Gaza Israele, tregua per aiuti. Tajani: “Italiani a bordo della Freedom Flotilla potrebbero rientrare”

Gaza Israele, tregua per aiuti. Tajani: “Italiani a bordo della Freedom Flotilla potrebbero rientrare”
Climate activist Greta Thunberg stands near a Palestinian flag after boarding the Madleen boat and before setting sail for Gaza along with activists of the Freedom Flotilla Coalition, departing from the Sicilian port of Catania, Italy, Sunday, June 1, 2025. (AP Photo/Salvatore Cavalli)

Ieri intanto oltre 50 i palestinesi uccisi a Gaza, molti mentre erano in coda in attesa di aiuti e cibo

I soldati dell’esercito israeliano hanno fatto irruzione a bordo della nave Handala della Freedom Flotilla al largo della striscia di Gaza. Sul canale Youtube ‘Freedom Flotilla Coalition’ si vedono i soldati fare irruzione, mentre le persone a bordo tengono le mani alzate e non oppongono resistenza. Subito dopo le immagini live dalla nave si sono interrotte.

Prima che il collegamento streaming si interrompesse si sentivano gli attivisti filo-palestinesi che fischiettavano ‘Bella Ciao’.

Ieri intanto oltre 50 i palestinesi uccisi a Gaza, molti mentre erano in coda in attesa di aiuti e cibo.

Guerra in Medio Oriente, a Gaza si continua a morire
Colloqui in corso a livello internazionale in merito alla situazione in Medioriente. A Gaza è carestia, ma l’Idf smentisce: “Non si muore di fame”. L’esercito a bordo della Freedom Flotilla. Tutte le ultime notizie del 27 luglio 2025.
Inizio diretta: 27/07/25 07:00
Fine diretta: 27/07/25 23:00
Oms: "Malnutrizione a livelli allarmanti a Gaza, picco decessi a luglio"

“La malnutrizione sta seguendo una traiettoria pericolosa nella Striscia di Gaza, segnata da un picco di decessi a luglio“. È l’allarme dell’Oms in una dichiarazione pubblicata anche sui social. “Dei 74 decessi correlati alla malnutrizione nel 2025 – spiega l’Organizzazione mondiale della Sanità, parlando di “livelli allarmanti” – 63 si sono verificati a luglio, inclusi 24 bambini sotto i cinque anni, un bambino di età superiore ai cinque anni e 38 adulti. La maggior parte di queste persone è stata dichiarata morta all’arrivo nelle strutture sanitarie o è deceduta poco dopo, con chiari segni di grave deperimento sui loro corpi”. “Il blocco e il ritardo deliberati di aiuti alimentari, sanitari e umanitari su larga scala sono costati molte vite”, sottolinea l’Oms. L’Oms – si legge – chiede “sforzi urgenti e costanti” per far arrivare nella Striscia di Gaza il cibo e “accelerare la consegna di forniture terapeutiche per bambini e gruppi vulnerabili, nonché di medicinali e altri beni essenziali”. Questo flusso deve rimanere costante e senza ostacoli per sostenere la ripresa e prevenire un ulteriore deterioramento.

Quasi un bambino su cinque sotto i cinque anni a Gaza City – sottolinea l’Oms – soffre di malnutrizione acuta, come riportato dai partner del Nutrition Cluster. Nelle prime due settimane di luglio, oltre 5.000 bambini sotto i cinque anni sono già stati ricoverati per cure ambulatoriali per malnutrizione, il 18% dei quali affetti da malnutrizione acuta grave, la forma più pericolosa per la sopravvivenza. Si conferma un trend in forte crescita da maggio, con 6.500 bambini ricoverati a giugno, il numero più alto registrato da ottobre 2023. La crisi sta avendo un impatto devastante sulle donne incinte e in allattamento. I recenti dati del Nutrition Cluster mostrano che oltre il 40% soffre di grave malnutrizione. La situazione è particolarmente critica nell’area centrale della Striscia, dove i tassi sono triplicati rispetto a giugno, e a Gaza City e Khan Younis, dove sono raddoppiati.

Londra: "Tregua umanitaria non basta, accelerare ingresso aiuti"

“La sofferenza umanitaria a Gaza ha raggiunto nuovi picchi” e l’annuncio odierno di una tregua temporanea da parte dell’Idf per consentire l’apertura di corridoi umanitari e la ripresa dei lanci di aiuti è essenziale ma era atteso da tempo. Quindi “l’accesso agli aiuti deve essere accelerato con urgenza nelle prossime ore e nei prossimi giorni” perché “questo annuncio da solo non può alleviare le sofferenze di coloro che stanno disperatamente soffrendo a Gaza”. Così il ministro degli Esteri britannico, David Lammy. “Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco che possa porre fine alla guerra, affinché gli ostaggi siano rilasciati e gli aiuti possano entrare a Gaza via terra senza ostacoli. Sebbene i lanci aerei contribuiranno ad alleviare le sofferenze più gravi, le vie terrestri rappresentano l’unico mezzo praticabile e sostenibile per fornire aiuti a Gaza”, ha sottolineato.

“Queste misure devono essere attuate integralmente e devono essere rimossi ulteriori ostacoli agli aiuti. Il mondo sta guardando”, ha affermato il ministro degli Esteri britannico. “Il primo ministro” Keir Starmer “ha già annunciato piani per collaborare con la Giordania al fine di far pervenire gli aiuti a Gaza ed evacuare i bambini che necessitano di assistenza medica urgente nel Regno Unito per ricevere cure”, ha detto ancora Lammy. “Il Regno Unito sostiene gli sforzi del Qatar, dell’Egitto e degli Stati Uniti in qualità di mediatori ed esorta tutte le parti a riprendere i colloqui su un percorso verso una pace e una sicurezza durature”, ha concluso.

Netanyahu all'Onu: "Con convogli di aiuti sicuri non ci sono più scuse"

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha accusato le Nazioni Unite di mentire su Israele e su Gaza. L’Onu “dice che non permettiamo l’ingresso di aiuti umanitari. È permesso. Ci sono convogli sicuri. Ci sono sempre stati, ma oggi è ufficiale. Non ci saranno più scuse. Continueremo a combattere, continueremo ad agire fino a quando non avremo raggiunto tutti i nostri obiettivi di guerra, fino alla vittoria completa“, ha detto Netanyahu durante una visita alla base aerea di Ramon nel deserto del Negev, come riporta il Times of Israel. “Elimineremo Hamas“, ha promesso Netanyahu, aggiungendo che “per raggiungere questo obiettivo, e anche per ottenere il rilascio dei nostri ostaggi, stiamo facendo progressi sia sul fronte militare che su quello diplomatico” e che “qualunque strada sceglieremo, dovremo continuare a consentire l’ingresso di un minimo di aiuti umanitari”.

L'Onu: "Bene la pausa per gli aiuti umanitari"

“Accogliamo con favore l’annuncio di una tregua umanitaria a Gaza che consentirà il passaggio dei nostri aiuti. Siamo in contatto con i nostri team sul posto, che faranno tutto il possibile per raggiungere il maggior numero possibile di persone affamate durante questa finestra temporanea”. Lo scrive su X Tom Fletcher, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari e coordinatore dei soccorsi di emergenza.

Tajani: "Insisto sul cessate il fuoco"

“Mi pare ci sia un’apertura per quanto riguarda gli aiuti umanitari, io continuo a insistere sul cessate il fuoco”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ai microfoni di RaiNews24 riferendo della telefonata avuta con l’omologo di Israele, Gideon Saar.

“Gli aiuti umanitari e il ripristino dell’elettricità, queste sono due cose che lui mi ha detto”, aggiungendo che gli israeliani “sono pronti ad accogliere ancora aiuti italiani del progetto Food for Gaza”.

“Abbiamo parlato della situazione umanitaria. Ne avevo parlato con lui ieri sera, mi aveva informato del cessate il fuoco temporaneo per fare entrare gli aiuti umanitari, oltre a quelli che vengono lanciati dalle forze armate israeliane, e poi il ritorno dell’energia elettrica in alcune parti importanti della Striscia di Gaza. Nella telefonata di stamane, dove continuavo a sollecitare il cessate il fuoco e dichiaravo la disponibilità dell’Italia di inviare altro materiale alimentare”, si è poi parlato anche dei due cittadini italiani che erano a bordo dell’imbarcazione della Flotilla e sono stati fermati da Israele, ha riferito Tajani. 

Flotilla: "Governo pressi per il rilascio"

A seguito dell’arresto degli attivisti a bordo della nave Handala della Freedom Flotilla Coalition da parte dell’esercito israeliano, che ieri sera è salito a bordo dell’imbarcazione diretta a Gaza con aiuti e ne ha bloccato il viaggio, il gruppo ha pubblicato sui social dei video-messaggi che erano stati pre-registrati dagli attivisti a bordo per questa eventualità. La Handala era salpata il 20 luglio da Gallipoli con a bordo 21 persone da 10 Paesi. Fra loro 2 italiani: Antonio Mazzeo di Messina e il pugliese Antonio La Piccirella. “Sono Antonio La Piccirella, se state vedendo questo video vuol dire che siamo stati intercettati e rapiti dalle forze di occupazione israeliane, oppure da quelle di un Paese complice del genocidio in Palestina. Prego tutte e tutti di mobilitarsi e fare pressione sul governo italiano, per chiedere il rilascio mio, quello di tutto l’equipaggo della Handala e l’apertura immediata di tutti i canali umanitari via mare e via terra”, dice l’attivista pugliese nel video-messaggio in italiano diffuso dalla Freedom Flotilla Coalition. “Israele sta affamando e uccidendo un popolo intero e questo orrore è durato troppo. Grazie”, conclude. 

Due opzioni per attivisti italiani sulla Flotilla

“Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato stamane con il ministro israeliano Gideon Sa’ar. I due militanti italiani fermati stanotte sulla nave della Freedom Flotilla sono arrivati nel porto di Ashdod dove verranno assistiti dal personale dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv. Il ministro Sa’ar ha indicato che la procedura prevede che i partecipanti alla manifestazione avranno due opzioni: firmare una dichiarazione per andare in aeroporto e lasciare subito il Paese” oppure “venire fermati presso una struttura detentiva locale con rimpatrio forzato nei prossimi 3 giorni”. Lo riferisce la nota in una Farnesina, aggiungendo che “sulla Freedom Flotilla Tajani ha anche aggiornato della situazione il Sindaco di Messina, città da cui proviene uno dei due connazionali coinvolti”. I due italiani a bordo sono il messinese Antonio Mazzeo e il pugliese Antonio La Piccirella.

Freedom Flotilla: "Da 10 ore senza notizie delle persone a bordo"

“Oltre 10 ore che non si hanno notizie dell’equipaggio della Handala, rapito da Israele. Chiediamo alle autorità di esigere il loro immediato rilascio, la fine del blocco illegale di Gaza e la fine del genocidio”. È quanto si legge in un post su X della nave Handala della Freedom Flotilla Coalition, partita il 20 luglio da Gallipoli con l’intenzione di raggiungere Gaza con aiuti umanitari e intercettata ieri sera dall’esercito israeliano, che secondo quanto riferito dall’organizzazione ha arrestato i 21 attivisti internazionali e giornalisti a bordo sequestrando tutto il carico. 

38 palestinesi uccisi dall'alba di oggi

Sono 38 i palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza dal fuoco delle forze israeliane dall’alba e 24 di loro erano in attesa di aiuti umanitari. Lo riferisce Al-Jazeera, citando fonti ospedaliere. 

Ue al lavoro perché "soluzione a due Stati divenga realtà"

“Stiamo lavorando per un Israele sicuro e una Palestina libera, che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza. La soluzione dei due Stati deve passare dal principio alla realtà”. Lo afferma la commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Suica, in vista della conferenza di alto livello sulla questione palestinese e la soluzione dei due Stati che si terrà presso la sede delle Nazioni Unite a New York a partire da lunedì. “Questo è un momento cruciale, non solo per il Medioriente in senso lato, ma per tutti noi. La pace e la prosperità nei Paesi che ci circondano vanno anche a vantaggio dell’Europa. Questa conferenza deve servire a tradurre le parole in azioni concrete. L’Ue non si limita a partecipare, ma contribuisce a definire l’agenda. Non ci limitiamo a invocare la pace, ma investiamo in questo: collaboriamo con i nostri partner, forniamo aiuti umanitari, sosteniamo la resilienza a lungo termine e rafforziamo le istituzioni necessarie per costruire uno Stato palestinese vitale, democratico e unificato nell’ambito di una soluzione negoziata”, aggiunge Suica. 

Herzog: "Falso che Israele blocchi aiuti"

“Accolgo con favore le importanti misure annunciate dal governo e dall’esercito israeliano per rafforzare e potenziare la risposta umanitaria a Gaza, in particolare la decisione di attuare pause umanitarie per proteggere le vite dei civili e consentire la consegna sicura degli aiuti”. Lo scrive su X il presidente israeliano Isaac Herzog.

“In coordinamento con i partner internazionali, Israele sta facendo il possibile per migliorare il flusso di rifornimenti vitali attraverso corridoi designati, lanci aerei e zone umanitarie ampliate – spiega -. Invito le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali che collaborano con il Coordinamento delle attività governative nei territori a fare la loro parte e garantire che gli aiuti raggiungano chi ne ha bisogno senza ritardi, come Israele chiede da tempo”. “È inaccettabile che gli aiuti consegnati a Gaza non vengano distribuiti o vengano dirottati da Hamas, nonostante accusino falsamente Israele di bloccarli. Il mondo deve opporsi fermamente al terrorismo e lavorare senza sosta per riportare immediatamente a casa tutti i nostri ostaggi”, conclude Herzog. 

M5S: "Interrogazione su Itailani su Freedom Flotilla"

“Ho presentato un’interrogazione parlamentare rivolta a Meloni e Tajani in merito al sequestro della nave Handala da parte delle forze israeliane, a bordo della quale si trovavano anche due cittadini italiani, Antonio Mazzeo e Antonio La Piccirella, impegnati in una missione umanitaria. Chiediamo al Governo di rompere il silenzio e di fornire risposte immediate. Vogliamo sapere dove si trovano i nostri connazionali, in quali condizioni versano e quali azioni concrete sta mettendo in campo lo Stato italiano per garantirne l’incolumità e i diritti. È inaccettabile che chi si impegna per portare aiuti umanitari a una popolazione stremata e sotto assedio venga trattato come un criminale. Ed è ancora più grave che tutto questo stia avvenendo nel silenzio delle istituzioni italiane. Serve chiarezza. Serve una presa di posizione netta. Ora”. Così la deputata M5S, Stefania Ascari. 

Camion di aiuti dall'Egitto alla Striscia
Palestinesi lottano per il cibo donato in un centro di distribuzione a Beit Lahiya nella Striscia di Gaza.

“Camion egiziani partono per Rafah trasportando aiuti umanitari e medici per Gaza”. Lo riferisce, con un post su X in cui vengono mostrate le immagini con i convogli di aiuti in movimento, Al Qahera News. “Domenica mattina i camion degli aiuti egiziani hanno iniziato a muoversi dal valico di Rafah verso la Striscia di Gaza, carichi di cibo e generi di soccorso” si legge ancora sul social network mentre sul sito viene spiegato che “i camion, carichi di grandi quantità di cibo, farina e forniture infrastrutturali essenziali, fanno parte degli sforzi continui dell’Egitto per alleviare la crescente crisi umanitaria nella Striscia”.

Fratoianni: "Governo si attivi per incolumità cittadini italiani sulla Freedom Flotilla"

“Ancora una volta Israele attacca la Freedom Flottilla per impedire che arrivi a Gaza con il suo carico di aiuti. A bordo anche italiani. Il governo si attivi subito per garantirne l’incolumità e faccia qualcosa, se ne trova il coraggio, per fermare l’orrore e il genocidio”. Lo scrive sui social il leader di SI e deputato di Avs, Nicola Fratoianni. 

Idf: tregua 'tattica' dalle 10 alle 20 per aiuti

Le Forze di difesa israeliane (Idf) attraverso un messaggio pubblicati nella notte su Telegram hanno annunciato di aver “effettuato un lancio di aiuti umanitari nell’ambito degli sforzi in corso per consentire e facilitare l’ingresso degli aiuti nella Striscia di Gaza”. “Il lancio, effettuato in coordinamento con le organizzazioni internazionali e guidato dal Coordinamento delle attività governative nei territori (Cogat), ha compreso sette pacchi di aiuti contenenti farina, zucchero e cibo in scatola”. In un messaggio successivo le Forze di difesa israeliane hanno quindi spiegato che “in conformità con le direttive dell’establishment politico e nell’ambito dell’impegno costante dell’Idf, guidato dal Cogat, per aumentare l’entità degli aiuti umanitari in arrivo nella Striscia di Gaza, verrà attuata una tregua tattica locale delle attività militari per scopi umanitari dalle 10 alle 20, a partire da oggi. La pausa inizierà nelle aree in cui le Idf non operano: Al-Mawasi, Deir al-Balah e Gaza City, ogni giorno fino a nuovo avviso. Questa decisione è stata coordinata con l’Onu e le organizzazioni internazionali a seguito di discussioni in merito”.

“Inoltre – si legge ancora nel post -, dalle ore 06 alle ore 23 saranno istituiti percorsi sicuri designati per consentire il passaggio sicuro dei convogli delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie che consegnano e distribuiscono cibo e medicine alla popolazione in tutta la Striscia di Gaza. L’Idf continuerà a sostenere gli sforzi umanitari parallelamente alle manovre e alle operazioni offensive in corso contro le organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza, al fine di proteggere i civili israeliani. L’Idf è pronta ad ampliare la portata di questa attività, se necessario”, conclude il messaggio.

Macron sente Erdogan

“Ho appena parlato con il presidente Erdogan della situazione a Gaza e delle prospettive della conferenza per la soluzione dei due Stati. Occorre fare tutto il possibile per garantire la pace e la sicurezza degli israeliani e dei palestinesi”. Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron spiegando di aver sentito l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan per discutere della crisi in Medio Oriente.

Idf a bordo della Freedom Flotilla

I soldati dell’esercito israeliano hanno fatto irruzione a bordo della nave Handala della Freedom Flotilla, ieri sera, al largo della striscia di Gaza. Sul canale Youtube ‘Freedom Flotilla Coalition’ si vedono i soldati fare irruzione, mentre le persone a bordo tengono le mani alzate e non oppongono resistenza. Subito dopo le immagini live dalla nave si sono interrotte.

Prima che il collegamento streaming si interrompesse si sentivano gli attivisti filo-palestinesi che fischiettavano ‘Bella Ciao’.

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