Il militare è stato ucciso in un'esplosione fuori da casa sua a Mosca

Il generale russo Igor Kirillov è stato ucciso da un’esplosione fuori da casa sua a Mosca, rivendicata dal servizio di sicurezza ucraino.  Kirillov aveva 54 anni e dall’aprile 2017 era a capo delle truppe del reparto di difesa nucleare, chimica e biologica delle forze armate russe. Prima di questo ruolo era stato direttore dell’Accademia russa di protezione dalle radiazioni, chimica e biologica Timoshenko.

La missione ‘Dalla Russia con amore’

Durante la pandemia da Covid-19 il reparto da lui guidato gestì l’operazione di supporto al sistema sanitario italiano con la missione di aiuti ‘Dalla Russia con amore‘, in cui furono inviati in Italia nel marzo del 2020 28 medici, 4 infermieri, personale militare e alcuni esperti per studiare il virus, guidati dal generale Sergey Kikot. La missione che da Roma arrivò all’Ospedale San Giovanni XXIII di Bergamo, città tra le più colpite, fu poi bruscamente interrotta e si ipotizzò che con le informazioni sensibili raccolte Mosca riuscì a mettere a punto il suo vaccino Sputnik. L’allora governo di Giuseppe Conte fu aspramente criticato per aver esposto il Paese a una possibile minaccia alla sua sicurezza in un momento tanto delicato.

Accuse e sanzioni

Kirillov era stato sottoposto a sanzioni da diversi Paesi, tra cui Regno Unito e Canada. Il 16 dicembre, il servizio di sicurezza ucraino Sbu lo aveva accusato in contumacia in un processo penale per aver utilizzato armi chimiche vietate sui fronti orientale e meridionale dell’Ucraina, in quella che viene definita da Mosca l’operazione militare speciale iniziata nel febbraio 2022. L’Sbu aveva affermato di aver registrato più di 4.800 utilizzi di armi chimiche sul campo di battaglia dal febbraio 2022, in particolare granate da combattimento K-1.

La propaganda di Kirillov

Kirillov era diventato noto all’estero per i suoi stravaganti briefing al ministero della Difesa russo, che avevano spinto il Regno Unito a definirlo un “importante portavoce della disinformazione del Cremlino”. Tra le sue affermazioni più discusse quella secondo cui gli Stati Uniti avrebbero costruito laboratori di armi biologiche in Ucraina. Nel marzo 2022 ha prodotto a dimostrazione della sua tesi documenti che, a suo dire, erano stati sequestrati il giorno dell’invasione russa, il 24 febbraio, e che erano stati poi amplificati dai media pro-Cremlino, ma smentiti dagli esperti indipendenti.

La ‘bomba sporca’

Uno degli argomenti più ricorrenti di Kirillov era che l’Ucraina stava cercando di sviluppare una “bomba sporca“. Accusa su cui era tornato la scorsa estate, questa volta sostenendo la scoperta di un laboratorio di armi chimiche nei pressi di Avdiivka, città nell’Ucraina orientale catturata dai russi a febbraio. Secondo Kirillov, Kiev stava violando la Convenzione internazionale sulle armi chimiche utilizzando una serie di sostanze, con l’assistenza dei Paesi occidentali, tra cui l’agente di guerra psicochimico BZ, nonché l’acido cianidrico e il cloruro di cianogeno.

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