Brexit, la Camera approva una norma che impedisce il “no deal”

Brexit, la Camera approva una norma che impedisce il “no deal”

Passa per un solo voto (313-312) un provvedimento della laburista Yvette Cooper in base al quale, la premier, di fronte all'ipotesi del "no deal" dovrebbe chiedere una proroga. Pare che Theresa May intenda chiedere altri 9 mesi di tempo alla Ue

Ieri a tarda sera, il Parlamento britannico (Camera dei Comuni)  ha approvato una norma che impedisce la Brexit senza accordo. Il provvedimento nato dall'iniziativa della laburista Yvette Cooper è passato di uno solo voto (313-312).e adesso dovrà andare alla Camera dei Lord proprio oggi. Prevede che Theresa May sia obbligata a chiedere una proroga anche lunga alla Ue piuttosto che trovarsi costretta a una Brexit no deal. Yvette Cooper ha spiegato che il provedimento serve a scongiurare "un'uscita caotica" e "dannosa" della Gran Bretagna dalla Ue. 

Il governo ha espresso la sua "delusione" attraverso un portavoce. "Il primo ministro ha già definito un processo chiaro attraverso il quale possiamo lasciare l'Unione europea con un accordo e ci siamo già impegnati a chiedere una nuova scadenza", ha aggiunto il portavoce, criticando la natura vincolante di questa proposta. legge. Ma, a quanto si sa, alla fine la norma approvata dal Parlamento  coinciderebbe con l'intenzione della premier britannica di chiedere alla Ue altri 9 mesi di tempo. Theresa May, che ieri ha visto il leader laburista Jeremy Corbyn (il quale si è detto piuttosto soddisfatto anche se non è stata raggiunta alcuna intesa), dovrà ora vedersela con la fronda interna al suo partito: 5 ministri e 10 sottosegretari sarebbero già pronti a dimettersi.

Il provvedimento approvato ha avuto un iter accelerato che ha anche suscitato qualche polemica tra i conservatori più legati alla Brexit e decisi ad averla anche a costo del "no deal". Il voto ha fatto infuriare i più accesi sostenitori della Brexit, pronti a rompere con l'UE, anche senza un accordo. L'eurodeputato euroscettico conservatore Mark Francois ha denunciato "uno scandalo costituzionale". "Perdonali, non sanno quello che stanno facendo", ha aggiunto, citando la Bibbia. 

May-Corbyn – I colloqui sulla Brexit con Theresa May sono andati "molto bene". È quanto ha detto il leader Labour, Jeremy Corbyn, parlando con il Daily Mirror al termine dell'incontro con la premier britannica, durato oltre due ore e avvenuto nell'ufficio della prima ministra alla Camera dei Comuni. Corbyn ha aggiunto che i due si incontreranno presto di nuovo anche,se, più tardi, quasi a stemperare gli entusiami, ha fatto sapere che l'incontro è stato "utile ma non cocnclusivo" e "non è stato raggiunto alcun accordo". Ai colloqui hanno partecipato anche: dalla parte del governo il ministro per la Brexit Steve Barclay, il capogruppo dei conservatori Julian Smith e alti collaboratori di Downing Street; e dalla parte di Corbyn, il ministro ombra per la Brexit Keir Starmer, quella per gli Affari Rebecca Long Bailey e il capogruppo Labour Nick Brown.

L'opinione del leader Labour è condivisa anche dalla premier. Un portavoce di Downing Street ha dichiarato che i colloqui sono stati "costruttivi" ed "entrambe le parti hanno mostrato flessibilità e un impegno a porre fine all'attuale incertezza della Brexit", aggiungendo che è stato "concordato un programma di lavoro" che protegga posti di lavoro e sicurezza.

Oggi, dunque, May e Corbyn continueranno il loro faccia a faccia, ma non sarà facile trovare soluzioni anche perché queste due personalità hanno finora mostrato posizioni diametralmente opposte sulla Brexit, regolarmente scaricate nella Camera dei Comuni. La premier difende l'uscita dal mercato unico e dall'unione doganale per porre fine alla libertà di circolazione delle persone e affinché il Regno Unito possa condurre la propria politica commerciale. Corbyn vuole una stretta unione doganale e ha votato per mantenere il mercato unico ancora lunedì.

Corbyn ha anche detto di aver discusso con Theresa May l'idea di un referendum "per impedire un'uscita senza accordo o con un pessimo accordo". Il tentativo di dialogo  ha suscitato l'ira della maggioranza dei deputati conservatori che vogliono una rottura netta con l'UE e temono che questo aprirà le porte a un cosiddetto divorzio "soft" e che, di fatto, finiscano per restare in piedi troppi legami con la struttura comunitaria.

L'Unione europea ha sottolineato, attraverso il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, che làvorerà "fino all'ultimo momento" per evitare il divorzio senza un accordo e la cancelliera tedesca Angela Merkel ha promesso di "combattere fino alla fine" per evitare questo scenario.

 

 

 

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