Intervista del leader russo alla vigilia del vertice con Biden a Ginevra. Mosca pronta a uno scambio di prigionieri con Washington

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha respinto con forza, bollandole come prive di fondamento, le accuse rivolte a Mosca per quanto riguarda gli attacchi informatici contro gli Stati Uniti. “Dove sono le prove? Dov’è la prova? Sta diventando una farsa”, ha detto Putin, in un’intervista alla Nbc, rilasciata poco prima del suo incontro con il presidente Usa, Joe Biden, a Ginevra. “Siamo stati accusati di ogni genere di cose, interferenze elettorali, attacchi informatici e così via e così via, e non una volta, non una sola volta, si sono presi la briga di produrre qualsiasi tipo di prova, solo accuse infondate”. Ad aprile, gli Stati Uniti hanno annunciato l’espulsione di 10 diplomatici russi e nuove sanzioni legate all’hackeraggio della società informatica SolarWinds.

Russia-Usa, Mosca apre a scambio di prigionieri

Dopo che il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, ha dichiarato che la sorte di due statunitensi incarcerati in Russia sarà in agenda nell’incontro tra i presidente Joe Biden e Vladimir Putin, quest’ultimo ha suggerito di essere aperto a un eventuale scambio di prigionieri. I due detenuti statunitensi sono l’ex marine Trevor Reed e l’imprenditore Paul Whelan. Il primo sconta 9 anni di detenzione per aver colpito un poliziotto russo nel 2019, accusa che l’ambasciata Usa in Russia ha definito “inconsistente”, e Putin in un’intervista a Nbc News ha descritto l’uomo come un “creatore di problemi”, un “ubriacone” che “ha fatto schifo a se stesso e ha iniziato una rissa”. Whelan è stato condannato lo scorso anno per spionaggio, accusa che lui nega, e condannato a 16 anni di prigione.

 

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