Gaza, Hamas: “Negoziati immediati”. Ordine di stop alle operazioni dell’Idf – La diretta

Gaza, Hamas: “Negoziati immediati”. Ordine di stop alle operazioni dell’Idf – La diretta

Almeno 154 bambini morti di fame nella Striscia. Abbas: “Subito il cessate il fuoco”

Hamas ha accettato alcuni punti del piano di pace proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’organizzazione palestinese si è detta pronta a rilasciare tutti gli ostaggi israeliani detenuti a Gaza ma ha aggiunto che altri elementi richiedono ulteriori e immediati negoziati. Il capo della Casa Bianca ha replicato affermando di essere vicino al raggiungimento della pace.

Positiva anche la reazione del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ha accolto con favore la risposta di Hamas. Nel frattempo lo Stato ebraico non ha placato i propri attacchi sulla Striscia uccidendo almeno 72 persone solo nella giornata di ieri venerdì 3 ottobre. Tra le vittime di Tel Aviv ci sono anche due bambini, morti nel campo profughi di Shati, nel nord di Gaza.

Guerra a Gaza – La diretta
Inizio diretta: 04/10/25 00:00
Fine diretta: 04/10/25 23:00
Netanyahu: "Hamas rilascerà ostaggi e Idf resterà a Gaza"

“A seguito delle pressioni militari e politiche, Hamas è stato costretto ad accettare il piano. In primo luogo, Hamas rilascerà i nostri ostaggi e l’Idf rimarrà nei territori che controlla nella Striscia di Gaza”. Lo ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione registrata diffusa ai media, che giunge dopo che ieri Hamas ha inviato una risposta alla proposta del presidente Usa Donald Trump per la pace a Gaza.”È vero” che Israele può ottenere il rilascio di tutti gli ostaggi senza ritirarsi dalla Striscia di Gaza, “con l’aiuto di Dio, ciò avverrà molto presto”, ha aggiunto Netanyahu.

 Netanyahu: "Orima rientro ostaggi, poi il resto"

“Prima riportare gli ostaggi, poi verrà il resto. Ritengo che ci siano buone possibilità di arrivare a questo risultato”. Lo ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un’intervista al canale israeliano Channel 

Netanyahu: "Usa non negozieranno clausole su ostaggi"

 “Jared Kushner e Steve Witkoff stanno arrivando per concludere la questione. Non vengono per giocare. Non sono disposti a negoziare alcuna clausola” sugli ostaggi. Lo ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un’intervista al canale israeliano Channel 12.

Trump: "Fra obiettivi ripristino posizione internazionale Israele"

Uno degli obiettivi di Donald Trump nel porre fine alla guerra a Gaza è quello di ripristinare la posizione internazionale di Israele, che è stato isolato. Lo ha detto lo stesso Trump in un’intervista al giornalista Barak Ravid di Axios. “Bibi si è spinto troppo oltre e Israele ha perso molto sostegno nel mondo. Ora riporterò indietro tutto quel sostegno”, ha detto Trump.

Erdogan ha aiutato molto per pressing su Hamas

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha “aiutato molto” nel fare pressione su Hamas a proposito del rilascio degli ostaggi. Lo ha sottolineato sempre Trump “Erdogan ha aiutato molto. È un tipo tosto, ma è un mio amico ed è stato fantastico”, ha aggiunto il tycoon. Un funzionario Usa ha riferito ad Axios che Trump ha parlato con Erdogan venerdì, prima della risposta di Hamas, e gli ha chiesto di assicurarsi che Hamas non dicesse di no. “Il presidente Trump ha detto a Erdogan: ‘Ho fatto molto per te e ora ho bisogno che tu faccia questo’”, ha riferito il funzionario statunitense.

Trump: "Vicini ad accordo pace, finalizzarlo in prossimi giorni"

“Siamo vicini” a un accordo di pace per Gaza. Lo ha detto oggi il presidente Usa, Donald Trump, parlando con il giornalista Barak Ravid di Axios, aggiungendo che spingerà per finalizzare l’accordo nei prossimi giorni. Il nostro piano è stato accolto con grande favore: tutti i Paesi del mondo sono d’accordo. Bibi è d’accordo. Hamas ha fatto molta strada: vogliono farlo. Ora dobbiamo chiudere la questione”, ha detto ancora Trump nell’intervista ad Axios.

Trump: "Non tollererò ritardi da parte di Hamas"

“Apprezzo il fatto che Israele abbia temporaneamente interrotto i bombardamenti per dare la possibilità di completare il rilascio degli ostaggi e l’accordo di pace. Hamas deve agire rapidamente, altrimenti tutto sarà annullato. Non tollererò ritardi, che molti pensano si verificheranno, né qualsiasi risultato che possa far sì che Gaza rappresenti nuovamente una minaccia. Facciamolo, velocemente. Tutti saranno trattati equamente!”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. 

Direttore ospedale: "Notevolmente diminuiti attacchi su Gaza City"

I bombardamenti israeliani su Gaza City sono “notevolmente diminuiti” nonostante in città siano stati registrati almeno 5 morti. Lo ha dichiarato ad Associated Press il direttore dell’ospedale Al-Shifa, Mohamed Abu Selmiyah.

Pizzaballa: "Immagini Gaza hanno ferito nel profondo comune coscienza"

“Le immagini di Gaza hanno ferito nel profondo la comune coscienza di diritti e di dignità che abitano il nostro cuore”. Lo si legge in una lettera inviata dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, alle diocesi. “Potenza, forza, violenza sono diventati il criterio principale sul quale si fondano i modelli politici, culturali, economici e forse anche religiosi del nostro tempo. Abbiamo sentito molte volte ripetere in questi ultimi mesi che bisogna usare la forza e solo la forza può imporre le scelte giuste da fare. Solo con la forza si può imporre la pace. Non sembra che la storia abbia insegnato molto, purtroppo. Abbiamo visto nel passato, infatti, cosa producono violenza e forza. Dall’altro lato, però, in Terra Santa e nel mondo, abbiamo assistito e vediamo sempre più spesso la reazione indignata della società civile a questa arrogante logica di potere e di forza”, scrive ancora il porporato che aggiunge: “Non sappiamo se questa guerra davvero finirà, ma sappiamo che il conflitto continuerà ancora, perché le cause profonde che lo alimentano sono ancora tutte da affrontare. Se anche la guerra dovesse finire ora, tutto questo e molto altro costituirà ancora una tragedia umana che avrà bisogno di molto tempo e tante energie per ristabilirsi. La fine della guerra non segna necessariamente l’inizio della pace. Ma è il primo passo indispensabile per cominciare a costruirla. Ci attende un lungo percorso per ricostruire la fiducia tra noi, per dare concretezza alla speranza, per disintossicarci dall’odio di questi anni. Ma ci impegneremo in questo senso, insieme ai tanti uomini e donne che qui ancora credono che sia possibile immaginare un futuro diverso”. Da Pizzaballa, infine, l’invito a tutte le comunità ad aderire alla giornata per la pace indetta da Papa Leone XIV per sabato 11 ottobre.

Pizzaballa: "Notizie positive all'orizzonte, ma no illusioni"

Per la prima volta, dall’inizio della guerra a Gaza, “le notizie parlano finalmente di una possibile nuova pagina positiva, della liberazione degli ostaggi israeliani, di alcuni prigionieri palestinesi e della cessazione dei bombardamenti e dell’offensiva militare. È un primo passo importante e lungamente atteso. Nulla è ancora del tutto chiaro e definito, ci sono ancora molte domande che attendono risposta, molto resta da definire, e non dobbiamo farci illusioni. Ma siamo lieti che vi sia comunque qualcosa di nuovo e positivo all’orizzonte”. Lo scrive il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, in una lettera indirizzata a tutta la diocesi dopo l’apertura di Hamas alla proposta di pace del presidente Usa, Donald Trump.
Attendiamo il momento per gioire per le famiglie degli ostaggi, che potranno finalmente abbracciare i loro cari – scrive ancora il porporato -. Ci auguriamo lo stesso anche per le famiglie palestinesi che potranno abbracciare quanti ritornano dalla prigione. Gioiamo soprattutto per la fine delle ostilità, che ci auguriamo non sia temporanea, che porterà sollievo agli abitanti di Gaza. Gioiamo anche per tutti noi, perché la possibile fine di questa guerra orribile, che davvero sembra ormai vicina, potrà finalmente segnare un nuovo inizio per tutti, non solo israeliani e palestinesi, ma anche per tutto il mondo. Dobbiamo comunque restare con i piedi per terra. Molto resta ancora da definire per dare a Gaza un futuro sereno. La cessazione delle ostilità è solo il primo passo -necessario e indispensabile – di un percorso insidioso, in un contesto che resta comunque problematico”. “Non dobbiamo dimenticare – aggiunge Pizzaballa -, inoltre, che la situazione continua a deteriorarsi anche in Cisgiordania. Sono ormai quotidiani i problemi di ogni genere che le nostre comunità sono costrette ad affrontare, soprattutto nei piccoli villaggi, sempre più accerchiati e soffocati dagli attacchi dei coloni, senza sufficiente difesa delle autorità di sicurezza. I problemi, insomma, sono ancora tanti. Il conflitto continuerà ancora per lungo tempo ad essere parte integrale della vita personale e comunitaria della nostra Chiesa. Nelle decisioni da prendere riguardo alla nostra vita, anche le più banali, dobbiamo sempre prendere in considerazione le dinamiche contorte e dolorose da esso causate: se i confini sono aperti, se abbiamo i permessi, se le strade saranno aperte, se saremo al sicuro. La mancanza di chiarezza sulle prospettive future, che sono ancora tutte da definire, inoltre, contribuisce al senso di disorientamento e fa crescere il sentimento di sfiducia. Ma è proprio qui che, come Chiesa, siamo chiamati a dire una parola di speranza, ad avere il coraggio di una narrativa che apra orizzonti, che costruisca anziché distruggere, sia nel linguaggio che usiamo che nelle azioni e gesti che porremo”.

 

Meloni: "Serve l'impegno di tutti affinché sia colta l'occasione per la pace"

“Il piano di pace statunitense, già approvato da Israele, condiviso dagli Stati europei, da molti Stati islamici e dall’Autorità Nazionale Palestinese, grazie alla mediazione dei Paesi arabi e in particolare del Qatar, che desidero ringraziare per i suoi sforzi, ha ricevuto una prima risposta positiva anche da parte di Hamas che si è anzitutto detta disposta a rilasciare tutti gli ostaggi nel quadro di un cessate il fuoco. Dobbiamo impegnarci tutti affinché questa straordinaria occasione sia colta”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

Margelletti: "Piano di pace fragile, ha ancora troppi nemici"

“La speranza” è che il piano di pace di Donald Trump, che ha ricevuto parere positivo anche da Hamas, “possa essere implementato”, ma è un piano che “è più solido a Washington rispetto che nella regione” perché “ha ancora troppi nemici”. Lo afferma a LaPresse Andrea Margelletti, presidente del Centro studi internazionali (Cesi).

“Da un lato c’è l’ala estremista di Hamas, che vuole ancora avere potere, dall’altro la destra religiosa israeliana, che si vede sfuggire quello che considera un obiettivo millenario”, aggiunge Margelletti, per cui le domande da porsi sono: “può permettersi Hamas di sparire? E può il governo israeliano permettersi di perdere l’appoggio dei coloni?”. Secondo l’analista, “ora la partita si gioca sulla composizione della forza internazionale che dovrebbe garantire la pace”.

Da questo punto di vista, “abbiamo già visto come Unifil in Libano non sia particolarmente apprezzata da Israele”. Inoltre, conclude Margelletti, ci sarebbe un problema relativo alle regole di ingaggio. “Se succede un incidente con il coinvolgimento dell’eventuale contingente internazionale, come reagirebbe?”.

Parroco Gaza: "Hamas apre a piano Trump? Speriamo sia la volta buona"

“Speriamo sia la volta buona”. Così, al Sir, padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, l’unica parrocchia cattolica della Striscia di Gaza sull’apertura di Hamas al piano Trump. Padre Romanelli ha affermato che le ultime notizie sono state accolte “con speranza ma anche con prudenza”. “Tante volte in questi mesi ci sono stati annunci che poi non hanno portato a nulla. Per questo restiamo speranzosi ma al tempo stesso pragmatici” ha detto ancora Romanelli.

Nuove esplosioni vicino a parrocchia Gaza

Nuove esplosioni questa mattina nei pressi della parrocchia cattolica di Gaza. A documentare quanto successo sui social il parroco padre Gabriel Romanelli, che ha postato due video girati in chiesa. In particolare, in un video si notano dei bambini in preghiera che sono scossi dal forte boato udito.

Meloni: "Pace non arriva invocandola ma costruendola con impegno"

“L’uso della forza prevale in troppe occasioni sostituendosi alla forza del diritto. Questo scenario non può e non deve spingerci alla resa, ad arrenderci all’idea che non ci sia un’altra opzione oltre alla guerra. Solo che la pace, ci ricorda San Francesco, non si materializza quando la si invoca, ma quando la si costruisce con impegno, pazienza, coraggio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo ad Assisi in occasione delle celebrazioni per San Francesco, patrono d’Italia.

“Ci si arriva mettendo un mattone dopo l’altro, con la forza della responsabilità e l’efficacia delle ragionevolezza. È quanto ci auguriamo stia accadendo in queste ore in Palestina”, ha aggiunto.

Meloni: "Fiera del contributo dell'Italia al dialogo"

“Sono fiera del contributo al dialogo che ha saputo dare l’Italia, in prima linea nel sostegno umanitario alla popolazione palestinese e al contempo interlocutore credibile per tutti gli attori coinvolti, senza cadere nella trappola della contrapposizione frontale che pure molti, spesso più che per interesse che per convinzione, invocavano”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo ad Assisi in occasione delle celebrazioni per San Francesco, patrono d’Italia.

Meloni: "Piano per la pace Usa è una luce che squarcia le tenebre della guerra"

“Il piano di pace statunitense già approvato da Israele, grazie alla mediazione di alcuni Paesi arabi, particolarmente del Qatar, che penso tutti dobbiamo ringraziare, potrebbe essere accolto anche da Hamas. Questo vorrebbe dire tornare finalmente alla pace in Medioriente, vedere cessare le sofferenze della popolazione civile palestinese, vedere il rilascio degli ostaggi israeliani trattenuti ormai da due lunghissimi anni. Una luce di pace squarcia le tenebre della guerra e abbiamo tutti il dovere di fare quanto è nelle nostre possibilità affinché questa preziosa e fragile opportunità abbia successo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo ad Assisi in occasione delle celebrazioni per San Francesco, patrono d’Italia. 

Autorità Gaza: "Nella Striscia superate le 67mila vittime"
Bombardamento dell'esercito israeliano nella Striscia di Gaza

Il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, afferma che il bilancio delle vittime della guerra nella Striscia ha superato quota 67.000, dopo che 66 persone sono state uccise nelle ultime 24 ore. Lo riporta Al Jazeera. Il conteggio del ministero, pari a 67.074 dal 7 ottobre 2023, non fa distinzione tra civili e combattenti.

Media, altri due bambini morti di fame nella Striscia: 154 in totale

Altri due bambini sarebbero morti nella Striscia di Gaza a causa della fame e della malnutrizione. Lo rende noto al Jazeera citando fonti sul campo. Il bilancio delle vittime a Gaza a causa della carestia – secondo le autorità della Striscia controllata da Hamas – sale a 459, tra cui 154 bambini. 

Abbas: "Subito il cessate il fuoco, tutti siano responsabili"

Il presidente dell’Anp Mahmoud Abbas ha accolto “con favore” l’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di porre fine alla guerra a Gaza e di procedere con negoziati dettagliati, in risposta alle dichiarazioni positive di Hamas. Lo riporta Wafa. “Accogliamo con favore queste dichiarazioni poiché segnalano la volontà di rilasciare tutti gli ostaggi e di adottare un approccio costruttivo in questa fase critica, che richiede a tutti di esercitare il massimo livello di responsabilità nazionale”, ha dichiarato.

Abbas ha poi messo in luce che “la sovranità sulla Striscia di Gaza appartiene allo Stato di Palestina e il collegamento tra la Cisgiordania e la Striscia di Gaza deve essere realizzato attraverso leggi e istituzioni governative palestinesi, attraverso un comitato amministrativo palestinese e forze di sicurezza palestinesi unificate, nel quadro di un unico sistema e di una sola legge, e con il sostegno arabo e internazionale”. 

Media: inviato Usa Witkoff nei prossimi giorni nella regione
Russia Ukraine War

Secondo quanto riportato dall’emittente pubblica israeliana Kan, nei prossimi giorni si prevede che l’inviato statunitense per il Medioriente Steve Witkoff si recherà nella regione, mentre Israele e Hamas si preparano a tenere colloqui di mediazione sui dettagli del piano di pace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Media: primo round di colloqui domani a Sharm el-Sheikh

Secondo quanto riportato dall’emittente israeliana Channel 12 domani in Egitto inizierà probabilmente il primo round di colloqui tra Israele e Hamas. Il luogo più probabile per l’incontro è la località turistica di Sharm el-Sheikh, sul Mar Rosso.

Wsj: Hamas ha accettato il piano di Trump ma è fortemente diviso

Hamas ha accettato il piano per la pace proposto da Donald Trump ma l’organizzazione è fortemente divisa al suo interno. E’ quanto scrive il Wall Street Journal spiegando che Khalil Al-Hayya, il principale negoziatore di Hamas, e diversi altri alti funzionari politici sostengono l’accettazione della proposta nonostante significative riserve ma questi funzionari con base fuori Gaza, hanno un’influenza limitata sull’ala armata del gruppo, che rimane nell’enclave.

I comandanti di Hamas a Gaza – viene spiegato – temono di non riuscire a imporre il rispetto delle richieste di disarmo tra i combattenti se accettassero un accordo che equivale a una resa. Secondo quanto riferito dai mediatori arabi Ezzedin al-Haddad, salito alla guida di Hamas nella Striscia dopo l’uccisione di Yahya e Mohammed Sinwar da parte di Israele, ha fatto sapere di essere aperto al compromesso e disposto a cedere razzi e altre armi offensive all’Egitto e alle Nazioni Unite, ma vuole conservare armi leggere come i fucili d’assalto, che Hamas considera difensive. 

Netanyahu valuta negativamente la risposta di Hamas ma asseconda Trump

Il primo ministro israeliano valuta “principalmente in maniera negativa” la risposta affermativa di Hamas al piano di pace proposto da Donald Trump ma sta “assecondando” gli sforzi del presidente americano perché “non vede altra opzione”. E’ quanto riporta l’emittente israeliana Channel 12 citando fonti vicine al governo. La valutazione dell’esecutivo – viene spiegato – è che Hamas probabilmente solleverà obiezioni e cercherà garanzie riguardo ad altri elementi dell’accordo, in particolare per quanto riguarda Gaza del dopoguerra, durante i colloqui che si terranno a breve sulla fase iniziale del rilascio degli ostaggi e del ritiro dell’Idf, e ciò probabilmente “complicherà ulteriormente il processo” di pace. 

L'Idf diffida i palestinesi dal tornare a Gaza City

L’Idf ha messo in guardia i palestinesi dal tornare a Gaza City o dall’avvicinarsi alle truppe in tutte le parti della Striscia nonostante l’esercito abbia sospeso le operazioni offensive. “Le truppe dell’Idf stanno ancora circondando Gaza City e tornarvi è molto pericoloso”, ha affermato il portavoce in lingua araba dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee, aggiungendo che l’area a nord del torrente Wadi Gaza è una “pericolosa zona di combattimento”.

“Per la vostra sicurezza, evitate di tornare a nord o di avvicinarvi alle aree in cui operano le truppe dell’Idf, in qualsiasi punto della Striscia, anche a sud”, ha aggiunto precisando che l’esercito continua a condurre operazioni difensive nella Striscia, tra cui attacchi aerei contro le minacce alle forze armate da parte dei miliziani di Hamas. 

Arrivato l'ordine di stop delle operazioni dell'Idf a Gaza

L’Idf ha ricevuto l’ordine di interrompere le operazioni offensive a Gaza City, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump spinge per porre fine alla guerra. Lo riporta il Times of Israel, indicando che tuttavia l’esercito sta ancora conducendo operazioni difensive e l’IDF ha dichiarato in precedenza che il capo di Stato Maggiore, il tenente generale Eyal Zamir, ha ordinato alle truppe di “eliminare qualsiasi minaccia”.

I media palestinesi riferiscono che alcuni attacchi sono ancora in corso. Quattro persone sono state uccise in un attacco nel quartiere di Tuffah a Gaza City, mentre secondo i media palestinesi sono stati effettuati bombardamenti di artiglieria in un’area a nord di Bureij, nella parte centrale di Gaza, e nella zona di Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia. 

Von der Leyen: "Soluzione a due Stati è l'unica praticabile per la pace"

“La disponibilità dichiarata da Hamas a rilasciare gli ostaggi e ad avviare un dialogo sulla base della recente proposta del Presidente degli Stati Uniti è incoraggiante”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, affermando che “è necessario cogliere questa opportunità. Un cessate il fuoco immediato a Gaza e il rilascio di tutti gli ostaggi sono a portata di mano”. “L’Europa sosterrà tutti gli sforzi volti a porre fine alle sofferenze dei civili e a promuovere l’unica soluzione praticabile per la pace, ovvero la soluzione dei due Stati”, ha aggiunto

Capo di Stato Maggiore: "Idf si prepari ad attuare la prima fase del piano Trump"

L’IDF annuncia che il capo di Stato Maggiore, il tenente generale Eyal Zamir, ha incontrato i generali di alto rango per “una valutazione speciale della situazione alla luce degli sviluppi”. Lo riferisce il Times of Israel, spiegando che una dichiarazione dell’esercito afferma che “su ordine del vertice politico”, Zamir ha incaricato le Forze di Difesa Israeliane di prepararsi “all’attuazione della prima fase del piano di Trump per liberare gli ostaggi”, senza specificare i dettagli dell’ordine.

La dichiarazione sembra anche confermare le notizie secondo cui i leader politici hanno ordinato all’IDF di interrompere l’offensiva per conquistare Gaza City e di concentrarsi invece sulle operazioni difensive, sottolineando che “la sicurezza delle nostre forze è di fondamentale importanza e tutte le capacità dell’IDF saranno assegnate al Comando Sud per difendere le nostre forze”. “Il capo di Stato Maggiore ha sottolineato che, alla luce della delicatezza dell’operazione, le forze devono dimostrare una maggiore prontezza e consapevolezza. Allo stesso modo, è stata chiarita la necessità di una risposta rapida per eliminare qualsiasi minaccia”, aggiunge la dichiarazione.

Media: Idf riceve l'ordine di ridurre l'offensiva a Gaza
Macerie a Rafah, nella Striscia di Gaza, nel gennaio 2025 dopo i raid israeliani (foto AP/Jehad Alshrafi)

I leader politici israeliani hanno ordinato all’esercito di interrompere la campagna per la conquista della città di Gaza, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto a Israele di cessare gli attacchi a Gaza, spingendo per porre fine alla guerra e liberare gli ostaggi detenuti da Hamas. Lo riporta il Times of Israel, citando quanto riportato dall’Army Radio e dall’emittente pubblica Kan. Army Radio afferma che l’ordine richiede che le operazioni siano ridotte al “minimo”, con le truppe sul campo che eseguono rigorosamente manovre difensive, ed è stato emesso dopo i colloqui notturni tra funzionari israeliani e statunitensi. Kan, nel frattempo, afferma che i negoziati sul piano di Trump dovrebbero tenersi a breve.

Israele pronto ad attuare prima fase piano Trump

“Israele è pronto per l’attuazione immediata della prima fase del piano di Trump per il rilascio immediato di tutti gli ostaggi”. Lo afferma una dichiarazione dell’ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in seguito alla risposta di Hamas alla proposta del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di liberare gli ostaggi e porre fine alla guerra a Gaza. “Continueremo a lavorare in piena collaborazione con il presidente e il suo team per porre fine alla guerra in conformità con i principi stabiliti da Israele, che corrispondono alla visione di Trump per porre fine alla guerra”, aggiunge la dichiarazione.

Starmer: "Accettazione di Hamas è un passo avanti significativo"
Gaza

“L’accettazione da parte di Hamas del piano di pace statunitense rappresenta un passo avanti significativo. Sosteniamo con forza gli sforzi del presidente Trump, che ci hanno avvicinato alla pace più che mai”. Lo dichiara il premier britannico Keir Starmer. “Ora c’è l’opportunità di porre fine ai combattimenti, far tornare gli ostaggi a casa e consentire che gli aiuti umanitari raggiungano chi ne ha disperatamente bisogno. Invitiamo tutte le parti a implementare l’accordo senza indugio”, spiega. “Il Regno Unito, insieme ai nostri partner, è pronto a sostenere ulteriori negoziati e a lavorare per una pace duratura sia per israeliani che per palestinesi”, aggiunge.

Famiglie degli ostaggi: "Appello di Trump essenziale, ora Netanyahu negozi"

L’Hostages Families Forum “sostiene fermamente il presidente Trump nel suo impegno a riportare a casa tutti gli ostaggi e porre fine alla guerra”. E’ quanto si legge in una dichiarazione. “La richiesta del presidente Trump di porre fine immediatamente alla guerra è essenziale per prevenire danni gravi e irreversibili agli ostaggi”. Il Forum invita “il primo ministro Netanyahu ad avviare immediatamente negoziati efficaci e rapidi per riportare a casa tutti i nostri ostaggi”. 

Hamas: "Incoraggianti le parole di Trump, pronti a negoziati immediati"

A seguito della dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, il funzionario senior di Hamas Taher al-Nono ha definito “incoraggiante” il suo appello a Israele a cessare i bombardamenti su Gaza. Lo riporta Ynet. Secondo il funzionario, “Hamas è pronto a iniziare immediatamente negoziati per raggiungere un accordo sullo scambio di prigionieri, porre fine alla guerra e garantire il ritiro dell’esercito israeliano dalla Striscia di Gaza”.

Trump: "Tutti saranno trattati in modo equo"

“Tutti saranno trattati in modo equo”. Lo ha detto in un messaggio video il presidente Usa Donald Trump dopo che Hamas ha comunicato di accettare la proposta americana per Gaza. 

Trump: "Siamo molto vicini a raggiungere la pace"

“Abbiamo ricevuto un aiuto enorme. Tutti sono stati uniti nel voler porre fine a questa guerra e nel vedere la pace in Medioriente. E siamo molto vicini a raggiungere questo obiettivo”. Lo ha detto in un messaggio video il presidente Usa Donald Trump dopo che Hamas ha comunicato di accettare la proposta americana per Gaza. 

Trump: "Giorno speciale e forse senza precedenti"

“Questa è una giornata molto speciale, forse senza precedenti in molti modi”. Lo ha detto in un messaggio video il presidente Usa Donald Trump dopo che Hamas ha comunicato di accettare la proposta americana per Gaza. “Voglio ringraziare i paesi che mi hanno aiutato a realizzare tutto questo: Qatar, Turchia, Arabia Saudita, Egitto, Giordania e tanti altri. Tante persone hanno lottato duramente. È una grande giornata. Vedremo come andrà a finire. Dobbiamo mettere la parola finale e rendere tutto concreto”, ha spiegato. “Non vedo l’ora che gli ostaggi tornino a casa dai loro genitori”, ha aggiunto il presidente Usa.

Guterres accoglie con favore la dichiarazione di Hamas

Il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha accolto con favore la risposta di Hamas al piano di Trump per Gaza. Lo ha affermato il suo portavoce Stephane Dujarric, ringraziando al contempo Qatar ed Egitto per la loro mediazione. Guterres ha anche ribadito il suo appello “per un cessate il fuoco immediato e permanente, il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi e un accesso umanitario senza restrizioni”, ha spiegato Dujarric. “Le Nazioni Unite sosterranno tutti gli sforzi volti a raggiungere questi obiettivi per prevenire ulteriori sofferenze”, ha aggiunto. 

Media: Netanyahu rimasto sorpreso dalla risposta di Trump

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è rimasto sorpreso dalla dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha affermato di credere che Hamas sia “pronta per una pace duratura” e ha invitato Israele a interrompere immediatamente gli attacchi a Gaza. Lo ha riferito a Channel 12 un funzionario israeliano, secondo cui Netanyahu ha tenuto delle consultazioni sulla risposta di Hamas al piano di Trump prima che il presidente degli Stati Uniti rilasciasse la sua dichiarazione su Truth, con il premier che ha affermato di considerare la risposta di Hamas come un rifiuto della proposta americana.

Secondo l’emittente, Netanyahu ha anche sottolineato la necessità di coordinarsi con gli Stati Uniti per dare una risposta in modo che non sembri che Hamas abbia risposto in modo affermativo, aggiungendo che funzionari ritengono che la dichiarazione del gruppo palestinese potrebbe aiutare ad aprire la strada a un accordo.

Qatar: "Coordinati con Usa ed Egitto per nuovi colloqui"

Il Qatar e l’Egitto hanno avviato colloqui in coordinamento con gli Stati Uniti per “completare i colloqui sul piano al fine di garantire la fine della guerra”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, citato da Al Jazeera, dopo l’accettazione da parte di Hamas della proposta del presidente statunitense Donald Trump. 

Lapid: "Ho informato gli Usa che Netanyahu ha il sostegno per i negoziati"

Il presidente Donald Trump ha ragione nel dire che c’è una reale opportunità per liberare gli ostaggi e porre fine alla guerra. Israele dovrebbe annunciare di unirsi ai colloqui guidati dal presidente per finalizzare i dettagli dell’accordo. Ho detto all’amministrazione statunitense che Netanyahu ha il sostegno politico interno per portare avanti il processo”. Lo scrive su X Yair Lapid, leader dell’opposizione israeliana. 

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