Le autorità iraniane hanno diffuso le immagini della seconda esecuzione di una persona arrestata nell’ambito delle proteste anti-governative. Sono state pubblicate dall’agenzia di stampa Mizan, che fa capo alla magistratura del Paese. Nelle foto si vede l’uomo, Majidreza Rahnavard, appeso a una gru con mani e piedi legati e un sacco nero in testa. L’esecuzione è avvenuta lunedì mattina presto nella città iraniana di Mashhad. Nelle immagini si vedono membri delle forze di sicurezza a volto coperto che erano di guardia davanti a barriere di cemento e metallo che tenevano lontana la folla. Secondo Mizan, Rahnavard avrebbe accoltellato a morte due membri delle forze di sicurezza il 17 novembre a Mashhad e ne avrebbe feriti altri quattro.
Sempre secondo quanto riporta Mizan, Rahnavard è stato condannato dal Tribunale rivoluzionario di Mashhad. I tribunali sono stati criticati a livello internazionale perché non permettono alle persone sotto processo di scegliere i propri avvocati o di vedere le prove contro di loro. Rahnavard era stato condannato con l’accusa di ‘moharebeh’, una parola che in farsi significa ‘guerra contro Dio’. Questa accusa è stata rivolta ad altre persone nei decenni successivi alla Rivoluzione islamica del 1979 e comporta la pena di morte. Nelle immagini dell’esecuzione si vede uno striscione con un versetto del Corano che recita: “Sicuramente la ricompensa di coloro che muovono guerra ad Allah e al suo apostolo e cercano di provocare la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi o che vengano loro tagliate le mani e i piedi dai lati opposti, o che siano banditi dalla terra”.
Le esecuzioni condotte in pubblico con una gru sono state rare in Iran negli ultimi anni, ma il Paese ha usato lo stesso metodo di impiccagione per i disordini dopo le contestate elezioni presidenziali del 2009 e le proteste del Movimento verde che seguirono. In genere i condannati sono vivi quando la gru li solleva da terra appesi a una corda. In passato gli attivisti hanno esercitato pressioni sulle aziende che forniscono gru all’Iran, avvertendo che possono essere usate per le esecuzioni. La prima esecuzione nota di un manifestante in Iran risale all’8 dicembre, dunque il nuovo caso dimostra la velocità con cui l’Iran esegue le condanne a morte pronunciate per coloro che sono stati arrestati nel corso delle manifestazioni. Gli attivisti avvertono che almeno una decina di persone sono già state condannate a morte in udienze a porte chiuse.

