Pristina (Kosovo), 4 nov. (LaPresse/AP) – I risultati delle elezioni municipali nel nord del Kosovo dovrebbero restare validi, nonostante la bassa affluenza tra la comunità serba e le violenze avvenute in un seggio nella città di Mitrovica. Lo ha detto il primo ministro kosovaro Hashim Thaci, insistendo che le zone settentrionali abitate principalmente da serbi, che finora avevano respinto l’autorità di Pristina, hanno ora “rappresentanti legittimi”, nonostante le autorità elettorali non abbiano ancora deciso se conteggiare i voti espressi nella regione. Un gruppo di uomini con il volto coperto ha attaccato ieri un seggio di Mitrovica, portando alla sua chiusura e all’evacuazione degli osservatori internazionali. La partecipazione della minoranza serba alle elezioni municipali era uno dei punti chiave dell’accordo tra la Serbia e il Kosovo, promosso dall’Unione europea e mirato a risolvere le divergenze tra i due Paesi. Il Kosovo dichiarò l’indipendenza unilateralmente nel 2008, ma Belgrado non ha mai accettato la separazione dell’ex provincia.

“Nonostante il ricatto o atti isolati, i cittadini nel nord hanno deciso di far parte della corsa elettorale, del voto, della vita democratica”, ha affermato Thaci, aggiungendo che prima dell’attacco a Mitrovica l’affluenza nel nord del Paese aveva raggiunto il 22%. Nel resto del Kosovo i serbi sono accorsi alle urne e in alcune zone è stata raggiunta un’affluenza record del 50%. Secondo il premier, un numero sufficiente di serbi ha espresso il voto per dare voce alla minoranza. Il portavoce dell’Osce in Kosovo, Nikola Gaon, ha fatto sapere che i materiali elettorali da tre municipalità nel nord sono stati consegnati alle autorità kosovare. I voti espressi nella zona nord di Mitrovica, ha aggiunto, sono però rimasti danneggiati. “A causa dell’attacco – ha spiegato Gaon – non siamo riusciti a proteggere questi materiali e a prenderli in custodia”. L’Osce ha fornito supporto tecnico durante le elezioni. Per il momento i voti espressi nel resto del nord del Kosovo non sono stati conteggiati, in attesa che venga raggiunta una decisione ufficiale riguardo alle schede danneggiate a Mitrovica.

Secondo gli osservatori, dietro l’attacco al seggio di Mitrovica ci sarebbero radicali serbi che cercavano di intimidire i membri della minoranza che volevano partecipare alle elezioni. Ieri un giornalista di AP ha visto serbi che si riunivano davanti ai seggi nella città per dissuadere altri concittadini pronti a votare. Nelle zone a maggioranza serba erano inoltre stati appesi manifesti in cui la partecipazione alle elezioni era descritta come un tradimento.

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