Israele, Biden firma ordine esecutivo contro coloni in Cisgiordania

Israele, Biden firma ordine esecutivo contro coloni in Cisgiordania
Siria, Attacco aereo israeliano nel centro di Damasco

Netanyahu: “Drastiche le sanzioni Usa su coloni”. Pronti i raid americani contro i gruppi pro-Iran. Progressi sulla tregua

La guerra in Medioriente tra Israele Hamas giunge al giorno 119. Sull’attacco contro i soldati americani in Giordania, gli Usa sono pronti alla ritorsione contro l’Iran: identificati gli obiettivi da colpire. Secondo fonti americane l’attacco “durerà diversi giorni”. Situazione sempre tesa nel Mar Rosso: un missile lanciato dagli Houthi ha colpito una nave mercantile americana al largo delle coste dello Yemen. Sempre al largo dello Yemen è stata segnalata un’esplosione vicino a una nave, rende noto l’Agenzia marittima britannica. Secondo Al Jazeera è stata trova a Gaza una fossa comune con 30 corpi di palestinesi. Secondo il Qatar ci sono progressi verso la tregua: la bozza di accordo ha avuto una risposta positiva da Hamas e anche Israele avrebbe accettato la proposta.

23:21 Biden: “Nostra risposta è iniziata oggi e proseguirà”

“La nostra risposta è iniziata oggi. Continuerà nei tempi e nei luoghi di nostra scelta”. Lo afferma il presidente Joe Biden, riferendo che “questo pomeriggio, su mia indicazione, le forze militari statunitensi hanno colpito obiettivi in strutture in Iraq e Siria che i Guardiani della Ricoluzione dell’Iran e le milizie affiliate utilizzano per attaccare le forze statunitensi”. Gli Stati Uniti, afferma il presidente, “non cercano il conflitto in Medio Oriente o in qualsiasi altra parte del mondo. Ma tutti coloro che potrebbero cercare di farci del male sappiano questo: se fai del male a un americano, risponderemo”. Biden ricorda anche che “domenica scorsa, tre soldati americani sono stati uccisi in Giordania da un drone lanciato da gruppi militanti sostenuti dal Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane. Oggi ho assistito al dignitoso ritorno di questi coraggiosi americani alla base aeronautica di Dover e ho parlato con ciascuna delle loro famiglie”.

23:15 Comando Usa: colpiti in Siria e Iraq oltre 85 obiettivi

Nei bombardamenti Usa in Siria e Iraq contro installazioni dei Guardiani della Rivoluzione iraniani e le milizie affiliate a Teheran sono stati colpiti oltre 85 obiettivi, con l’impiego di oltre 125 munizioni di precisione. Lo ha riferito in un comunicato il Comando centrale degli Stati Uniti. Gli obiettivi comprendevano centri di comando e controllo e di intelligence, nonché strutture di deposito di razzi, missili e droni appartenenti a gruppi di milizie e forze iraniane “che hanno facilitato attacchi contro gli Stati Uniti e le forze della coalizione”.

22:34 Fonti Usa confermano: attacchi in corso su Siria e Iraq

Funzionari dell’Amministrazione confermano all’Associated Press che gli Stati Uniti stanno lanciando un attacco aereo su dozzine di siti in Iraq e Siria, come rappresaglia per l’attacco di droni che ha ucciso tre soldati americani in Giordania lo scorso fine settimana. Gli attacchi iniziali da parte di aerei con e senza pilota hanno colpito i quartier generali di comando e controllo, i depositi di munizioni e altre strutture. Gli Stati Uniti avevano rafforzato le difese per proteggere le truppe nella base in Giordania. Il presidente Joe Biden e altri massimi leader statunitensi hanno avvertito per giorni che gli Stati Uniti avrebbero reagito alle milizie con una “risposta a più livelli”. Gli attacchi sono arrivati poche ore dopo che il presidente Usa e i massimi leader della difesa si erano uniti alle famiglie in lutto per assistere all’arrivo nella base dell’Air Force a Dover, in Delaware delle salme dei tre militari della Riserva dell’Esercito uccisi in Giordania. 

22:26  Fox News rettifica: attacchi Usa in corso in Siria e Iraq

Nuova rettifica da parte di Fox News, che aveva prima annunciato gli attacchi Usa contro le milizie filo iraniane in Siria e poi smentito la notizia. L’emittente, citando fonti del Pentagono, conferma ora che gli Stati Uniti stanno colpendo obiettivi in Siria e Iraq. 

21:54 Iniziata rappresaglia Usa, bombardamenti in Siria

E’ iniziata con una serie di bombardamenti in Siria la rappresaglia degli Stati Uniti per l’uccisione dei tre militari in Giordania. Lo riferisce Fox News.

20:57 Crosetto: “All’Italia comando tattico operazione Ue Aspides”

“L’Unione Europea – nella giornata di oggi – ha chiesto all’Italia di fornire il Force Commander dell’Operazione Aspides nel Mar Rosso (l’Ufficiale Ammiraglio che esercita il comando imbarcato degli assetti navali che partecipano all’operazione). L’importanza e l’urgenza dell’Operazione Aspides, che contribuirà a garantire la libera navigazione e la sicurezza del traffico commerciale nel Mar Rosso, hanno indotto la Difesa italiana ad assicurare immediatamente il proprio sostegno. Si tratta di un ulteriore riconoscimento dell’impegno del Governo e della Difesa e della competenza e professionalità della Marina Militare”. Così in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto. 

19:41 Colloquio tra leader Hamas e Jihad, focus su proposta tregua

Durante un colloquio telefonico il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, e il leader della Jihad islamica palestinese, Ziad al-Nakhalah, hanno discusso della guerra in corso con Israele e della possibilità di un accordo con Tel Aviv per una tregua in cambio del rilascio di ostaggi. Lo riporta Al Quds. Durante il colloquio Haniyeh ha ribadito che qualunque accordo deve avere come presupposto la “fine completa dell’aggressione, il ritiro dell’esercito di occupazione fuori dalla Striscia di Gaza, la fine dell’assedio, la ricostruzione” e “il completamento di un accordo di scambio integrato”.

17:47 Onu: “A Gaza danneggiate oltre 69mila strutture”

Oltre 69mila strutture nella Striscia di Gaza, quasi un terzo di tutte quelle presenti sul territorio, sono state danneggiate nella guerra in corso tra Hamas e Israele. Oltre 22mila di queste sono state distrutte. Lo sostiene il Centri satellitare delle Nazioni Unite (Unosat) che ha basato la sua analisi sulle immagini satellitari ad alta risoluzione raccolte tra il 6 e il 7 gennaio e poi confrontate con scatti simili realizzati a partire dallo scorso maggio. “In totale, sono state colpite 69.147 strutture, equivalenti a circa il 30% delle strutture totali della Striscia di Gaza”, ha affermato l’Unosat in una nota. Rispetto allo scorso 26 novembre i governatorati che hanno registrato un incremento significativo di danni sono stati quelli di Gaza e di Khan Younis. In ciascuna di queste aree sono state danneggiate oltre 10mila strutture. “L’analisi delle immagini satellitari condotta dall’Unosat mette in evidenza la distruzione diffusa e il bisogno di sostegno alla popolazione colpita”, ha affermato il centro satellitare.

15:45 Idf: colpita cellula di Hezbollah nel sud del Libano

Una cellula di Hezbollah e alcuni siti del gruppo sono stati colpiti oggi in raid condotti dalle forze israeliane di difesa (Idf) nel sud del Libano. Lo riporta The Times of Israel, citando la stessa Idf. Aerei da guerra hanno anche attaccato diversi siti di Hezbollah a Khiam, Qana e Jabal Blat, mentre l’artiglieria ha colpito a Jebbayn, Atta ash-Shab e Aitaroun.

13:57 Oltre 800 funzionari europei e Usa contro politiche Israele

Più di 800 funzionari in servizio negli Stati Uniti e in Europa hanno firmato una dichiarazione in cui criticano le azioni di Israele nella Striscia di Gaza e avvertono che le politiche dei loro stessi governi, che non si oppongono a Tel Aviv, potrebbero costituire “gravi violazioni del diritto internazionale”. Ne dà notizia la Bbc. La cosiddetta ‘dichiarazione transatlantica’, di cui una copia è stata trasmessa all’emittente britannica, afferma che le amministrazioni Usa ed europee rischiano di essere complici di “una delle peggiori catastrofi umane di questo secolo” e che il parere degli esperti è stato messo da parte. Uno dei firmatari della dichiarazione, un funzionario del governo statunitense con oltre 25 anni di esperienza nel campo della sicurezza nazionale, ha dichiarato alla Bbc che le loro preoccupazioni sono state “continuamente ignorate”. La dichiarazione è firmata da funzionari degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e di 11 Paesi europei, tra cui Regno Unito, Francia e Germania. 

13:10 Domani nuova manifestazione famiglie ostaggi a Tel Aviv

Le famiglie degli ostaggi detenuti da Hamas hanno invitato la popolazione a manifestare con loro domani alle 19:30 a Tel Aviv, sotto lo slogan: “120 giorni sottoterra senza aria: Gli ostaggi sono in pericolo di vita!“. Ne dà notizia il Times of Israel affermando che si ritiene che la maggior parte dei rapiti sia tenuta prigioniera nel labirinto di tunnel sotto Gaza. All’evento interverranno Lishay Miran-Lavie, il cui marito Omri Miran è stato rapito dal Kibbutz Nahal Oz, Hadasa Lazar, il cui fratello Shlomo Mansour è stato rapito dal Kibbutz Kissufim, e Carmit Palty Katzi, il cui fratello Elad Katzir è stato rapito dal Kibbutz Nir Oz. Alla manifestazione interverranno anche ex portavoce delle Forze di Difesa israeliane. 

13:00 Ministero Sanità Gaza, bilancio vittime salito a 27.131

Il ministero della Sanità della Striscia di Gaza, sotto l’autorità di Hamas, ha riferito che il bilancio delle vittime palestinesi dal 7 ottobre è salito a 27.131. Altre 66.287 persone sono rimaste ferite. Nelle ultime 24 ore, secondo il ministero, citato dall’emittente quatariota Al Jazeera, sarebbero stati uccisi negli attacchi israeliani 112 palestinesi e 148 sarebbero rimasti feriti.

12:40 In raid Israele ucciso un consigliere dei pasdaran

L’emittente qatariota Al Jazeera ha affermato che nell’attacco aereo avvenuto vicino Damasco è stato ucciso un consigliere delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, i pasdaran. I siti di informazione iraniani lo hanno identificato come Saeid Alidadi, senza condividerne il grado. Secondo i media siriani l’attacco aereo è stato sferrato dalle forze armate israeliane. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito che tre miliziani filo-Iran sono morti nell’attacco. 

12:20 Belgio convoca ambasciatore Israele per attacco agenzia Enabel

La ministra degli Affari Esteri belga, Hadja Lahbib, ha convocato l’ambasciatore israeliano in Belgio, S.E. Idit Rosenzweig-Abu, al Gabinetto degli Affari Esteri, per il bombardamento dell’agenzia belga per lo sviluppo Enabel. L’incontro si è svolto alla presenza della ministra della Cooperazione allo Sviluppo, Caroline Gennez.I ministri, a nome del Belgio, hanno condannato fermamente il bombardamento e la distruzione degli uffici dell’Enabel, l’agenzia belga per lo sviluppo, a Gaza. Gli uffici erano situati in una torre di sei piani a Gaza City, nel nord della Striscia di Gaza. Secondo le informazioni in nostro possesso, al momento dell’attentato nell’edificio adibito ad uffici non era presente nessun dipendente dell’Enabel. La distruzione delle infrastrutture civili è assolutamente inaccettabile e non rispetta il diritto internazionale. Fin dal primo giorno del conflitto, il Belgio ha invitato tutte le parti a rispettare il diritto internazionale.

La violenza deve finire – scrive il ministero degli Esteri in una nota -. Il Belgio chiede a tutte le parti un cessate il fuoco immediato, un accesso permanente e senza ostacoli agli aiuti umanitari e il rilascio immediato e incondizionato degli ostaggi. Il Belgio chiede inoltre la ripresa del processo di pace e dei negoziati politici che potrebbero portare ad una soluzione a due Stati, unica via d’uscita da questo conflitto. Infine, due settimane fa, il governo belga ha deciso di evacuare il personale di Enabel e i loro familiari più stretti. Ci auguriamo vivamente che queste persone – tra cui molti bambini – possano lasciare Gaza rapidamente e illese. Il Belgio rimetterà la questione del risarcimento per le infrastrutture danneggiate dei progetti finanziati dall’Ue e dai suoi Stati membri all’ordine del giorno di una prossima consultazione europea. 

12:10 Hamas: “Studiamo proposta accordo ma serve cessate fuoco permanente”

Un alto funzionario di Hamas ha dichiarato che il suo gruppo sta ancora studiando la proposta di accordo in più fasi che prevede pause prolungate nei combattimenti a Gaza, accompagnate da scambi di ostaggi israeliani con prigionieri palestinesi, ma allo stesso tempo è sembrato rigettare alcune clausole chiave della proposta. Osama Hamdan ha affermato infatti che il rilascio di tutti gli ostaggi, che si ritiene siano più di 100, sarà possibile solo se Israele porrà fine alla guerra contro Hamas a Gaza e rilascerà le migliaia di prigionieri palestinesi che detiene. Hamdan ha fatto il nome di due prigionieri, tra cui il leader della rivolta palestinese Marwan Barghouti, una figura popolare tra i palestinesi, che sta scontando diversi ergastoli in Israele. Hamdan ha detto di ritenere che il suo gruppo detenga un numero sufficiente di ostaggi per poter ottenere la libertà di tutti i prigionieri che scontano pene nelle carceri israeliane.

 Una priorità è quella di ottenere la libertà per coloro che stanno scontando l’ergastolo, indipendentemente dai gruppi di appartenenza. Oltre a Barghouti, l’alto funzionario di Hamas ha nominato Ahmed Saadat, capo del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, nonché i prigionieri di Hamas e quelli del gruppo della Jihad Islamica.Hamdan ha dichiarato alla televisione libanese LBC che Hamas insiste su un cessate il fuoco permanente, rifiutando l’approccio a tappe della proposta che prevede invece pause nei combattimenti. “Non c’è modo che questo sia accettabile per la resistenza”, ha affermato.”Abbiamo provato tregue temporanee ed è risultato che gli israeliani non rispettano queste tregue, ma le violano sempre”, ha detto Hamdan, con un apparente riferimento a una tregua di una settimana a novembre, dopo la quale Israele ha ripreso la sua offensiva. 

12:00 Allarme Onu: “Rafah è una ‘pentola a pressione’ di disperazione” 

Le Nazioni Unite hanno avvertito che Rafah sta diventando una “pentola a pressione della disperazione“, mentre migliaia di persone fuggono nella città da Khan Younis e da altre parti del sud di Gaza. Jens Laerke, portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari, ha dichiarato che la situazione a Rafah “non sembra buona”, mentre cresce la preoccupazione che la città possa essere un nuovo obiettivo della campagna di Israele contro Hamas a Gaza. “Rafah è una pentola a pressione di disperazione e temiamo quello che succederà”, ha detto a Ginevra durante un briefing. “È come se ogni settimana pensassimo che non può andare peggio di così. E invece sì, va peggio”, ha detto. “È molto importante per noi e per l’OCHA mettere a verbale oggi la nostra profonda preoccupazione per quanto sta accadendo a Khan Yunis e Rafah, nella parte meridionale della Striscia, perché le cose non vanno affatto bene”, ha aggiunto Laerke.

Parlando da Gerusalemme, il dottor Rik Peeperkorn, rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nelle aree palestinesi occupate, ha detto che l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite stima che almeno 8.000 gazawi dovrebbero essere inviati all’estero per ricevere cure mediche.Di questi, circa tre quarti, ovvero 6.000, hanno bisogno di cure per le ferite di guerra, come il trattamento delle ustioni o la chirurgia ricostruttiva, mentre il resto ha bisogno di cure mediche per condizioni come il cancro o altre malattie, ha detto Peeperkorn.Dall’inizio della guerra, il 7 ottobre, un totale di 243 persone sono state inviate all’estero, ha aggiunto: “È una miseria, è troppo poco”. 

11:10 Gruppo iracheno filo-Iran, continueremo attacchi a truppe Usa

Il gruppo armato iracheno filo-Iran al-Nujaba ha dichiarato di voler continuare ad attaccare le forze statunitensi in Medioriente, nonostante la minaccia di Washington di rispondere dopo l’uccisione di tre suoi soldati in Giordania. “Qualsiasi attacco Usa comporterà una risposta adeguata”, ha dichiarato il leader di al-Nujaba Akram al-Kaabi in un comunicato ripreso da Al Jazeera. Il gruppo armato ha riferito che continuerà le sue azioni fino a quando le truppe statunitensi non lasceranno l’Iraq e finirà la guerra di Israele contro Gaza. 

10:45 Hamas, risponderemo molto presto a proposta tregua 

Un alto funzionario di Hamas ha dichiarato che il gruppo risponderà “molto presto” a una proposta che prevede pause prolungate nei combattimenti a Gaza e scambi graduali tra gli ostaggi e i detenuti palestinesi. Il funzionario ha detto all’Associated Press che un cessate il fuoco duraturo è la componente più importante per Hamas, e che tutto il resto può essere negoziato. La proposta in più fasi è stata redatta alcuni giorni fa da alti funzionari di Stati Uniti, Israele, Qatar ed Egitto, ed è in attesa di una risposta da parte del gruppo estremista palestinese. Al Cairo, un alto funzionario egiziano con conoscenza diretta dei contatti ha dichiarato che Hamas non ha presentato una risposta formale, ma ha inviato segnali positivi. Entrambi i funzionari hanno parlato a condizione di anonimato perché i colloqui indiretti sono ancora in corso.

La proposta presentata ad Hamas include un aumento significativo dei camion di aiuti che entrano a Gaza e permetterebbe ai residenti sfollati di tornare gradualmente nelle loro case nel nord, ma non chiede esplicitamente un cessate il fuoco permanente. Israele ha dichiarato che non accetterà di porre fine alla guerra come condizione per il rilascio degli ostaggi.Hamas e altri militanti di Gaza continuano a trattenere decine di ostaggi, dopo averne rapiti circa 250 durante l’attacco mortale del 7 ottobre contro il sud di Israele. Più di 100 sono stati rilasciati durante una tregua di una settimana a novembre, in cambio della liberazione di 240 prigionieri palestinesi. 

10:40 Osservatorio diritti umani, 3 miliziani filo-Iran morti in raid Israele

L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito che tre miliziani filo-Iran sono morti nell’attacco aereo che Israele ha lanciato questa mattina nei pressi di Damasco, in Siria. L’organizzazione riferisce che le vittime sarebbero un iraniano, un iracheno e un altro la cui identità è al momento sconosciuta. In precedenza l’emittente statale siriana Sana aveva riferito di “danni” causati da “attacchi aerei israeliani”. 

10:20 Agenzie Onu, da stop fondi Unrwa conseguenze catastrofiche 

I capi di 15 agenzie delle Nazioni Unite hanno avvertito il mondo di non “abbandonare la popolazione di Gaza” dopo che una serie di Paesi ha bloccato i finanziamenti all’Unrwa per le accuse di coinvolgimento negli attacchi di Hamasdel 7 ottobre. I presidenti di più di una dozzina di agenzie dell’Onu, tra cui l’Oms e l’Unicef, hanno affermato in una dichiarazione che la sospensione temporanea dei finanziamenti all’Unrwa avrà “conseguenze catastrofiche”.

10:00 Raisi: “Non inizieremo guerra ma risponderemo con forza” 

Il presidente dell’Iran, Ebrahim Raisi, ha affermato che la Repubblica islamica non inizierà per prima una guerra ma che risponderà se verrà minacciata. “Abbiamo detto molte volte che non inizieremo alcuna guerra, ma se un Paese, una forza crudele, vuole fare il prepotente, la Repubblica islamica dell’Iran risponderà con forza”, ha detto Raisi rivolgendosi alla popolazione di Minab, secondo quanto riporta l’agenzia iraniana Irna. 

09:30 Siria, attacchi aerei Israele vicino Damasco

L’emittente statale siriana Sana ha riferito che Israele ha effettuato attacchi aerei vicino a Damasco questa mattina presto, causando danni. Il rapporto, che cita una fonte militare, afferma che gli aerei israeliani hanno lanciato i loro missili dalle alture del Golan verso gli obiettivi a sud della capitale intorno alle 4:20 del mattino. Le difese aeree siriane hanno risposto all’incursione, abbattendo alcuni dei missili. Sana ha riferito che sono stati causati “danni materiali” ai siti presi di mira, senza dare ulteriori dettagli.

08:30 Austin sente Gallant: “Israele passi a operazioni a bassa intensità”

Il Segretario alla Difesa Usa Lloyd J. Austin ha avuto un colloquio con il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant per discutere del “passaggio di Israele a operazioni a bassa intensità a Gaza, del sostegno a una soluzione diplomatica lungo il confine tra Israele e Libano e della stabilità in Cisgiordania”. Ne dà notizia il Pentagono. Austin ha ribadito l’importanza di garantire la fornitura ininterrotta di assistenza umanitaria a Gaza e ha ringraziato Gallant per i suoi sforzi verso questo obiettivo condiviso. I due hanno poi discusso delle minacce regionali alle forze statunitensi. Gallant ha espresso le sue condoglianze per la perdita di tre soldati statunitensi uccisi nell’attacco di droni in Giordania.

08:00 Israele: “Prossimo obiettivo campagna di terra è Rafah”

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant afferma che la campagna di terra proseguirà sino a Rafah. Così ha postato Gallant sul suo account X, ex Twitter. 

07:30 Netanyahu: “Drastiche le sanzioni Usa su coloni” 

 Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha risposto alla decisione del presidente Usa Joe Biden di imporre sanzioni sui coloni responsabili di attacchi contro i palestinesi in Cisgiordania, dicendo che “la stragrande maggioranza dei residenti di Giudea e Samaria sono cittadini rispettosi della legge, molti dei quali stanno combattendo proprio ora in servizio attivo e di riserva per proteggere Israele”. “Israele agisce contro tutti i trasgressori della legge in ogni luogo” e “quindi non c’è spazio per misure drastiche su questa questione”, ha affermato ancora Netanyahu. 

07:00 Biden firma ordine esecutivo contro coloni Cisgiordania

Come anticipato, il presidente Joe Biden ha emanato un ordine esecutivo contro i coloni israeliani responsabili di attacchi contro i palestinesi in Cisgiordania, divenuti particolarmente frequenti dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Il provvedimento impone inizialmente sanzioni finanziarie e divieti di visto per quattro individui, coinvolti in atti di violenza, minacce e tentativi di sequestrare o distruggere proprietà palestinesi. Le autorità usa stanno valutando se aggiungere altri nomi all’elenco delle persone sanzionate.

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