Secondo un’esclusiva del Wall Street Journal, il Pentagono ha vietato all’Ucraina l’uso dei missili a lungo raggio Atacms per colpire obiettivi all’interno del territorio russo. La decisione, non annunciata pubblicamente, sarebbe attiva dalla tarda primavera e prevede una procedura di approvazione ad alto livello del Dipartimento della Difesa statunitense. Fonti interne riferiscono che, almeno in un’occasione, Kiev avrebbe tentato di impiegare gli Atacms contro la Russia, ma l’operazione sarebbe stata bloccata. Il provvedimento limita l’impiego di una delle armi più potenti nella guerra contro Mosca, suscitando interrogativi sulla strategia americana nel conflitto.
“Noi faremo di tutto perché si possa arrivare a un accordo, sosteniamo le iniziative americane e faremo di tutto perché ci possa essere un confronto diretto fra Zelensky e Putin”. Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un punto stampa al Meeting di Rimini. “Si è conclusa poco fa la riunione del G7 degli Esteri. Oggi è l’anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina e questa riunione aveva anche un significato simbolico, volevamo mandare un messaggio chiaro di unità a sostegno dell’indipendenza Ucraina. Il tema fondamentale è la garanzia di sicurezza dell’Ucraina dopo un auspicabile accordo di pace”, ha aggiunto il ministro.
“Noi non siamo per inviare truppe” in Ucraina, “ma potremmo dare un contributo importante data la grande esperienza che abbiamo per lo sminamento, sia marittimo che terrestre. Si stanno facendo dei passi in avanti anche nella proposta italiana di avere una garanzia modello articolo 5 della Nato con la presenza americana. Poi si vedrà come andranno le cose”. Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un punto stampa al Meeting di Rimini.
In una conversazione telefonica col presidente Usa, il presidente russo Vladimir Putin ha detto chiaramente a Trump che la Russia è pronta a proseguire i negoziati diretti con Kiev iniziati a Istanbul. Lo ha precisato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un’intervista a Nbc. “Si sono già svolti tre round. Vladimir Putin ha osservato che gli incontri ad alto livello, in particolare tra i leader di Russia e Ucraina, devono essere ben organizzati. Pertanto è necessario un processo preparatorio concordato tra le parti. A tal fine, abbiamo proposto di elevare il livello delle delegazioni che si sono incontrate e si incontreranno a Istanbul per discutere questioni specifiche che devono essere portate all’attenzione del presidente russo Vladimir Putin e di Volodymyr Zelensky”, ha spiegato Lavrov.
L’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Vladimir Zelensky non è stato discusso durante il vertice Russia-UsA in Alaska. Così il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un’intervista a Nbc. “Queste voci sono state diffuse, in primo luogo, dallo stesso Volodymyr Zelensky e dai suoi sponsor europei. Ad Anchorage non se n’è parlato. L’argomento è stato sollevato più tardi, si potrebbe dire all’improvviso, dopo un incontro a Washington tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i suoi ospiti”, ha affermato Lavrov.
“Penso che i russi abbiano fatto concessioni significative al presidente Trump per la prima volta in tre anni e mezzo di conflitto”. Così il vicepresidente Usa JD Vance in un’intervista a Nbc. “Sono stati effettivamente disposti a essere flessibili su alcune delle loro richieste fondamentali. Hanno discusso di ciò che sarebbe necessario per porre fine alla guerra”, ha aggiunto Vance. “Non ho detto che abbiano concesso tutto”, ha rimarcato, “ma ciò che hanno concesso è il riconoscimento che l’Ucraina avrà integrità territoriale dopo la guerra. Hanno riconosciuto che non saranno in grado di instaurare un regime fantoccio a Kiev… Hanno fatto tutte le concessioni? Certo che no. Avrebbero dovuto iniziare la guerra? Certo che no, ma stiamo facendo progressi”.
“Il presidente è stato molto chiaro. Non ci saranno truppe sul terreno in Ucraina. Ma continueremo a svolgere un ruolo attivo nel cercare di garantire che gli ucraini abbiano le garanzie di sicurezza e la fiducia di cui hanno bisogno per porre fine alla guerra e che i russi sentano di poterla concludere”. Così il vicepresidente Usa JD Vance in un’intervista a Nbc, sull’ipotesi che gli Stati Uniti possano inviare truppe in Ucraina per contribuire a far rispettare un eventuale accordo di pace.
L’Ucraina ha utilizzato le proprie armi per colpire obiettivi in profondità in Russia e non si consulta con Washington al riguardo. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato da Sky News, in risposta a un articolo del Wall Street Journal secondo cui il Pentagono avrebbe silenziosamente impedito a Kiev di utilizzare missili a lungo raggio di fabbricazione statunitense per colpire obiettivi all’interno della Russia.
Il ministero della Difesa russo ha reso noto uno scambio con l’Ucraina di 146 prigionieri per parte. “Il 24 agosto, 146 militari russi sono stati rimpatriati dal territorio controllato dal regime di Kiev”, si legge in una nota citata da Ria Novosti. In cambio sono stati consegnati 146 prigionieri di guerra delle forze armate ucraine. “Inoltre, otto cittadini della Federazione russa, residenti nella regione di Kursk, detenuti illegalmente dal regime di Kiev, sono stati rimpatriati e saranno riconsegnati a casa”, ha aggiunto il ministero della Difesa russo, “gli Emirati Arabi Uniti hanno svolto attività di mediazione umanitaria durante il ritorno dei militari russi dalla prigionia”.
I paesi occidentali “stanno semplicemente cercando un pretesto per impedire i negoziati, e vogliono che ciò accada senza alcuna colpa da parte loro, senza alcuna colpa di Zelensky, che è testardo, ponendo condizioni, chiedendo un incontro immediato con Putin a prescindere da tutto. Un tentativo di interrompere il processo stabilito da Putin e Trump, che ha prodotto ottimi risultati. Speriamo che questi tentativi vengano sventati”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, in un’intervista al giornalista televisivo Pavel Zarubin citata dalle agenzie russe.
“Questo è lo scopo della coalizione dei volenterosi. Questo è ciò che Washington voleva: come garantire una pace sostenibile, affidabile e duratura. L’Ucraina la raggiungerà perché riceverà garanzie di sicurezza così solide che nessuno al mondo penserà mai più di attaccarla. Questo non è solo il nostro obiettivo, è esattamente ciò che vogliamo trasmettere ai nostri figli e nipoti: un’Ucraina forte, un’Ucraina paritaria, un’Ucraina europea, un’Ucraina indipendente”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky da piazza Maidan a Kiev in un discorso in occasione del 34esimo Giorno dell’Indipendenza. “Per spezzare i cicli chiusi della storia – ha aggiunto -, in cui a ogni generazione mancava qualcosa per preservare l’indipendenza, e ogni nuova generazione entrava in una nuova fase, costretta di nuovo a imbracciare le armi, di nuovo a difendersi e a riconquistare la libertà. Non dobbiamo passare questo fardello sui nostri discendenti. Stiamo costruendo un’Ucraina abbastanza forte da vivere in sicurezza e pace”.
L’Ucraina non è una vittima, è una combattente. L’Ucraina non chiede, offre. Alleanza e partenariato. Il miglior esercito d’Europa. Tecnologie di difesa avanzate. Esperienza di resilienza. Diciamo: abbiamo bisogno (di essere accettati) nell’Ue.Sì. Ma non siamo meno necessari. E tutti lo riconoscono. E così l’Ucraina viene riconosciuta, non come un parente povero, ma come un forte alleato”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky da piazza Maidan a Kiev in un discorso in occasione del 34esimo Giorno dell’Indipendenza.
“Oggi, sia gli Stati Uniti che l’Europa concordano: l’Ucraina non ha ancora vinto, ma di certo non perderà.L’Ucraina ha conquistato la sua indipendenza”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky da piazza Maidan a Kiev in un discorso in occasione del 34esimo Giorno dell’Indipendenza.
“L’Ucraina può davvero riunire e unire i leader mondiali in un solo giorno. L’Ucraina, con cui l’America e il mondo intero vogliono produrre droni congiuntamente. L’Ucraina, che ha ripristinato l’unità tra Europa e Stati Uniti ed è ora il fondamento di questa alleanza. L’Ucraina, che resiste e sa difendersi. Pertanto, l’Ucraina viene sentita, l’Ucraina viene considerata, l’Ucraina viene ascoltata. Il suo posto è al tavolo, non le viene detto ‘Aspetta fuori’. Le viene detto ‘La decisione spetta solo a te’. Questa è l’Ucraina che ho avuto l’onore di rappresentare negli Stati Uniti una settimana fa”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky da piazza Maidan a Kiev in un discorso in occasione del 34esimo Giorno dell’Indipendenza.
“Venerdi scorso, 22 agosto, abbiamo accompagnato con la nostra preghiera e con il digiuno i fratelli e le sorelle che soffrono a causa delle guerre. Oggi ci uniamo ai nostri fratelli ucraini i quali, con l’iniziativa spirituale ‘Preghiera mondiale per l’Ucraina’, chiedono che il Signore doni la pace al loro martoriato Paese”. Lo ha detto Papa Leone XIV dopo la recita dell’Angelus in piazza San Pietro.
L’Ucraina “non sarà mai più costretta nella storia alla vergogna che i russi chiamano compromesso. Abbiamo bisogno di una pace giusta. Quale sarà il nostro futuro dipende solo da noi. E il mondo lo sa. E il mondo lo rispetta, rispetta l’Ucraina e accetta l’Ucraina come un pari”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky da piazza Maidan a Kiev in un discorso in occasione del 34esimo Giorno dell’Indipendenza.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso gratitudine a Papa Leone XIV per il sostegno all’Ucraina. “Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso gratitudine a Papa Leone per le parole di sostegno rivolte all’Ucraina in guerra. “Sono sinceramente grato a Sua Santita’ per le sue parole premurose, per la preghiera e per l’attenzione al popolo ucraino in mezzo a una guerra devastante”, ha scritto Zelensky in un messaggio su X. “Sono sinceramente grato a Sua Santità per le sue parole profonde, la sua preghiera e la sua attenzione al popolo ucraino in mezzo a una guerra devastante. Tutte le nostre speranze e i nostri sforzi sono rivolti al raggiungimento della pace tanto attesa dalla nostra nazione. Perché il bene, la verità e la giustizia prevalgano. Apprezziamo la leadership morale e il sostegno apostolico del Papa, ha scritto Zelensky in un messaggio su X. “Con un cuore ferito dalla violenza che devasta la vostra terra, mi rivolgo a voi in questo giorno della vostra festa nazionale. Desidero assicurarvi la mia preghiera per il popolo dell’Ucraina che soffre per la guerra, in particolare per tutti coloro che sono feriti, per coloro che sono afflitti dalla perdita di una persona cara e per coloro che sono privati della loro casa. Possa Dio stesso consolarli, possa rafforzare i feriti e concedere riposo eterno ai defunti. Supplico il Signore di muovere il cuore delle persone di buona volontà affinché taccia il clamore delle armi e si lasci il posto al dialogo, aprendo la strada per la pace per il bene di tutti”, si legge nel messaggio del Papa postato da Zelensky.
“Stiamo costruendo un’Ucraina che avrà abbastanza forza e potere per vivere in sicurezza e pace. Affinché in questa piazza, nella piazza della nostra indipendenza, sotto le nostre bandiere, sulla nostra terra, i nostri figli e nipoti celebrino il Giorno dell’Indipendenza. In pace. In tranquillità. Con fiducia nel futuro. Con rispetto. E con gratitudine verso tutti coloro che hanno difeso l’Ucraina in questa guerra per l’indipendenza, che hanno avuto successo e che hanno vinto. Vale la pena vivere per un tale obiettivo”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio girato a Maidan Nezalezhnosti, piazza dell’Indipendenza a Kiev, diffuso in occasione del Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, che si celebra il 24 agosto in ricordo della dichiarazione di indipendenza dall’Urss nel 1991. “Buona festa a voi, grande popolo di un grande Paese. Buon Giorno dell’Indipendenza, gloria all’Ucraina”, aggiunge Zelensky.
“Sono pronto a collaborare con lei per guidare le nostre relazioni bilaterali verso uno sviluppo costante e duraturo e per apportare maggiori benefici ai popoli di entrambi i Paesi”. Così Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese, in un messaggio inviato al presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky in occasione del Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, pubblicato dal presidente ucraino sui suoi canali social. “Cina e Ucraina – scrive Xi – vantano una tradizionale amicizia. Negli ultimi 33 anni dall’instaurazione dei rapporti diplomatici, le relazioni tra Cina e Ucraina si sono sviluppate costantemente e la cooperazione in vari settori ha prodotto risultati notevoli”. A commento del messaggio ricevuto dal presidente cinese, Zelensky scrive: “Apprezzo le congratulazioni del Presidente Xi Jinping in occasione del Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina e sottolineo il nostro interesse nello sviluppo di un dialogo bilaterale a lungo termine, nel rispetto reciproco e per il bene della pace, della stabilità e della prosperità”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inviato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky un messaggio per il Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, ricorrenza celebrata il 24 agosto. Nel messaggio Trump esprime “le mie congratulazioni e i miei più calorosi auguri a lei e al coraggioso popolo ucraino. Lo spirito incrollabile del popolo ucraino e il coraggio del vostro Paese ispirano molti. Mentre celebrate questo giorno importante, sappiate che gli Stati Uniti rispettano la vostra lotta, onorano i vostri sacrifici e credono nel vostro futuro come nazione indipendente. Ora – aggiunge Trump è il momento di porre fine a queste uccisioni insensate. Gli Stati Uniti sostengono un accordo negoziato che porti a una pace duratura e duratura che ponga fine allo spargimento di sangue e salvaguardi la sovranità e la dignità dell’Ucraina”. Pubblicando sulle sue pagine social il messaggio, Zelensky commenta: “Grazie al presidente degli Stati Uniti per le sue sentite congratulazioni per il Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina. Apprezziamo le sue gentili parole per il popolo ucraino e ringraziamo gli Stati Uniti per essersi schierati al fianco dell’Ucraina nel difendere ciò che è più prezioso: indipendenza, libertà e pace garantita. Crediamo che lavorando insieme possiamo porre fine a questa guerra e raggiungere una vera pace per l’Ucraina”.
I soldati ucraini del battaglione di sistemi senza pilota ‘Rugby Team’ della 129esima Brigata fucilieri motorizzata hanno issato ieri bandiere blu-gialle nelle terre di etnia Ucraina nei villaggi di Gornal e Guyevo, nella regione russa di Kursk. Lo riferisce Ukrainska Pravda. Un gesto simbolico nel giorno della bandiera nazionale dell’Ucraina. Le bandiere “ora sventolano su Gornal e Guyevo, come segno di invincibilità, come promemoria per il nemico: l’Ucraina ricorda sempre e restituisce ciò che è suo”, ha rimarcato il battaglione.
Un drone ucraino è stato abbattuto nella notte nei pressi della centrale nucleare di Kursk, in Russia. Lo ha riferito l’amministrazione della centrale nucleare, citata da Meduza, spiegando che, “quando è caduto, il dispositivo è esploso, danneggiando il trasformatore che lo alimentava”. Un incendio è scoppiato per la caduta di detriti vicino alla centrale nucleare, è stato spento, ma ha causato lo scarico del 50% dell’unità n. 3 della centrale, ha riferito la centrale nucleare. Non ci sarebbero vittime e il livello di radioattività nella centrale non sarebbe cambiato.
Due persone sono rimaste ferite a seguito dell’attacco di droni ucraini nella regione di Bryansk, in Russia. A riferirlo, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass, è il governatore dell’oblast di Bryansk, Alexander Bogomaz. Il drone avrebbe colpito un’auto a bordo della quale viaggiavano le due persone rimaste ferite.
Nella notte 95 droni ucraini sono stati abbattuti nelle regioni russe. A riferirlo è il Ministero della Difesa russo, secondo quanto riportato dalla Tass. In particolare, durante la notte 10 droni sarebbero stati abbattuti sul porto di Ust-Luga nell’oblast di Leningrado, ha riferito il governatore; altri 9 droni sono stati abbattuti nella regione di Smolensk, senza che si registrassero vittime.

