Un bambino di 10 anni è morto per un attacco russo che ha colpito un condominio a Kramatorsk, nel Donetsk. Lo riferiscono le autorità locali, citate dai media locali, precisando che l’attacco è avvenuto nella notte. “Alle 7.30, una persona è morta, un bambino nato nel 2015. Altre 5 persone sono rimaste ferite e stanno ricevendo cure mediche qualificate”, ha riferito su Facebook il sindaco, Oleksandr Honcharenko.
Attacco notturno a Odessa, esplosioni in città
Nella notte del 22 luglio si sono udite delle esplosioni a Odessa causate da droni russi, sono scoppiati incendi in città, ci sono stati feriti. È quanto fa sapere il sindaco di Odessa, Gennady Trukhanov, secondo quanto riportato da Ukrainska Pravda.
L’attacco è cominciato poco prima delle 2 ora locale e si è concluso alle 2.38. A causa dell’attacco dei droni russi si sono sviluppati incendi in almeno due zone di Odessa.
Il capo dell’Ova di Odessa Oleg Kiper, del Servizio statale di emergenza, ha spiegato che “nonostante l’attivo lavoro delle nostre forze di difesa aerea, si sono verificati danni alle infrastrutture civili: un edificio amministrativo e delle auto sono in fiamme e negli edifici residenziali sono state rotte le finestre. Si stanno chiarendo le informazioni sulle vittime”.
Attacchi russi su regione Sumy, 24 feriti
La regione ucraina di Sumy è stata oggetto di diverse ondate di attacchi russi. Un drone ha colpito una stazione di servizio nella città di Putyvl, ferendo quattro persone, tra cui un bambino di 5 anni. Un secondo attacco con droni ha colpito lo stesso luogo meno di due ore dopo, ferendo altre sette persone. Nella notte, due potenti bombe plananti russe sono state sganciate sulla città di Sumy, ferendo 13 persone, tra cui un bambino di 6 anni. Secondo le autorità regionali, nell’attacco sono stati danneggiati cinque condomini, due case private e un centro commerciale. Il sindaco facente funzione Artem Kobzar ha detto che le esplosioni hanno frantumato le finestre e distrutto i balconi degli edifici residenziali.
Zelensky: “Prossimi colloqui con Russia previsti per mercoledì”
Russia e Ucraina terranno nuovi colloqui di pace mercoledì. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Ho discusso con Rustem Umerov, capo del Consiglio di sicurezza ucraino, i preparativi per lo scambio e un altro incontro in Turchia con la parte russa. Umerov ha riferito che l’incontro è previsto per mercoledì”, ha dichiarato Zelensky nel suo discorso serale, citato dai media ucraini.
Cremlino: “Non ci aspettiamo miracoli da negoziati di domani”
La Russia però non si aspetta “svolte miracolose” dal nuovo round di negoziati con l’Ucraina che si terranno domani a Istanbul. “Siamo onesti: la questione della risoluzione ucraina è così complessa che raggiungere accordi sugli scambi o sulla restituzione delle salme dei defunti è già un risultato”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. “Non c’è motivo di contare su alcuna svolta miracolosa. È improbabile che ciò sia possibile nella situazione attuale”. Lo riporta l’agenzia Tass.
Germania e Norvegia riaffermano il sostegno incrollabile a Kiev
Germania e Norvegia hanno ribadito congiuntamente il loro sostegno fermo e duraturo all’Ucraina nella difesa della sua sovranità, indipendenza e integrità territoriale, contro l’aggressione militare in corso da parte della Russia. In una dichiarazione congiunta, i due Paesi – alleati strategici nella Nato e partner stretti nel contesto dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite – hanno riaffermato il loro impegno per la pace, la sicurezza internazionale e la prosperità economica. “L’Ucraina può contare sulla nostra solidarietà nella difesa della libertà”, hanno dichiarato i governi di Berlino e Oslo. La cooperazione si estende anche al sostegno militare, alla sicurezza energetica e alla ricostruzione, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza ucraina di fronte al conflitto prolungato.
Da Russia controsanzioni in risposta a ultimi pacchetti Ue
La Russia ha annunciato contromisure in risposta agli ultimi due pacchetti di sanzioni Ue, il 17esimo e il 18esimo, approvati rispettivamente il 20 maggio e il 18 luglio. Lo annuncia il ministero degli Esteri di Mosca, comunicando che “in risposta a queste azioni ostili” ha “ampliato in modo significativo l’elenco dei rappresentanti delle istituzioni europee, degli Stati membri dell’Ue e di una serie di Stati europei che si stanno integrando nella politica anti-russa”, per i quali sarà vietato l’ingresso in Russia. Fra loro, “deputati degli Stati membri dell’Ue e del Parlamento europeo che hanno votato risoluzioni e progetti di legge anti-russi”, scrive il ministero.
Le misure riguardano “dipendenti delle forze dell’ordine, di organizzazioni governative e commerciali, cittadini di Stati membri dell’Ue e di una serie di altri Stati occidentali responsabili della fornitura di assistenza militare a Kiev”, si legge nella dichiarazione di Mosca, in cui si aggiunge che è inoltre vietato l’ingresso a cittadini coinvolti “nell’organizzazione della fornitura di prodotti a duplice uso all’Ucraina” e responsabili di “condurre attività volte a minare l’integrità territoriale del nostro Paese e di organizzare un blocco della circolazione di navi e merci russe nel Mar Baltico”. Secondo quanto annunciato da Mosca, fra le persone per le quali sarà vietato entrare in Russia ci sono anche “rappresentanti di strutture europee, organi governativi dei paesi dell’Ue e di altri Stati europei coinvolti nel perseguimento di funzionari russi per ‘arresti illegali e allontanamento di persone dai territori ucraini’, impegnati nella creazione di un ‘tribunale’ contro la leadership russa, che sostengono la confisca dei beni dello Stato russo o l’utilizzo dei profitti da essi derivanti nell’interesse del regime di Kiev, responsabili dell’introduzione di sanzioni contro il nostro Paese e che cercano di danneggiare le relazioni della Russia con altri Stati”. Nella lista dei colpiti anche quelli che il ministero russo definisce “attivisti civili e rappresentanti della comunità scientifica ‘distinti’ per la loro retorica russofoba”.

