Prosegue il conflitto tra Russia e Ucraina, mentre si intensifica il dibattito internazionale sul futuro della sicurezza europea. Il vicepresidente USA JD Vance ridimensiona il ruolo americano nel dopoguerra, spingendo l’Europa ad assumersi maggiori responsabilità. Kiev, intanto, ribadisce che non accetterà concessioni territoriali in cambio della pace. Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky segnala un rafforzamento delle forze russe nel sud del Paese: “I russi continuano a trasferire parte delle truppe dalla direzione di Kursk a Zaporizhzhia”, ha dichiarato, sottolineando l’intensificarsi delle operazioni nemiche nell’area.
“Sapremo tra circa 2 settimane” se riusciremo ad avere la pace in Ucraina, “dopodiché dovremo forse adottare una strategia diversa”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un’intervista con il conduttore radiofonico Todd Starnes.
“Esistono due formati a livello di leader nei quali è davvero possibile ottenere progressi: il formato bilaterale – Ucraina e Russia – e quello trilaterale – Ucraina, Stati Uniti e Russia. Proprio di questo si è discusso a Washington. Anche Putin ne ha parlato durante una conversazione telefonica con Trump. Al momento i segnali che arrivano dalla Russia sono, a dire il vero, indecenti. Stanno cercando di sottrarsi alla necessità di tenere un incontro”. Lo ha detto nel suo discorso serale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Non vogliono porre fine a questa guerra. Continuano le massicce offensive contro l’Ucraina e assalti molto duri al fronte. E inoltre lanciano missili contro un’impresa americana, come contro molte altre nostre vittime assolutamente civili”, ha aggiunto.
“Condanno fermamente i continui attacchi missilistici e con droni russi contro i civili in Ucraina. Gli attacchi colpiscono ancora una volta obiettivi civili come le imprese internazionali che creano posti di lavoro nella regione della Transcarpazia. L’Ue continua a sostenere l’Ucraina e tutti coloro che costruiscono il suo futuro”. Lo scrive su X la commissaria europea per l’Allargamento, Marta Kos.
“Chi è il vero capo al Cremlino: Putin o Lavrov? Come si può negoziare qualcosa con Putin, se dopo l’incontro tra Putin e Trump, Lavrov nega pubblicamente tutto ciò che Putin ha promesso a Trump nell’incontro bilaterale?”. Lo scrive su X il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius. “Forse Putin non è il vero capo al Cremlino?”, aggiunge.
Donald Trump fa un passo indietro nei negoziati fra Mosca e Kiev per porre fine alla guerra in Ucraina. Lo riporta il Guardian citando fonti dell’amministrazione Usa, spiegando che Trump intende per ora lasciare a Russia e Ucraina l’organizzazione di un incontro fra i loro leader senza svolgere un ruolo diretto. Il Guardian riporta che Trump ha detto ai suoi consiglieri nei giorni scorsi che intende ospitare un incontro trilaterale con i due leader solo dopo che questi si saranno incontrati, anche se non è chiaro se questo meeting avrà luogo. Le fonti spiegano che, secondo Trump, la prossima fase per porre fine alla guerra in Ucraina rimane un incontro bilaterale tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. In un’intervista telefonica con il conduttore di talk Mark Levin su WABC, martedì Trump ha anche affermato che ritiene sarebbe meglio che Putin e Zelensky si incontrassero senza di lui in un primo momento. “Voglio solo vedere cosa succede all’incontro. Quindi stanno organizzando tutto e vedremo cosa succede”, ha detto.
La riluttanza di Trump a spingere Putin e Zelensky a un incontro – sottolinea il Guardian – giunge dopo che negli ultimi giorni ha riconosciuto che porre fine alla guerra in Ucraina è stato più difficile di quanto avesse previsto, dopo aver affermato durante la campagna elettorale dello scorso anno che avrebbe potuto farlo in 24 ore. Da allora ha cercato un rapido accordo di pace dopo la scadenza del termine concesso alla Russia per porre fine alla guerra, e lunedì, dopo gli incontri con Zelensky e i leader europei alla Casa Bianca, ha dichiarato di aver avviato i passi necessari per un incontro bilaterale. Un alto funzionario dell’amministrazione citato dal Guardian ha definito la situazione un “approccio attendista” da parte di Trump sulla possibilità di fissare un incontro tra Putin e Zelensky, tuttavia negli ultimi giorni non ci sono stati segni tangibili di progressi e la Casa Bianca non ha una lista ristretta di luoghi dove potrebbe svolgersi l’incontro.
Il ministro di Stato per la Cultura tedesco Wolfram Weimer e la sua omologa ucraina Tetyana Berezhna intendono collaborare più strettamente a livello culturale. “La nostra solidarietà con l’Ucraina non è solo di natura militare e politica, ma anche culturale”, ha spiegato Weimer a Berlino. “Stiamo aiutando l’Ucraina, che è sotto una brutale minaccia, a difendere i suoi beni culturali, le sue opere d’arte e le sue chiese”. In futuro, la cooperazione si concentrerà sulla ricostruzione del patrimonio culturale ucraino distrutto, nonché sui settori culturale e mediatico. Dall’inizio della guerra di aggressione russa nel febbraio 2022, il governo tedesco, secondo le sue stesse informazioni, ha fornito aiuti culturali per un importo pari a 28,9 milioni di euro fino alla fine di luglio.
“È molto difficile, se non impossibile, vincere una guerra senza attaccare il paese invasore. È come una grande squadra sportiva che ha una difesa fantastica, ma non può giocare in attacco. Non c’è alcuna possibilità di vincere! È così che stanno le cose tra Ucraina e Russia”. È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Joe Biden, disonesto e gravemente incompetente, non ha permesso all’Ucraina di contrattaccare, ma solo di difendersi”, ha aggiunto, “come è andata a finire? In ogni caso, questa è una guerra che non sarebbe mai scoppiata se fossi stato io il presidente: zero possibilità. Ci aspettano tempi interessanti!!!”.
Il ministro degli Esteri dell’Ungheria, Péter Szijjarta, ha smentito che ci sia stata una telefonata fra Donald Trump e il premier ungherese Viktor Orban lunedì in cui il presidente Usa avrebbe chiesto il motivo per cui Budapest sta bloccando i negoziati di adesione dell’Ucraina all’Ue. Lo riportano i media ungheresi, citando le dichiarazioni di Péter Szijjartó nella trasmissione Harcosok Oraja. “Vorrei chiarire che non c’è stata alcuna conversazione telefonica di questo tipo. Non c’è stata”, “non è solo l’argomento che non è stato affrontato”, ha detto il ministro, riferendosi a quanto il 19 agosto aveva riportato l’agenzia Bloomberg, secondo cui Trump avrebbe chiamato Orban dopo i colloqui a Washington di lunedì e la telefonata sarebbe avvenuta perché alcuni politici europei avrebbero chiesto al tycoon di convincere Orban a non bloccare i colloqui sull’adesione di Kiev all’Ue.
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, non riesce a immaginare che il presidente russo Vladimir Putin sia effettivamente interessato a un incontro al vertice con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “I dubbi sono evidenti, perché il presidente Putin non ha espresso la sua disponibilità a negoziare”, ha dichiarato Wadephul in un’intervista a Deutsche Welle durante il suo viaggio in Asia . “Tutto ciò che vediamo è che attacca l’Ucraina ogni giorno. Tutto ciò che vediamo è che sta usando tattiche dilatorie”, ha detto ancora il ministro tedesco. Bisogna aspettare e vedere “se ci saranno dei colloqui. – ha detto il politico della Cdu – E in secondo luogo, se ci saranno dei colloqui, se si raggiungerà un accordo solido. Tutti aspettano la Russia. Finora, la Germania non è mancata e la sua disponibilità ad assumersi la responsabilità di questo conflitto non è mancata.”
La Russia considera “assolutamente naturale e pertinente oggi” il principio di quella che definisce la fornitura collettiva di garanzie di sicurezza all’Ucraina che rientrava nelle proposte avanzate a Istanbul nel 2022. Lo ha detto il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass. La proposta a cui Lavrov fa riferimento era emersa nell’ambito dei colloqui di pace di Istanbul di aprile 2022, pochi mesi dopo l’invasione russa dell’Ucraina, e prevedeva una coalizione di Paesi garanti che avrebbe fornito garanzie di sicurezza a Kiev. Le garanzie di sicurezza proposte nella bozza del Protocollo di Istanbul del 2022 consideravano la Russia uno ‘Stato garante’ neutrale per la sicurezza dell’Ucraina, insieme agli altri membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, senza identificare la Russia come parte belligerante. Le garanzie di sicurezza delineate avrebbero conferito a Cina e Russia il potere di veto su qualsiasi azione che i garanti potessero intraprendere in risposta a un nuovo attacco russo.
“Per quanto riguarda le motivazioni che guidano la cosiddetta ‘coalizione dei volenterosi’, vedo molti segnali che indicano che questa attività mira a minare i progressi che hanno cominciato a emergere chiaramente dopo il vertice in Alaska” fra Vladimir Putin e Donald Trump. Lo afferma il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Ria Novosti.
La questione della legittimità di chi firmerà da parte ucraina dovrà essere risolta in caso di eventuale firma di accordi con Kiev. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in una conferenza stampa al termine dei colloqui a Mosca con il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar. Lo riportano le agenzie di stampa russe e il riferimento è al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lavrov lo ha detto a proposito dell’ipotesi di un incontro fra Vladimir Putin e Zelensky: “Il nostro presidente ha ripetutamente affermato di essere pronto a incontrare, anche il signor Zelensky, con la consapevolezza che tutte le questioni che richiedono un esame al più alto livello dovranno essere state ben elaborate e che esperti e ministri prepareranno le raccomandazioni pertinenti. E, naturalmente, con la consapevolezza che quando e se – spero quando – si tratterà di firmare accordi futuri, sarà risolta la questione della legittimità della persona che firmerà tali accordi da parte ucraina”, ha affermato Lavrov.
Il presidente russo, Vladimir Putin, è pronto a incontrare Volodymyr Zelensky solo se tutte le questioni che richiedono una discussione al massimo livello saranno state risolte. È quanto ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in una conferenza stampa dopo i colloqui a Mosca con l’omologo indiano, Subrahmanyam Jaishankar. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Ria Novosti. “Il nostro presidente ha ripetutamente affermato di essere pronto a incontrare, anche il signor Zelensky, con l’intesa che tutte le questioni che richiedono un esame al più alto livello saranno ben preparate”, ha detto Lavrov.
Le azioni dei sostenitori occidentali di Kiev e della stessa leadership ucraina stanno minando gli sforzi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per risolvere la crisi ucraina. È quanto ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in una conferenza stampa dopo i colloqui a Mosca con l’omologo indiano, Subrahmanyam Jaishankar. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass. “Gli obiettivi che l’attuale leadership ucraina continua a perseguire, e che sono certamente alimentati dai sostenitori occidentali del regime di Kiev, sono diretti contro gli sforzi del presidente Usa Donald Trump, con il quale stiamo cooperando attivamente e in modo specifico alla ricerca di soluzioni durature e sostenibili per risolvere il conflitto al fine di eliminare le cause profonde” del conflitto ucraino, ha dichiarato Lavrov.
“Il regime ucraino e i suoi rappresentanti stanno commentando la situazione attuale in modo molto specifico, dimostrando chiaramente di non essere interessati a una soluzione stabile, equa e duratura”. È l’accusa del ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, che ha rilasciato queste dichiarazioni nel corso di una conferenza stampa al termine dei colloqui a Mosca con l’omologo indiano Subrahmanyam Jaishankar. Lo riportano le agenzie di stampa russe.
La presenza di truppe straniere in Ucraina è del tutto inaccettabile per la Russia. È quanto ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass.
“È proprio questo il punto cruciale dei negoziati: gli ucraini vogliono garanzie di sicurezza. I russi vogliono una certa quantità di territorio”. Lo ha detto il vice presidente Usa, JD Vance, in un’intervista a Fox News, spiegando che il territorio che Mosca richiede include anche parti che non occupa. “Ci sono davvero due grandi questioni in sospeso, e per certi versi è molto semplice, ma per altri è molto complicato. La prima è che l’Ucraina vuole sapere che non sarà invasa di nuovo dalla Russia. Vuole sapere che avrà integrità territoriale per molto tempo a venire. I russi vogliono alcuni territori, la maggior parte dei quali hanno occupato, ma alcuni dei quali non hanno occupato”, ha dichiarato Vance.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto ai giornalisti di aver portato alla Casa Bianca una mappa che indicava la situazione sul campo di battaglia per poi però scoprire che gli americani avevano preparato una loro mappa per i negoziati che aveva però degli errori. Lo riporta Ukrinform. “Ho notato errori riguardo alla regione di Donetsk. Da qualche parte c’era scritto che il 73% della regione era occupato, e ho notato che non il 73%, ma il 67% o il 69%”, ha riferito Zelensky, “nella regione di Sumy, solo l’1% è occupato. Il Presidente Trump era interessato a conoscere i dettagli, abbiamo parlato a lungo del Donbass, dell’Est, della sua importanza. Ho notato che se i nostri militari si ritirassero da questo territorio e questo venisse occupato, allora apriremmo la strada a Kharkiv. Gli ho mostrato le strade per il Dnepr, il centro industriale dell’Ucraina”. “Queste sono state le mie lunghe spiegazioni, ma è stato un dialogo del tutto normale”, ha concluso Zelensky.
L’industria della difesa ucraina sta guadagnando l’attenzione globale per la sua innovativa tecnologia dei droni. Lo scorso settembre, un drone di fabbricazione ucraina ha attaccato un deposito di munizioni russo a oltre 1000 chilometri di distanza. Questo ha rappresentato un risultato significativo per Fire Point, l’azienda che ha sviluppato i droni. Iryna Terekh, responsabile della produzione, ha affermato che i droni hanno conferito all’Ucraina un vantaggio asimmetrico. I droni FP-1 di Fire Point, in grado di volare fino a 1590 chilometri di distanza, sono stati cruciali nel colpire gli obiettivi russi. ‘Combattere in aria è il nostro unico vero vantaggio asimmetrico sul campo di battaglia al momento. Non abbiamo la stessa manodopera o i soldi che hanno loro’, ha dichiarato Iryna Terekh, responsabile della produzione di Fire Point. L’Ucraina sta rapidamente diventando un polo per l’innovazione nel settore della difesa, con numerose aziende che stanno emergendo per soddisfare le esigenze del conflitto in corso con la Russia. All’Associated Press è stata concessa una visita esclusiva all’interno di una delle decine di fabbriche segrete di Fire Point. In un vasto magazzino dove risuonava musica rock a tutto volume, i dirigenti hanno mostrato i loro droni esplosivi FP-1, i loro pezzi forti, in grado di percorrere fino a 1.600 chilometri (994 miglia). Hanno anche mostrato per la prima volta un missile da crociera che stanno sviluppando, in grado di percorrere 3.000 chilometri (1.864 miglia), e che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky spera possa essere prodotto in serie entro la fine dell’anno.
“Questa notte l’esercito russo ha stabilito uno dei suoi folli record negativi. Hanno colpito infrastrutture civili, edifici residenziali, la nostra gente”. È quanto scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post sui social. L’Aeronautica militare ucraina ha fatto sapere che sono stati lanciati 574 droni d’attacco e 40 missili. “E questo attacco è stato sferrato dai russi come se nulla fosse cambiato”, ha aggiunto Zelensky, “come se non ci fossero sforzi da parte del mondo per fermare questa guerra. È necessaria una reazione. Non c’è ancora alcun segnale da Mosca che dimostri che hanno davvero intenzione di avviare negoziati significativi e porre fine a questa guerra. È necessaria pressione. Sanzioni forti, tariffe forti. Grazie a tutti coloro che stanno aiutando!”.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la Cina non è tra i Paesi in grado di fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina. “In primo luogo, la Cina non ci ha aiutato a fermare questa guerra fin dall’inizio”, ha detto parlando ai giornalisti, come riporta Ukrinform, “in secondo luogo, la Cina ha aiutato la Russia aprendo il mercato dei droni. Terzo: la questione qui non riguarda nemmeno il personale militare presente. Stiamo parlando del Memorandum di Budapest. La Cina era tra i firmatari, non ha fatto nulla quando la Crimea è stata occupata”. “Ecco perché non abbiamo bisogno di garanti che non aiutano l’Ucraina e che non hanno aiutato l’Ucraina nel momento in cui ne avevamo veramente bisogno dopo il 24 febbraio. Ecco perché abbiamo bisogno di garanzie di sicurezza solo da quei paesi che sono pronti ad aiutarci”, ha concluso Zelensky.
Il missile da crociera a lungo raggio ‘Flamingo’ è stato testato con successo dal programma missilistico ucraino e presto entrerà in produzione di massa. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky parlando con i giornalisti, come riporta Rbc-Ucraina. “Questo è il missile di maggior successo che abbiamo finora. Ha una gittata di 3.000 chilometri, il che è importante”, ha detto Zelensky, “entro dicembre ne avremo di più. E entro la fine di dicembre o tra gennaio e febbraio, dovrebbe esserci la produzione aumeterà. Dobbiamo valutare il successo dei test e il finanziamento di questo programma”.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato di aver chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di influenzare il primo ministro ungherese Viktor Orban affinché non blocchi l’adesione dell’Ucraina all’Ue. “Ho chiesto al presidente Trump di non bloccare il nostro ingresso nell’Unione Europea. Il presidente Trump ha promesso che il suo team avrebbe lavorato su questo”, ha detto Zelensky ai giornalisti, come riporta Ukrinform. “Credo che sia assolutamente giusto che l’Ucraina voglia entrare nell’Unione Europea. Ha tutto il diritto di farlo. È un nostro diritto sovrano”, ha aggiunto, “e qui l’America ci sosterrà. Anche questo è molto importante. E, per quanto ne so, i segnali rilevanti dalla Casa Bianca arriveranno a Budapest”. Trump ha effettivamente tenuto una telefonata con Orban il 18 agosto, dopo i colloqui a Washington.
Si sta discutendo con la Svizzera, l’Austria e la Turchia come possibili sedi per l’incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il suo omologo russo Vladimir Putin, a cui si aggiungerà poi il presidente Usa Donald Trump. Lo ha fatto sapere lo stesso Zelensky, parlando con i giornalisti.
“Vogliamo arrivare a un accordo sulla struttura delle garanzie di sicurezza entro sette-dieci giorni. Sulla base di tale accordo, miriamo a tenere un incontro trilaterale. Questa era la mia logica”, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ai giornalisti dopo il suo viaggio a Washington insieme ai leader europei. “Il presidente Trump ha suggerito una logica leggermente diversa: un incontro trilaterale attraverso uno bilaterale”, ha spiegato, “ma poi abbiamo tutti convenuto che, in ogni caso, continueremo a lavorare sulle garanzie di sicurezza, stabilendo questo quadro approssimativo, simile all’articolo 5. E quello che abbiamo oggi è il sostegno politico a questo”.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando con i giornalisti ha ribadito di essere pronto a tenere colloqui diretti con il presidente russo Vladimir Putin. “E se i russi non fossero pronti?”, ha affermato, “gli europei hanno sollevato la questione. Se i russi non fossero pronti, vorremmo vedere una reazione forte da parte degli Stati Uniti”.
I russi “continuano a trasferire parte delle truppe dalla direzione di Kursk a Zaporizhzhia”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando ai giornalisti, come riporta Ukrinform. “Le forze nemiche si stanno rafforzando a Zaporizhzhia”, ha aggiunto Zelensky.
Una persona è rimasta uccisa e due sono rimaste ferite a seguito di un attacco combinato con droni e missili da crociera a Leopoli. Lo riferisce il capo dell’amministrazione militare regionale di Leopoli, Maksym Kozytskyi, come riportato da Unian. “Decine di edifici residenziali sono stati danneggiati. Tutti i servizi competenti stanno lavorando sul posto”, ha aggiunto Kozytskyi. “È stata una notte rumorosa a Leopoli. Il nemico ha sferrato un attacco combinato utilizzando droni Shahed e missili. Ancora una volta, proprio come un mese fa, l’attacco ha colpito la via Oleny Stepanivny”, ha scritto il sindaco di Leopoli Andriy Sadovyi su Facebook, secondo Ukrinform.
Pensa che Putin è seriamente intenzionato a porre fine alla guerra? “È una bella domanda perché Mosca non è affatto pronta a uscire dalla guerra. La strategia di Putin è condurre lunghi negoziati senza mai arrivare al cessate il fuoco. Perché non vuole rinunciare agli strumenti di pressione, cioè ai missili contro la popolazione civile. E il secondo elemento, che pochi comprendono, è il ruolo della Cina. La Russia dipende moltissimo dalla Cina, non solo in senso economico. Mosca è al punto più basso della sua sovranità e della sua indipendenza. Quindi per Putin è estremamente pericoloso entrare in conflitto con gli Usa.Perché dipende fortemente dalla Cina e non può gestirle entrambe. L’unica cosa che dà potere a Putin è la guerra in Ucraina. E quindi è prevedibile che continuerà la guerra, ritenendo di avere risorse per il fronte, rallenterà i negoziati, cercherà di giocare sui conflitti tra gli interessi tra Cina, Europa e Stati Uniti e porrà condizioni negoziali irrealistiche. Già ora lo sta facendo”. Così Mykhailo Podolyak, primo consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in una intervista a ‘Repubblica’. “Per la Russia, il cessate il fuoco è, in sostanza, una condizione molto sfavorevole. Si priverebbe di strumenti chiave per esercitare pressione sull’Ucraina. Ma quale pace può essere stabile quando ci sono combattimenti in corso?”, spiega. In caso di cessate il fuoco “a quel punto sul tavolo potrebbe esserci qualsiasi tipo di questione, territoriale o politica. Lo ha detto lo stesso presidente Zelensky. Ma – partendo da una posizione chiaramente basata sul diritto internazionale”.
“Non capisco bene come le concessioni all’aggressore possano portare alla fine della guerra. In questo modo l’aggressore non paga il prezzo dell’aggressione, anzi. E allora perché dovrebbe fermarsi? Inoltre il presidente Zelensky lo ha detto molto chiaramente: la cessione di territori alla Russia è vietata”, risponde all’osservazione sulle ripetute dichiarazioni di Trump che alla fine l’Ucraina dovrà accettare degli ‘scambi’ di territori. Sulle condizioni di sicurezza, Podolyak aggiunge che “l’elemento fondamentale è l’esercito ucraino: c’è il nodo dell’approvvigionamento, della garanzia del sostentamento finanziario. Dovrà essere un esercito forte e numeroso”. Inoltre “l’Ucraina deve avere anche un’alleanza, una rete di relazioni. Non la Nato, ma comunque un’alleanza. Attualmente si discute di contingenti di diversi paesi, si parla di 10 paesi, e anche la Francia è in discussione. E Giorgia Meloni propone di ricorrere all’articolo 5 della Nato, estendendolo all’Ucraina senza che entri nella Nato. Ma l’articolo 5 non sarebbe automatico, vincolante. E quindi bisogna ripensarlo. Perché se è solo consultivo gli alleati si potrebbero riunire e qualcuno potrebbe dire: ‘Non possiamo partecipare direttamente al vostro scontro con la Russia’”.
“Sembra ci sia un nuovo realismo di Putin. Meglio battere il ferro finché è caldo”. Lo afferma il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak, in una intervista al ‘Corriere della Sera’. Per una volta il più intimo consigliere e amico di Zelensky ammette di essere “soddisfatto”. Yermak spiega: “Credo, spero, sarà prima un summit bilaterale”. Subito Putin e Zelensky, “seguito a tamburo battente dal summit trilaterale con Trump”, anche se “non sappiamo ancora” dove. “Ci sono varie località in lizza: Ginevra, Istanbul, il Vaticano, l’Arabia Saudita”, prosegue, spiegando che il luogo dell’incontro “deve essere una scelta condivisa. Noi vorremmo certamente in Europa, ma si mira al risultato migliore. E sarebbe bene che passasse il meno tempo possibile dall’incontro con Trump”. “Con la guerra in corso e al punto in cui siamo tutto resta aperto. Non sappiamo. Ma solo poco tempo fa tanti avrebbero ritenuto impossibile il summit di tre giorni fa tra Zelensky, gli europei e Trump nell’Ufficio Ovale con l’atmosfera di unità e collaborazione: un successo storico”, aggiunge. Secondo Yermak Putin non è cambiato, “però ha capito che non può trasformarci in una sorta di Bielorussia-bis. Putin è rimasto sorpreso dalla nostra capacità di resistenza e adesso è spiazzato dalla nuova cooperazione tra noi, la Ue e Trump. Tutto questo lo spinge a un atteggiamento più realista”.
Le forze di difesa aerea hanno distrutto e intercettato 49 droni ucraini sopra le regioni della Russia e del Mar Nero durante la notte. Lo riferisce il Ministero della Difesa russo, come riportato dalla Tass. “Durante la notte scorsa, 49 velivoli senza pilota ucraini sono stati intercettati e distrutti dai sistemi di difesa aerea in servizio: 21 UAV sul territorio della regione di Rostov, 7 UAV sul territorio della regione di Voronezh, 5 UAV sul territorio della regione di Belgorod, 4 UAV sul territorio della Repubblica di Crimea, 3 UAV sul territorio della regione di Bryansk, 3 UAV sul territorio della regione di Kaluga, 2 UAV sul territorio della regione di Oryol, 2 UAV sul Mar Nero, 1 UAV sul territorio della regione di Kursk e 1 UAV sul territorio della regione di Tula”, ha affermato il ministero.
La Russia ha lanciato un’ondata di missili e droni contro città in tutta l’Ucraina, comprese regioni nell’estremo ovest del Paese, situate a centinaia di chilometri dal fronte. Lo riferisce il Kyiv Independent. Nella notte del 21 agosto sono state udite esplosioni nell’oblast di Rivne, dove la Russia ha lanciato bombardieri e droni, provocando l’attivazione dell’allerta aerea in tutta l’Ucraina. Tre esplosioni sono state udite nell’oblast di Rivne, dove secondo quanto riferito sono decollati caccia russi MiG-31 in grado di lanciare missili balistici Kinzhal. L’oblast di Rivne, nell’Ucraina occidentale, è lontana dal fronte e si trova a circa 304 chilometri (390 miglia) a ovest di Kiev. Nel frattempo, nella capitale Ucraina, i media locali hanno riferito che droni russi Shahed si stanno avvicinando a Kiev. I droni stavano volando nello spazio aereo sopra la periferia di Kiev, secondo quanto riferito dall’amministrazione militare della città alle 3:48 del mattino, ora locale. Le difese aeree erano operative nella capitale Ucraina durante l’assalto russo, secondo quanto riferito dall’amministrazione militare della città di Kiev alle 3:55 del mattino. L’aviazione militare Ucraina ha riferito che decine di droni russi si stavano dirigendo verso l’Ucraina occidentale, comprese le regioni di Leopoli, Ternopil e Khmelnytskyi. Un drone Shahed è stato avvistato sopra il distretto di Zolochiv nell’oblast di Leopoli, come ha dichiarato il governatore Maksym Kozytskyi, aggiungendo che le difese aeree erano operative nell’oblast di Leopoli. Esplosioni sono state udite nelle città ucraine dell’estremo ovest di Leopoli, Lutsk e Mukachevo, secondo quanto riportato dai media. Ulteriori esplosioni sono state udite a Leopoli alle 4:49 circa ora locale, secondo quanto riportato da Suspilne. Un altro gruppo di missili da crociera sta sorvolando l’oblast di Sumy e si sta dirigendo verso l’oblast di Poltava, con missili attualmente sopra l’oblast di Poltava che si spostano più a ovest, secondo quanto riportato dall’aeronautica militare Ucraina alle 5:00 circa ora locale. L’attacco arriva pochi giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concluso i colloqui con il presidente Volodymyr Zelensky e i leader europei alla Casa Bianca il 18 agosto, nel quadro dell’intensificarsi degli sforzi per negoziare un accordo di pace. Da quando Trump ha incontrato Putin ad Anchorage il 15 agosto, almeno 31 civili sono stati uccisi e altri 145 sono rimasti feriti in attacchi russi in tutta l’Ucraina.

