ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO – Una giornata storica, titolano i media Usa. Donald Trump si consegna alle autorità di Manhattan per essere ufficialmente incriminato per la vicenda del pagamento in nero alla pornoattrice Stormy Daniels.
Prossima udienza il 4 dicembre
La prossima udienza nella quale Donald Trump dovrà comparire di persona nell’aula del tribunale di Manhattan è stata al momento fissata per il 4 dicembre. Lo riporta la Cnn.
Tra le accuse la cospirazione per minare integrità elezioni
Il documento di incriminazione di Donald Trump è stato desecretato ed è ora pubblico. L’accusa sostiene che l’ex presidente sia stato coinvolto in una “cospirazione illegale” per minare l’integrità delle elezioni del 2016. Secondo i magistrati, Trump ha preso parte a un piano per eliminare informazioni negative a suo carico, compreso il pagamento di 130mila dollari ordinato dal tycoon per mettere a tacere le voci riguardanti la sua relazione con la pornoattrice Stormy Daniels, che avrebbero danneggiato la sua campagna. Nell’incriminazione si sostiene che il motivo per cui Trump falsificò i libri contabili della sua azienda era in parte legato alla “promozione della sua candidatura” alla presidenza.
Giudice: “Non fomenti violenze sui social”
Il giudice che ha presieduto l’udienza preliminare di oggi ha chiesto a Donald Trump di astenersi dal fomentare violenze attraverso i suoi post sui social media, dopo gli attacchi lanciati dall’ex presidente al procuratore Alvin Bragg.
Ex presidente verso Mar-a-Lago
Il corteo di auto di Donald Trump ha lasciato la Procura di Manhattan. L’ex presidente, secondo programma, si imbarcherà sul suo aereo per fare ritorno a Mar-a-Lago, in Florida. All’uscita dalla Procura, il tycoon non ha rilasciato dichiarazioni.
Trump lascia l’aula di tribunale
Donald Trump è uscito dall’aula del tribunale dove gli sono stati contestati i 34 capi di imputazione per la vicenda Stormy Daniels. L’ex presidente, che non ha ancora rilasciato dichiarazioni, si è dichiarato non colpevole davanti al giudice.
Trump si dichiara non colpevole per 34 capi d’accusa
Donald Trump si è dichiarato non colpevole dei 34 capi d’accusa che gli sono stati contestati dal giudice. Lo riferiscono fonti della Cnn. I 34 capi di imputazione, secondo le indiscrezioni, riguarderebbero la falsificazione dei libri contabili della Trump Organization, legata al pagamento della pornoattrice Stormy Daniels.
Trump davanti al giudice per contestazione accuse
Donald Trump sta facendo ora il suo ingresso nell’aula di tribunale dove il giudice Juan Merchan gli contesterà le accuse a suo carico. Contrariamente a quanto era stato anticipato, Trump non ha rilasciato dichiarazioni o risposto alle domande dei cronisti, mentre faceva il suo ingresso nell’aula del tribunale, all’interno dell’edificio della Procura di Manhattan. L’ex presidente, seguito dai suoi avvocati, è apparso scuro in volto. La contestazione delle accuse da parte del giudice è al momento in corso.
Casa Bianca: “Biden è concentrato sul suo lavoro”
Il presidente Joe Biden è “concentrato sul popolo americano”. Così la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha risposto ad una domanda sulla reazione del presidente Usa all’arresto di Donald Trump a Manhattan. Senza rilasciare alcun commento sulla vicenda giudiziaria “in corso”, Jean-Pierre ha riferito che “ovviamente” Biden seguirà le notizie, ma che questo “non è il suo interesse principale della giornata”. Quanto ad eventuali violenze da parte dei sostenitori di Trump, Jean-Pierre ha commentato: “Siamo preparati”. La portavoce ha invece condannato i duri commenti espressi dall’ex presidente Trump contro il procuratore di Manhattan. “Condanniamo ogni forma di violenza”, ha detto.
Trump: “Mi arrestano, è surreale”
“Sembra così surreale. Mi stanno per arrestare. Non riesco a credere che questa cosa stia accadendo in America“. È l’ultimo messaggio postato da Donald Trump sul suo social Truth, mentre era diretto alla Procura di Manhattan, dove si è consegnato alle autorità giudiziarie.
Trump in procura Manhattan, a breve arresto
Donald Trump ha fatto il suo ingresso nell’edificio della Procura di Manhattan, dove verrà posto sotto arresto. L’ex presidente è tecnicamente in stato di arresto già subito dopo il suo ingresso nell’edificio. Il tycoon, comunque scortato dal Secret Service, è stato preso in consegna dagli agenti della Procura per espletare la procedura, prima di comparire davanti al giudice, all’interno dello stesso edificio, dove gli verranno ufficialmente contestati tutti i capi di imputazione a suo carico. Secondo le anticipazioni, non verrà scattata una foto segnaletica e non verranno applicate le manette all’ex presidente, non sussistendo il pericolo di fuga.
Trump diretto in tribunale
Il corteo di auto di Donald Trump ha lasciato la Trump Tower ed è ora diretto verso il tribunale di Manhattan, dove l’ex presidente si consegnerà alle autorità giudiziarie.
Primo ex presidente sotto processo penale
Il tutto accadrà alle 14:15 ora locale (20:15 in Italia). È la prima volta che un ex presidente Usa viene rinviato a giudizio in un procedimento penale. Trump verrà scortato dagli agenti del Secret Service e della polizia di New York nel tragitto che va dalla Trump Tower al tribunale. Qui, secondo la procedura, gli verranno letti i suoi diritti, prese le impronte digitali e probabilmente scattata anche una foto segnaletica. Secondo quanto anticipato dai suoi legali, l’ex presidente non sarà ammanettato. In aula, davanti al giudice, gli verranno notificate le accuse, circa un trentina, secondo le anticipazioni. Completata la procedura, il tycoon farà ritorno in Florida, dove in serata, dal suo resort di Mar-a-Lago, parlerà ai suoi sostenitori.
Manifestazioni davanti a procura Manhattan
La deputata repubblicana della Georgia, Marjorie Taylor Greene, si è unita alla folla di manifestanti pro Trump radunata davanti all’edificio della Procura di Manhattan, dove nelle prossime ore farà ingresso l’ex presidente. La ‘pasionaria’ trumpiana ha arringato la folla, mentre i colpi di tamburo e i fischi provenienti da una vicina contro-manifestazione cercavano di sovrastare la sua voce. Ieri il sindaco di New York, Eric Adams, si era rivolto direttamente a Greene, nel corso di una conferenza stampa, raccomandando alla deputata di avere “il migliore comportamento possibile” per evitare che le previste proteste potessero degenerare.
Trump vuole trasferire il caso a Staten Island
Donald Trump vorrebbe che il caso giudiziario per la vicenda del pagamento in nero alla pornoattrice Stormy Daniels sia trasferito dal tribunale di Manhattan alla vicina Staten Island. Sarebbe “un luogo giusto e sicuro per il processo”, ha scritto l’ex presidente sul suo social Truth, sottolineando che in alcune zone di Manhattan solamente “l’1%” degli elettori ha votato repubblicano. Il punto di Trump è che un’eventuale giuria, pescata tra i cittadini elettori di Manhattan, gli sarebbe sfavorevole, rispetto a Staten Island, dove nel 2020 raccolse il 57 percento dei voti, rispetto al 42 percento di Joe Biden. Trump ha anche rilanciato gli attacchi al giudice Juan Merchan, che presiederà l’udienza preliminare di oggi, sostenendo che la sua è una “ben nota famiglia di odiatori di Trump”. In realtà, gli stessi legali dell’ex presidente hanno affermato di non avere alcuna preoccupazione riguardo all’imparzialità di Merchan.

