Il presidente Usa vorrebbe nel comunicato finale una denuncia contro i lavori forzati imposti da Pechino alle minoranze etniche

Nell’ambito del G7 in Cornovaglia gli Stati Uniti hanno in programma di spingere gli alleati a incalzare pubblicamente la Cina contro le pratiche di lavori forzati. Secondo la Casa Bianca, il presidente Usa Joe Biden vuole che i leader del G7 si esprimano a una sola voce contro i lavori forzati che prendono di mira gli uiguri musulmani e altre minoranze etniche. I leader sveleranno inoltre un piano di infrastrutture chiamato ‘Build Back Better for the World’ mirato a competere con gli sforzi di Pechino nel mondo in via di sviluppo. La proposta provocatoria – spiegano due fonti dell’amministrazione Usa – rientra nella campagna di Biden per provare a ottenere che i partner del G7 presentino un fronte più unitario per concorrere economicamente con la Cina nel secolo a venire.

I dubbi degli alleati europei

Biden spera che la denuncia dei lavori forzati in Cina come “affronto alla dignità umana” rientri nel comunicato congiunto di fine summit, ma alcuni alleati europei sono riluttanti all’ipotesi di una frattura così netta con Pechino. Se i leader decideranno di fare o meno questo passo potrebbe restare non chiaro finché il summit di tre giorni si concluderà domani.

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