Nella prima fase dell'accordo saranno rilasciati 1.700 detenuti palestinesi contro 33 ostaggi dello Stato ebraico. Media, almeno 25 sono vivi
Il gabinetto di sicurezza israeliano ha dato il suo ok all’accordo di tregua a Gaza. Contrari si sono espressi gli esponenti dell’estrema destra ultraortodossa, Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich. L’accordo è poi arrivato sul tavolo del governo, accompagnato dall’ennesimo appello di Gvir alle forze politiche più conservatrici affinché fermino la tregua: “Tutti sanno che questi terroristi cercheranno di uccidere di nuovo”.
Palestinese detenuto da più tempo in carceri Israele fra rilasciati
Tra i prigionieri palestinesi che dovrebbero essere rilasciati nell’ambito dell’accordo per il cessate il fuoco a Gaza c’è Nael Barghouti, 68 anni. Barghouti è il prigioniero di più alto profilo tra quelli compresi nell’accordo: fu arrestato per la prima volta nel 1978 con l’accusa di aver condotto operazioni armate e organizzato cellule per agire contro Israele. Liberato nel 2011 come parte dell’accordo per il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit da parte di Hamas, Barghouti venne nuovamente arrestato nel 2014. La moglie di Barghouti, Iman, si dice felice ma preoccupata sull’effettiva possibilità di poter vedere il marito, se questo verrà portato in una zona difficile da raggiungere. “Impediscono alle famiglie di vedersi”, ha affermato durante un’intervista, aggiungendo che suo marito “si divertiva a guardare le stelle” perché “non le ha viste per 33 anni e mezzo”.
Il corridoio Netzarim non si potrà attraversare nei primi 7 giorni di tregua
Un alto funzionario militare israeliano ha dichiarato che i palestinesi non potranno attraversare il corridoio di Netzarim, che attraversa il centro di Gaza, per i primi 7 giorni del cessate il fuoco, che inizierà domani. Israele occupa attualmente il corridoio di Netzarim, dal mare al confine con Israele, che taglia in due la Striscia. Israele inizierà a ritirarsi il settimo giorno, ma il funzionario non ha fornito dettagli su cosa accadrà dopo. La fonte ha parlato a condizione di anonimato sabato, in linea con i regolamenti militari. Gran parte della popolazione di Gaza è stata sfollata a causa della guerra e molti palestinesi desiderano tornare in ciò che resta delle loro case.
L’Egitto si prepara a riapertura valico Rafah con Gaza
Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha dichiarato che il valico di Rafah fra Gaza e l’Egitto entrerà in funzione “presto”, mentre le autorità si preparano a un’ondata di aiuti umanitari a Gaza nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco che entrerà in vigore domenica. Abdelatty non ha specificato quando esattamente il valico sarà aperto. Il valico, la principale porta di Gaza verso il mondo esterno, è chiuso da quando l’esercito israeliano ha preso il controllo dell’area nel maggio scorso. Abdelatty ha dichiarato che durante il cessate il fuoco dovrebbero entrare a Gaza 600 camion di aiuti al giorno, tra cui 50 camion di carburante.
Trump a Netanyahu: “Continua a fare ciò che devi”
“Continua a fare quello che devi fare”, “questa storia deve finire. Vogliamo che finisca, ma continua a fare ciò che deve essere fatto”. È quanto Donald Trump ha riferito di avere detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un’intervista a Nbc News.
Trump: “Incontrerò Netanyahu a breve”
Il presidente eletto Usa, Donald Trump, parlando con Nbc News, ha detto che incontrerà “a breve” il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il tycoon, che si insedierà alla Casa Bianca lunedì, non ha voluto fornire ulteriori dettagli.
Netanyahu: “Ci riserviamo diritto di tornare in guerra, abbiamo appoggio Trump”
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in un discorso tv ha dichiarato che “il cessate il fuoco è temporaneo” e che Israele si “riserva il diritto di tornare in guerra” se necessario. Netanyahu ha aggiunto di avere il sostegno di Donald Trump. In particolare, il premier israeliano ha detto che sia il presidente Usa uscente Joe Biden sia quello eletto Donald Trump hanno dato garanzie che la guerra riprenderà se i negoziati sulla seconda fase dell’accordo saranno improduttivi. Si tratta delle prime dichiarazioni pubbliche di Netanyahu da quando l’accordo fra Israele e Hamas è stato raggiunto a Doha, in Qatar. L’inizio del cessate il fuoco è previsto per le 8.30 ora locale di domenica, le 7.30 in Italia. Israele non si fermerà fino a quando “tutti i suoi obiettivi di guerra non saranno completati”, ha dichiarato Netanyahu, il che include la restituzione di ogni singolo ostaggio che si trova a Gaza. Il primo ministro israeliano ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno promesso che Israele avrà gli armamenti necessari per tornare a combattere se necessario, e lo farà “in modi nuovi e con grande potenza”.
Netanyahu: “Hamas dia nomi ostaggi da liberare o non procediamo con tregua”
“Non procederemo” con il cessate il fuoco finché Hamas non fornirà la lista degli ostaggi che verranno liberati. È quanto ha riferito il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione diffusa dal suo ufficio. “Non procederemo fino a quando non avremo ricevuto l’elenco degli ostaggi che saranno rilasciati, come concordato. Israele non tollererà violazioni dell’accordo. La responsabilità è solo di Hamas”, afferma Netanyahu a poche ore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, prevista per le 8.30 locali di domenica, le 7.30 in Italia. Il Times of Israel precisa che in base all’accordo Hamas deve fornire i nomi degli ostaggi almeno 24 ore prima del loro rilascio, che sarebbe dovuto essere alle 16 ora locale di domenica, le 15 in Italia.
Egitto: “Israele rilascerà 1890 detenuti palestinesi nella prima fase”
Israele libererà 1.890 detenuti palestinesi nella prima fase del cessate il fuoco, in cambio del ritorno di 33 ostaggi israeliani sequestrati da Hamas nell’attacco del 7 ottobre del 2023. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri dell’Egitto in un post su Facebook, di cui riferisce la Bbc. L’Egitto, che confina con la Striscia di Gaza, è fra i 3 Paesi mediatori del cessate il fuoco insieme a Qatar e Stati Uniti. L’accordo di cessate il fuoco dovrebbe entrare in vigore domani ed è diviso in 3 fasi, la prima delle quali durerà 6 settimane.
Tel Aviv, l’aggressore ucciso da un civile armato. Un ferito grave
La polizia d’Israele conferma che un passante, un civile armato, ha sparato e ucciso l’aggressore palestinese che si era lanciato con un coltello contro la folla in Levontin Street, a Tel Aviv, ferendo gravemente un uomo. Lo riporta il Times of Israel. La vittima dell’attacco, un uomo sulla trentina, è stato trasportato all’ospedale Ichilov in gravi condizioni.
Tel Aviv: attacco con coltello, non sparatoria
Il servizio di soccorso israeliano Magen David Adom ha chiarito che l’uomo ferito gravemente nel presunto attacco terroristico a Tel Aviv è stato accoltellato e non colpito da colpi di arma da fuoco. L’aggressione era stata inizialmente descritta come “una sparatoria”.
Tel Aviv, sparatoria con feriti: eliminato il terrorista
La polizia israeliana afferma di stare indagando su una “sparatoria” avvenuta in via Levontin a Tel Aviv in cui sono rimaste ferite diverse persone. Un portavoce del servizio di soccorso d’Israele Magen David Adom ha affermato che i medici stanno curando un uomo con ferite moderate e che “il terrorista è stato eliminato”. Lo riporta il Times of Israel.
Cessate il fuoco da domenica alle 8.30
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, su X ha affermato che il cessate il fuoco a Gaza entrerà in vigore domenica alle 6.30 Gmt (le 8.30 locali, le 7.30 in Italia).
As coordinated by the parties to the agreement and the mediators, the ceasefire in the Gaza Strip will begin at 8:30 a.m. on Sunday, January 19, local time in Gaza. We advise the inhabitants to take precaution, exercise the utmost caution, and wait for directions from official…
— د. ماجد محمد الأنصاري Dr. Majed Al Ansari (@majedalansari) January 18, 2025
Idf conferma il cessate il fuoco
Il cessate il fuoco a Gaza “entrerà in vigore domenica 19 gennaio alle 08.30 (le 7.30 in Italia, ndr) e, come parte di esso, le truppe dell’Idf implementeranno le procedure operative sul campo in conformità con gli accordi stabiliti”. È quanto afferma in una nota l’esercito d’Israele (Idf), confermando quanto già annunciato dal Qatar.
“L’Idf si è preparato a ricevere gli ostaggi dopo il loro rilascio dalla prigionia di Hamas e sta operando per fornire un adeguato supporto fisico e psicologico, con la massima attenzione a ogni dettaglio”, si legge nella nota, riportata dal Times of Israel, “insieme all’accordo e al nostro impegno a riportare a casa tutti gli ostaggi, l’Idf continuerà a operare per garantire la sicurezza di tutti i cittadini israeliani, in particolare quelli nelle comunità vicine alla Striscia di Gaza”. Secondo le stime israeliane, dei 33 ostaggi che verranno rilasciati nella prima fase dell’accordo di tregua a Gaza, almeno 25 sono vivi. Lo riporta Ynet.
Allarme aereo a Tel Aviv e Gerusalemme: “Missile dallo Yemen”
Intanto non si attenua la tensione: le sirene di allarme aereo sono scattate nel centro di Israele, a Tel Aviv e a Gerusalemme. Il portavoce dell’Idf ha informato che gli allarmi sono stati attivati in seguito al lancio di un missile balistico dallo Yemen che è stato intercettato dall’aeronautica militare. Non ci sono notizie di vittime o danni. Lo riportano i media israeliani.
Hamas: “Israele non ha raggiunto suoi obiettivi a Gaza”
“L’occupazione non è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi aggressivi, ed è riuscita solo a commettere crimini di guerra che mettono in imbarazzo l’umanità”. È quanto afferma Hamas in una nota prima dell’entrata in vigore del cessate il fuoco, aggiungendo che i palestinesi sono ora “più vicini alla fine dell’occupazione, alla liberazione e al ritorno”. Lo riporta Al Jazeera.
Il gruppo palestinese afferma di aver “distrutto” “l’arroganza” di Israele durante i 15 mesi di guerra a Gaza e di aver “costretto l’occupazione a cessare l’aggressione contro il nostro popolo e a ritirarsi, nonostante i tentativi di Netanyahu di prolungare la guerra e commettere altri massacri”. “I sacrifici del nostro popolo nella guerra genocida non saranno vani, non saranno dimenticati”, conclude Hamas.
Erdogan: “Israele non è riuscito a spezzare resistenza a Gaza”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che nonostante i 15 mesi di “genocidio e massacri, Israele non è riuscito a spezzare la volontà di resistenza dei nostri fratelli e sorelle a Gaza”. Salutando l’accordo di cessate il fuoco, che entrerà in vigore domani, Erdogan ha avvertito che Netanyahu ha un “notevole record di violazioni del cessate il fuoco”, cosa che questa volta non dovrebbe essere consentita.
Tregua a Gaza, i primi ostaggi liberi domenica
Nel frattempo, però, sia Gaza che Israele si stanno preparando ad attuare quanto concordato nell’accordo di tregua, nonostante i ritardi nell’approvazione da parte del governo di Tel Aviv. Il cessate il fuoco, annunciato dai mediatori a Doha, è attualmente programmato per entrare in vigore domenica alle 12.15 con i primi ostaggi liberi alle 16. Dovrebbero essere tre civili, probabilmente donne, il cui nome sarà rivelato da Hamas nella giornata di sabato, 24 ore prima del loro rilascio.
In cambio, Israele ha reso note le identità dei primi 95 detenuti palestinesi che potrebbero lasciare le celle israeliane. Si tratta di 25 uomini, tutti di età inferiore ai 21 anni, e di 70 donne. I più giovani hanno 16 anni. Sono in carcere con le accuse di incitamento, vandalismo, attività terroristiche, tentato omicidio o lancio di pietre o molotov.
Uno dei nomi più noti che compare nella lista è quello di Khalida Jarrar, membro di spicco del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, che negli ultimi anni è entrata e uscita dalle prigioni israeliane. Il Servizio carcerario dello Stato ebraico ha affermato che effettuerà il trasporto dei prigionieri al posto del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), che ne era stato responsabile durante le precedenti brevi tregue, per evitare “manifestazioni pubbliche di gioia”.
Israele libererà oltre 700 detenuti in primo scambio, tra loro Zubeidi
Il terrorista di Fatah Zakaria Zubeidi, che ha preso parte a un’evasione da un centro di detenzione di massima sicurezza nel nord di Israele nel 2021 prima che lui e gli altri fuggitivi venissero nuovamente arrestati, è incluso nell’elenco del ministero della Giustizia dello Stato ebraico. Questo comprende oltre 700 prigionieri palestinesi che Tel Aviv dovrebbe rilasciare nella prima fase dell’accordo di cessate il fuoco con Hamas. Lo riporta il Times of Israel.
L’elenco in ebraico pubblicato online afferma che Zubeidi non verrà inviato all’estero, il che gli consentirà di tornare a casa nella città di Jenin, nella Cisgiordania settentrionale, dove era il comandante delle Brigate dei martiri di Al-Aqsa di Fatah. L’anno scorso, l’Idf ha ucciso suo figlio Mohammed insieme a diversi altri uomini armati in un attacco con i droni, descrivendo il giovane Zubeidi come “un importante terrorista dell’area di Jenin”, che è stata un focolaio di attività terroristiche nell’ultimo anno.
Le ipotesi sul futuro della Striscia dopo la tregua
In totale, nella prima fase del piano di cessate il fuoco, saranno scarcerati oltre 1700 detenuti palestinesi in cambio di 33 ostaggi. I media riportano che il numero include circa 300 ergastolani, 1000 arrestati a Gaza dall’inizio della guerra e 47 che sono stati riarrestati dopo essere stati inizialmente scarcerati in seguito all’accordo nel 2011 per la liberazione del caporale israeliano Gilad Shalit. Ma anche se la fase uno dovesse realizzarsi senza intoppi non è detto che la tregua tenga.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha infatti avvertito che l’esercito tornerà a combattere con il supporto degli Stati Uniti, nel caso dovesse fallire la fase due che prevede il rilascio di tutti gli ostaggi e il ritiro completo dell’Idf. Intanto l’Autorità nazionale Palestinese si è fatta avanti e si è detta pronta a assumersi “la piena responsabilità della Striscia di Gaza” una volta entrato in vigore il cessate il fuoco.
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