L'oppositore russo era rientrato dopo il lungo periodo di convalescenza a Berlino

Alexei Navalny è stato arrestato al controllo passaporti dell’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, dove l’aereo sul quale viaggiava era atterrato poco fa. Lo riporta il Moscow Times, aggiungendo che al suo avvocato non è stato consentito raggiungerlo.

Poco prima, dopo essere arrivato nel terminal dell’aeroporto, Navalny aveva detto ai giornalisti di sentirsi “assolutamente felice” e aveva definito oggi “il miglior giorno dei miei ultimi cinque mesi”. L’oppositore aveva inoltre criticato le autorità per avere deviato l’aereo facendolo atterrare nell’aeroporto Sheremetyevo e non nello scalo di Vnukovo dove l’atterraggio era inizialmente previsto. Si era poi scusato con gli altri passeggeri per questo inconveniente e aveva ripetuto quanto già detto alla partenza a Berlino, cioè che non temeva l’arresto perché non ha fatto niente di illegale.

Il servizio penitenziario russo (Fsin) ha confermato l’arresto di Navalny dopo il suo rientro dalla Germania, dicendo che è accusato di numerose violazioni della libertà condizionale e delle condizioni di una pena detentiva sospesa. Navalny – ha fatto sapere il sistema penitenziario – resterà in custodia finché una Corte non deciderà sul suo caso. Precedentemente il Fsin aveva riferito che per Navalny il fatto di stare fuori dal Paese (era in Germania per curarsi a seguito dell’avvelenamento di agosto con un gas nervino di cui accusa il Cremlino) aveva violato le condizioni previste da una pena sospesa del 2014 a suo carico per appropriazione indebita.

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