I leader non trovano l'intesa sulla scelta del presidente della Commissione e sugli altri ruoli chiave. Tutto rimandato a un vertice del 30 giugno. Il premier: "Situazione di stallo. Diversi criteri in gioco"

Fumata nera nella notte al Consiglio Europeo di Bruxelles per le nomine per i posti di vertice dell'Unione Europea uscita dalle elezioni del 26 maggio. Come era facile pronosticare, fino ad ora si è assistito all'affondamento reciproco dei candidati alla presidenza della Commissione da parte dei vari gruppi e dalle alleanze tra nazioni. Ma per il nostro premier Giuseppe Conte c'è anche il tema della procedura d'inflazione da evitare. Nella notte, c'è stato un lungo faccia a faccia con il presidente francese Macron: "Lavorerò fino all'ultimo per evitare la procedura" che, secondo Conte è frutto di regole superate e figlia di una commissione che, comunque, è alla fine del suo cammino e, fra qualche mese verrà sostituita.

Le nomine – Quanto sia difficile sostituire la Commissione, lo si è visto da come sono già stati quasi spazzati via diversi candidati: dal popolare tedesco Manfred Weber che non piace ai francesi i quali, sul "no" a  Weber, hanno trovato alleati tra gli spagnoli e, in generale, tra i socialisti europei che continuano a puntare su Timmermans. In lizza c'è anche il francese Michel Barnier che è stato il capo negoziatore europeo sulla Brexit e che, in questo ruolo si è fatto apprezzare un po' da tutti. Ma, a questo punto, è facile che ci pensino i tedeschi a farlo fuori. "Ha un difetto – ha fatto notare lo stesso Conte – E' francese". 

Così, come spesso accade in queste situazioni, mentre cadono i candidati dei grandi Paesi, si cercano personaggi meno ingombranti e più "neutri". Come la croata Kolinda Grabar o il liberale belga Michel. Ma ci vorrrà altro tempo e i leader europei si riuniranno di nuovo il 30 giugno per discutere delle nomine europee. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk convocando un nuovo summit europeo. "Nessun candidato ha ottenuto la maggioranza", ha detto Tusk  – Il Consiglio europeo ha convenuto sulla necessità di un pacchetto che rifletta la diversità dell'Ue".

Nella conferenza stampa, in tarda mattinata, a Bruxelles, Conte ha detto che un accordo sulle nomine "non c'è ancora". E' auspicabile una logica di pacchetto, ha detto Conte. I criteri in gioco sono diversi: uno è quello dei candidati presentati dagli schieramenti politici (Spitzenkandidat).  Il criterio, che Conte non giudica negativamente, "è andato in stallo e non riesce a decollare". Per Conte, però, non può essere l'unico: "c'è il criterio di genere, quello geografico, quello di equilibrio tra Paesi grandi e piccoli". Nella situazione attuale, ha detto Conte, possiamo non dare la priorità al criterio delle affiliazioni politiche. "Questa situazione in cui si può provare a combinare diversi criteri è favorevole all'Italia". Conte ha anche ricordato che prima bisogna nominare il presidente del Consiglio Europeo che ha bisogno di maggioranze qualificate (almeno 21 stati e il 65% della popolazione) e, poi, una volta ottenuta la maggioranza assoluta in Parlamento, le nomine spettano a lui ovviamente tenendo conto delle indicazioni che verranno d Paesi e forze politiche. 

La procedura – "Fino all'ultimo". Così ha dichiarato il premier italiano Giuseppe Conte al termine del Consiglio Europeo rispondendo a chi gli chiedeva se rimanesse convinto di poter evitare la procedura di infrazione per debito eccessivo. "Faremo, per quanto mi riguarda, tutti gli sforzi possibili per evitare la procedura", ha aggiunto. Per il presidente del Consiglio l'unico margine di manovra del governo italiano è l'assestamento: "Dobbiamo lavorare su questo perché è ingiusto che ci venga richiesto altro. I margini sono quelli dell'assestamento. Le richieste (della Commissione) non sono secondo me accettabili". La situazione, ha ammesso tuttavia Conte, resta "molto difficile" perché "abbiamo una Commissione che sta andando via. E non è detto che giochi a nostro favore". Normalmente negli ultimi mesi c'è un certo fair play, ha sottolineato Conte, ma il "clima è quello che un certo fair play non venga compreso".

Nella successiva conferenza stampa Conte ha risposto così a una domanda sulla procedura d'infrazione: "C'è un negoziato sulla procedura di infrazione che non può che avvenire in termini assolutamente confidenziali. Siamo il governo del cambiamento, cerco di pubblicare tutto, ma i termini del negoziato non possono che rimanere riservati per non pregiudicare gli interessi dell'Italia. Vi invito a non isolare singole considerazioni – ha aggiunto – è un negoziato molto difficile, complesso, nessuno ha mai detto che ci fosse una strada spianata, anzi mi sono anche meravigliato che mentre da parte della pubblica opinione a fine anno ci fosse una particolare sensibilità oggi sembra diverso". Poi il premier ha spiegato che "ci sono le regole e noi trattiamo all'interno delle regole vigenti".

Molto meno diplomatico Matteo Salvini: "Conte è lì a trattare su un binario indicato da Parlamento. Evitare l'infrazione è obiettivo di tutti. Ma non a tutti i costi". "Mi rifiuto di pensare – ha aggiunto il leghista – che uno dei Paesi che paga di più nell'Unione europea sia sanzionato come l'ultimo della classe, per aver rispettato regole europee che ci stanno portando la disoccupazione, la precarietà e debito. Questa ipotesi non la prendo nemmeno in considerazione. E se si verificasse sarebbe evidentemente un attacco politico basato su antipatia politica e non sui numeri".

La riforma della Ue – "Non ho mai sottoscritto nessun emendamento o modifica a trattati sfavorevole all'Italia e non lo farò mai", ha dichiarato ancora Conte. "Il parlamento italiano ha proposto una risoluzione su cui io ho dato parere favorevole e ci impone di valutare tutti i progetti di riforma ma di riservarci una valutazione solo all'esito del progetto complessivo, una volta definito in tutti i dettagli. Oggi all'Eurosummit ne abbiamo parlato: ho bloccato la conversazione, ho chiarito a tutti e ho detto che considero i tre progetti di riforma più significativi come l'uno collegato all'altro, perché è chiaro che quando si concede qualcosa si deve anche dare qualcosa", ha aggiunto. "Per quanto riguarda il common backstop, non ha senso in questo momento isolare la discussione, detto così non ha senso dire se è vantaggioso o meno. Domani è una linea di credito di cui potremmo beneficiare".

"A me interessa che ci sia un approccio costruttivo da parte di tutte le parti intorno al tavolo. Io sono sicuro del mio approccio costruttivo, confido in quello degli altri. E' la base per lavorare a una soluzione nell'interesse di tutti, perché l'interesse dell'Italia è interesse di tutti". 

Draghi – "Oggi Draghi ha partecipato all'Eurosummit e ha ricevuto gli applausi di tutti quanti – ha raccontato Conte -Questo mi ha reso orgoglioso come italiano, sono otto anni di presidenza che ha detta di tutti sono stati segnati da una leadership anche in momenti particolarmente difficili. Nessuno dimentica 'Whatever it takes'".

 

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