L'esercito di Zelensky guadagna terreno, i russi si ritirano da Kherson. Riconquistate zone intorno a Mykolaiv

Kiev guadagna terreno continuando a riconquistare territori nella guerra d’Ucraina, dopo l’annuncio della ritirata dei russi da Kherson. Riconquistati anche i territori intorno a Mykolaiv. Gli Stati Uniti acquisteranno proiettili d’artiglieria dalla Corea del Sud; i proiettili saranno poi destinati all’Ucraina. Lo riporta il Wall Street Journal che cita alcuni funzionari americani. Secondo quanto viene riferito dall’agenzia Ria Novosti – che riprende il Wall Street Journal – queste consegne di munizioni sono il risultato di un “accordo segreto” tra Washington e Seoul. I tempi non sono ancora chiari. In base alle fonti del Wall Street Journal gli Stati Uniti acquisteranno circa 100mila proiettili che dovrebbero essere sufficienti all’Ucraina ad andare avanti per alcune settimane.

La denuncia: “Russi depredano durante ritirata”

“Gli invasori russi continuano a depredare gli insediamenti dai quali si stanno ritirando. Il nemico sta anche cercando di danneggiare il più possibile le linee elettriche e altri elementi dei trasporti e delle infrastrutture critiche dell’oblast di Kherson”. Lo rende noto lo Stato maggiore delle forze armate ucraine sui social spiegando che “continua lo sgombero forzato dei residenti locali”. Nel villaggio di Zelenivka “il nemico ha proibito ai residenti di spostarsi all’interno dell’insediamento e sta ristrutturando il sistema delle linee difensive. A Tyahynka e Kozatsky, gli occupanti hanno minato strade ed elementi infrastrutturali”, si spiega.

È stato completato questa mattina alle 5, ora di Mosca, il ritiro delle truppe russe dalla riva occidentale del fiume Dnipro, nella regione di Kherson, in Ucraina. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa russo. Il ritiro, annunciato all’inizio della settimana segna un’altra battuta d’arresto per la guerra di Mosca in Ucraina. Tra le zone da cui si sono ritirati i soldati russi c’è anche la città di Kherson, unico capoluogo di regione conquistato dai russi negli 8 mesi di conflitto.

Attacco a Mykolaiv, 6 morti

È di almeno 6 morti a Mykolaiv, in Ucraina, il bilancio di un attacco russo che ha colpito un edificio residenziale di 5 piani. Lo riferisce il sindaco di Mykolaiv, Oleksandr Senkevich, precisando che il bilancio è aggiornato alle 10 ora locale, le 9 in Italia.

 

Mosca: “Kherson resta territorio russo”

La regione di Kherson è sancita dalla legge come soggetto della Federazione Russa e questo non può essere cambiato. È quanto ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, come riportato dall’agenzia di stampa russa Tass. Peskov non ha commentato la decisione di Mosca di ritirare le truppe dalla regione, reindirizzando tutte le domande sull’argomento al ministero della Difesa russo. Il portavoce del Cremlino ha però aggiunto che Mosca non si è mai “pentita” di aver annesso la regione di Kherson.

Distrutto ponte a Kherson

Il ponte Antonovsky, il principale ponte della città di Kherson usato dalle forze russe per spostarsi da una riva all’altra del fiume Dnipro, è stato distrutto. Lo riportano alcuni media ucraini, tra cui Unian e l’Ukraiska Pravda. In video circolati sui social si vede una parte del ponte crollata. Secondo alcune testimonianze, il ponte sarebbe stato fatto esplodere dai russi quando hanno lasciato la città. Il ponte Antonovsky era stato già bombardato dagli ucraini per rallentare l’avanzata russa.

Mosca: “Ritiro non è umiliazione”

Il ritiro delle truppe russe da Kherson non rappresenta un’umiliazione per la Russia e il presidente Vladimir Putin. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, come riporta Interfax. Alla domanda se il ritiro da Kherson non fosse umiliante per Putin, Peskov ha risposto con un secco “no”, aggiungendo che non c’è alcun rammarico per la cerimonia dello scorso 30 settembre relativa all’ammissione delle regioni ucraine alla Russia.

Oltre 30mila soldati russi su fiume Dnipro

Oltre 30mila soldati russi sono stati ri-posizionati sulla riva sinistra del fiume Dnipro dopo il ritiro da Kherson. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo, come riportano le agenzie russe. Il ministero della Difesa ha poi comunicato che anche tutto l’equipaggiamento militare è stato trasferito, e sulla riva destra del fiume non è stata lasciata alcun tipo di armamento.

Medvedev: “Tornerà tutto alla Russia, non fate gioire nemico”

“Il concetto di sovranità territoriale non è scomparso da nessuna parte nel nostro Paese. Tutto tornerà a casa. Alla Federazione Russa. L’allarmismo di tutte le persone premurose è abbastanza comprensibile, ma l’isteria no. Non date motivo di gioia al nemico vicino e lontano. Ricordategli sempre la grandezza del mondo russo”. Lo ha scritto su Telegram il vice-presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev dopo il ritiro delle truppe russe da Kherson.

Mosca: “Aperti a dialogo senza precondizioni”

La Russia rimane aperta al dialogo per i negoziati con l’Ucraina senza precondizioni. Lo ha detto il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov, come riporta Ria Novosti. “Posso solo confermare la posizione: siamo aperti al dialogo, senza precondizioni. Eravamo già pronti prima, ma Kiev, comandata dai suoi curatori occidentali, ha interrotto il dialogo. C’era un documento in fase di sviluppo, ma ora fa parte del passato. Quello che succede dopo non dipende da noi”, ha detto Ryabkov, rispondendo ad una domanda sulla possibilità che la Russia fosse pronta a condurre un dialogo con gli Stati Uniti sull’Ucraina. 

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