Ilaria Salis, lettera del Garante dei detenuti all’Ungheria: “Siamo preoccupati”

Ilaria Salis, lettera del Garante dei detenuti all’Ungheria: “Siamo preoccupati”

Il messaggio inviato il 31 gennaio al Commissario per i diritti fondamentali ungherese, Akos Kozma

“Confidiamo nella sensibilità delle autorità ungheresi riguardo alla gravità della situazione, che ha suscitato grande preoccupazione anche nell’opinione pubblica sia nazionale che internazionale”. È uno dei passaggi della lettera visionata da LaPresse che il Garante dei detenuti nazionale Felice Maurizio D’Ettore ha inviato al Commissario per i diritti fondamentali ungherese Akos Kozma il 31 gennaio scorso in merito al caso di Ilaria Salis. “Nello specifico, si fa riferimento all’imposizione alla signora Salis di catene alla caviglia, – si legge in un passaggio della lettera- manette alle mani e al corpo, e al suo accompagnamento nell’aula davanti al tribunale e al pubblico con un guinzaglio a catena guidato da un agente di polizia donna”.

Condizioni in cui Ilaria “è stata portata davanti all’organo giudiziario ungherese e delle limitazioni disumane e degradanti imposte alla sua persona”, spiega ancora il Garante. Il Garante ha avviato anche delle interlocuzioni con il Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti del Consiglio d’Europa, la Commissaria per i diritti umani sempre del Consiglio d’Europa e l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali.  “Sottolineiamo l’urgenza di un attento monitoraggio, al fine di intraprendere le opportune azioni, e di fornire aggiornamenti a questa Autorità circa lo stato psico-fisico della Dottoressa Salis, alla luce delle reciproche competenze”, aggiunge. 

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