Bruxelles (Belgio), 18 dic. (LaPresse) – “Aprire subito canali legali per proteggere le persone”. E’ l’appello lanciato dal presidente della Croce rossa italiana Francesco Rocca, vicepresidente della Federazione internazionale, in occasione della giornata mondiale per i migranti, mentre a Bruxelles è in corso il Consiglio Ue, dedicato in buona parte proprio alla questione dei migranti, con la decisione di detenere i migranti negli hotspot e l’ipotesi di creare una polizia di frontiera comunitaria. “Non è servito a niente – sottolinea Rocca – essere scampati alle bombe, aver attraversato il deserto, essersi sottomessi a violenze e soprusi, se poi si rischia di venir bloccati dalla miopia di chi può fare veramente qualcosa e invece alza i muri. L’Europa non dovrebbe sottoporre esseri umani a una continua roulette russa. Proteggiamo le persone e non i confini”.

“Le scarse opportunità di emigrare in modo sicuro e legale – spiega l’organizzazione umanitaria – costringono molte persone a ricorrere ai servizi degli scafisti e a intraprendere viaggi pericolosi per mare o per terra”. In Italia attualmente, in effetti, una modalità di ingresso legale sostanzialmente non esiste, se non legata ai ricongiungimenti familiari. Si entra illegalmente e si attende una delle periodiche sanatorie (in cui essere illegalmente in Italia da molto tempo avvantaggia nell’ottenimento del permesso e rappresenta perciò un titolo di merito). Anche il decreto flussi rappresenta una sanatoria mascherata, dal momento che prevede la chiamata diretta di un datore di lavoro verso un migrante che si deve trovare all’estero e quello che succede in genere è che lavoratori in nero già in Italia aderiscono e, dopo aver ottenuto l’ok, tornano al Paese e rientrano.

“Come in una normale evoluzione della specie, solo i più forti ce la fanno anche se oggi pure quelli sono condannati”, sottolinea Rocca.

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