lo ha dichiarato il primo ministro Sebastien Lecornu, che oggi ha presentato le sue dimissioni al presidente Emmanuel Macron. Lecornu ha spiegato di ritenere che “non ci siano le condizioni” per governare.
L’ex primo ministro francese Michel Barnier, intervenendo a una riunione dei Les Républicains, ha lanciato “un appello alla calma” e a “pensare al popolo francese”, dopo le dimissioni rassegnate da Sebastien Lecornu. Lo riporta Bfmtv.
Jordan Bardella, presidente di Rassemblement National, ha chiesto al presidente francese Emmanuel Macron di sciogliere l’Assemblea nazionale in seguito alle dimissioni presentate dal premier Sebastien Lecornu. “Indubbiamente il premier provvisorio non aveva margini di manovra”, ha commentato Bardella.
Jean-Luc Melenchon, leader de La France Insoumise, ha chiesto “l’esame immediato” della mozione di destituzione del presidente Emmanuel Macron. “A seguito delle dimissioni di Sebastien Lecornu, chiediamo l’esame immediato della mozione presentata da 104 deputati per la destituzione di Emmanuel Macron”, ha scritto su X.
Sebastien Lecornu, il primo ministro dimissionario della Francia, parlerà alle 10:45 da Palazzo Matignon, sede del capo del governo. Lo riporta Bfmtv citando fonti ministeriali. Successivamente, alle 13, incontrerà i suoi ministri.
Le dimissioni del premier francese Sébastien Lecornu provocano un immediato scossone sulla Borsa di Parigi, già negativa in avvio di seduta. L’indice Cac 40 scivola, facendo registrare un calo del 2%.

