Londra (Regno Unito), 7 lug. (LaPresse/Reuters) – Ricorre oggi il decimo anniversario degli attentati ai trasporti pubblici di Londra. Esattamente 10 anni fa, il 7 luglio del 2005, diversi attacchi bomba colpivano bus e metropolitana londinesi, i primi attacchi kamikaze di estremisti islamici nell’Europa occidentale, in cui morirono 56 persone. Il Regno Unito oggi si fermerà per ricordare, osservando un minuto di silenzio alle 11.30 ora locale (le 12.30 in Italia) e con diverse cerimonie, che giungono in un momento in cui il Paese è ancora scosso dall’attacco di venerdì 26 giugno in Tunisia, a Sousse, di cui 30 delle 38 vittime erono britanniche. Parenti delle vittime, sopravvissuti e politici parteciperanno a cerimonie commemorative: il premier David Cameron deporrà una corona di fiori al memoriale del 7 luglio a Hyde Park e poi si unirà alla messa alla cattedrale di St Paul. Un’altra cerimonia, per sopravvissuti e parenti delle vittime, si terrà al memoriale degli attentati, e vi parteciperà anche il principe William.
Oggi il Paese si riunisce insieme per ricordare le vittime di una delle atrocità terroristiche con più vittime sul suolo britannico”, ha detto Cameron. “A 10 anni dagli attacchi di Londra del 7/7, la minaccia del terrorismo continua a essere tanto reale quanto mortale, e l’omicidio di 30 innocenti britannici mentre erano in vacanze in Tunisia ce lo ricorda in modo brutale. Ma non ci faremo mai intimidire dal terrorismo”, ha aggiunto il premier.
Dieci anni fa, nell’ora di punta del 7 luglio, quattro giovani britanici musulmani ispirati ad al-Qaeda fecero esplodere su tre treni della metropolitana e un bus gli ordigini artigianali che nascondevano negli zaini. Il bilancio fu di 52 morti e circa 700 feriti e fra le vittime c’erano cittadini di Poonia, Israele, Australia, Francia, Italia, Afghanistan, Nigeria, Nuova Zelanda e un vietnamita-americano. Nel Regno Unito c’è attualmente il secondo livello di allerta in ordine di gravità, il che significa che un attacco dei militanti è ritenuto altamente probabile, pricipalmente a causa del pericolo posto secondo le autorità dai combattenti dello Stato islamico (ex Isil o Isis) e dai britannici che si sono uniti al gruppo terroristico.
Fonte Reuters – Traduzione LaPresse

