Il killer era noto alle forze di sicurezza per la sua radicalizzazione. Il fatto a Kongsberg, a circa 60 km da Oslo. Due feriti

A dieci anni dalla strage dell’estremista di destra Anders Behring Breivik che costò la vita a 77 persone, la Norvegia ripiomba nel terrore. Un uomo armato di arco e frecce ha preso di mira i passanti a Kongsberg, città a 66 chilometri a sud-ovest di Oslo. Il bilancio delle vittime è di almeno cinque morti e un agente di polizia colpito alla schiena. L’aggressore avrebbe agito da solo ed è stato fermato. E’ Espen Andersen Brathen, 37enne danese. Lo riporta il sito del media norvegese NRK.

L’uomo aveva già ricevuto l’anno scorso un ordine restrittivo di sei mesi dopo avere minacciato di uccidere un suo familiare. Brathen è anche stato condannato per furto con scasso e acquisto di piccole quantità di hashish nel 2012. Secondo diversi media norvegesi, l’uomo nel 2017 aveva pubblicato un video su YouTube nel quale aveva annunciato la sua conversione all’Islam definendosi, con toni minacciosi, un messaggero. YouTube ha rimosso il video.

Avrebbe colpito da un supermercato Coop Extra, per poi spostarsi in altre aree della città. La polizia è stata allertata per l’attacco intorno alle 18.30, sul posto sono intervenuti elicotteri, artificieri e reparti da Oslo e da altre zone della Norvegia. Si indaga sui motivi della strage, e non si esclude ch si sia trattato di un attacco terroristico. “Il tempo dirà che tipo di movente c’è stato per questa azione”, ha rimarcato la polizia. Aas ha riferito che c’è stato “uno scontro” tra gli agenti e l’aggressore. 

Eera già stato segnalato come radicalizzato. Lo riferisce la polizia norvegese. “In precedenza c’erano stati timori che l’uomo fosse radicalizzato”, ha detto il capo della polizia Ole B. Saeverud in conferenza stampa. 

Tornano gli echi del 22 luglio 2011, quando Breivik, 32 anni, compì un doppio attacco, facendo esplodere una bomba di 950 chilogrammi a Oslo vicino alla sede del governo che uccise otto persone, e altre 69 morirono sulla piccola isola di Utoya, a una quarantina di chilometri dalla capitale, dove era in corso un campo dei giovani laburisti. Breivik aprì il fuoco per oltre un’ora sui 600 partecipanti e la maggior parte delle vittime erano adolescenti. Arrestato il giorno stesso, Breivik è stato condannato a 21 anni di carcere e non ha mai smesso di rivendicare le sue opinioni estremiste, al punto di fare il saluto nazista davanti ai giudici e di giurare di “combattere” per il nazismo “fino alla morte”. Islamofobo e anti-marxista, Breivik in un manifesto pubblicato su Internet il giorno dei fatti raccontava di avere pianificato per anni il suo progetto e si presentava come un cristiano conservatore “esposto a decenni di indottrinamento multiculturale”. 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata