L'attesa è alta per un voto che promette di avere ripercussioni sul futuro dell'Unione europea e sulla risposta dell'Occidente alla guerra in Ucraina, mentre prosegue l'offensiva russa

Fiato sospeso per il secondo turno delle presidenziali francesi in cui si affronteranno il capo di Stato uscente, Emmanuel Macron e la leader del Rassemblement National Marine Le Pen. L’attesa è alta per un voto che promette di avere ripercussioni sul futuro dell’Unione europea e sulla risposta dell’Occidente alla guerra in Ucraina, mentre prosegue l’offensiva russa.

Secondo gli ultimi sondaggi pubblicati venerdì, prima del consueto silenzio elettorale, Macron avrebbe dai 6 ai 15 punti in più rispetto alla rivale. Ma le rilevazioni prevedono anche una forte astensione che potrebbe cambiare lo scenario. Non a caso Macron, nel suo ultimo giorno di campagna elettorale, ha lanciato un appello a votare, facendo riferimento al referendum sulla Brexit e alle elezioni Usa in cui vinse Donald Trump. Gli elettori non andarono a votare in quelle occasioni “pensando, che senso ha? Posso dirvi che se ne sono pentiti il giorno successivo”, ha detto il presidente uscente.

Macron e Le Pen si sono affrontati in un acceso dibattito mercoledì sera, che ha visto il leader di En Marche attaccare la rivale sulla dipendenza dalla Russia. La leader del Rassemblement National si è difesa, mostrando di aver imparato la lezione dopo la batosta presa nel precedente faccia a faccia, che contribuì alla sua sconfitta alle presidenziali del 2017.

Al primo turno, che si è tenuto il 10 aprile, Macron ha incassato il 27,8% dei voti, Le Pen il 23,1%. A poca distanza il candidato radicale Jean-Luc Melenchon arrivato al 22%. E proprio gli elettori di Melenchon potrebbero essere determinanti nella scelta del nuovo inquilino dell’Eliseo. Dopo il primo turno Melenchon ha chiesto di non dare un solo voto a Le Pen, ma i suoi sostenitori appaiono distanti anche da Macron. L’astensione già al primo turno è stata alta, oltre il 26%, un record dal 2002.

Le Pen ha incentrato la sua campagna elettorale in particolare sul problema del potere d’acquisto dei francesi, accusando Macron di aver impoverito i cittadini. Mentre il rivale ha paragonato il voto a un referendum sull’Europa e sui valori del Paese. Al centro dello scontro tra i due candidati il tema dell’Ucraina. Se Macron ha promesso ulteriore sostegno, militare ed economico, Le Pen si è mostrata scettica sulla fornitura di armi a Kiev, e si è detta contraria alle sanzioni su petrolio e gas russi. La leader vorrebbe anche ridimensionare il ruolo di Parigi nella Nato, ma, differentemente dal 2017, non propone più un referendum sull’uscita dall’Ue e dall’euro. Le Pen ha coltivato per anni legami con Mosca, ricevendo un prestito di 9 milioni di euro da una banca russa nel 2014 e incontrando Putin nel 2017.

Riguardo all’economia, Macron ha promesso la piena occupazione e l’aumento dell’età pensionabile da 62 a 65 anni. Le Pen vuole invece mantenere l’età di pensionamento a 62 anni e promette di tagliare le tasse sull’energia e sui beni essenziali. Tra le proposte più controverse di Le Pen c’è poi quella di una legge che vieti il velo nei luoghi pubblici. Nei territori d’oltremare, a causa del fuso orario, la votazione è iniziata già sabato. Mentre nella Francia continentale i seggi apriranno alle 8 e chiuderanno alla 20, quando usciranno i primi exit poll.

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