Siria, Obama: Con Congresso saremo più efficaci e più forti

Siria, Obama: Con Congresso saremo più efficaci e più forti

San Pietroburgo (Russia), 6 set. (LaPresse/AP) – “Saremo più efficaci e più forti” se il Congresso autorizzerà l’intervento in Siria. Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, parlando al G20 di San Pietroburgo in conferenza stampa. Il presidente Usa capisce lo scetticismo del popolo americano per quanto riguarda un intervento militare in Siria, ma è fiducioso di poter convincere gli americani che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Bashar Assad richiede una risposta militare. Devo convincere la nazione, ha affermato Obama nel corso della conferenza stampa a San Pietroburgo, in Russia, che la risposta sarebbe “limitata e proporzionale”, e che mirerebbe a difendere le norme internazionali. Le esperienze degli Stati Uniti in Iraq e un decennio di guerra, ha riconosciuto Obama, hanno reso il popolo americano diffidente, e questo rigurda in modo particolare i sostenitori del partito democratico. “Credo – ha aggiunto – che i miei elettori vogliono che presenti le mie migliori valutazioni. È per questo che mi hanno eletto ed è per questo che mi hanno rieletto”.

INCORAGGIATO. Il presidente Usa Barack Obama si è detto incoraggiato dai colloqui intrattenuti con i leader del G20 a proposito della situazione in Siria. Ha dichiarato che c’è crescente riconoscimento del fatto che il mondo non può stare a guardare le violenze, a seguito dell’attacco con armi chimiche vicino a Damasco, che ha detto essere stato commesso dal regime di Bashar Assad. I leader di Europa, Asia e Medioriente, ha detto, concordano sulla necessità che le norme internazionali contro l’uso delle armi chimiche debbano essere rispettate.

L’INCONTRO CON PUTIN. “Con Putin abbiamo parlato di Siria, non di Edward Snowden se non quando io ho detto che in proposito abbiamo interesse comune. Gli ho detto che non mi aspetto di essere d’accordo sul tema delle armi chimiche, anche se è possibile che dopo la relazione degli ispettori Onu gli sia più difficile mantenere la sua posizione, ma gli ho detto che entrambi siamo d’accordo su fatto che il conflitto sottostante si può risolvere solo tramite la transizione politica, come previsto dalla conferenza di Ginevra”. Il presidente degli Usa ha aggiunto che “Dobbiamo andare avanti anche se alcuni Paesi non sono d’accordo sulla questione delle armi chimiche. Ci sono milioni di sfollati, milioni di bambini disperati e la situazione sta peggiorando, questo non è nell’interesse di nessuno, degli Usa, della Russia e dei Paesi della regione”, ha aggiunto.

LA DISCUSSIONE DI IERI. Nella discussione di ieri sera con i leader del G20, era “unanime la posizione sul fatto che armi chimiche sono state usate in Siria e la maggioranza della sala era a suo agio con la nostra conclusione sul fatto che Assad sia responsabile”.

LE DIVISIONI. “La divisione (tra i leader del G20 sull’intervento in Siria, ndr) riguarda l’Onu: ci sono leader che per motivi di principio sono convinti che l’intervento militare debba avvenire sotto il Consiglio di sicurezza Onu, altri, tra cui io, secondo cui vista la paralisi nel Consiglio se vogliamo fare sul serio ad applicare il bando alle armi chimiche serve una risposta internazionale che non può arrivare tramite il Consiglio di sicurezza”.

IO ELETTO PER METTERE FINE ALLE GUERRE. In Siria “più di 1.400 persone sono state gassate, oltre 400 erano bambini: non cerchiamo una scusa per l’intervento militare. Sono stato eletto per mettere fine alle guerre e non per avviarle, (…) ma ci sono momenti in cui fare scelte difficili, e ora è una di quelle volte”.

MARTEDI’ PARLERO’ AL POPOLO “Martedì mi rivolgerò al popolo americano” in merito alla situazione in Siria. “Il mondo in cui viviamo – ha aggiunto Obama – non può tollerare questo comportamento. Ho fiducia che se sceglieremo con saggezza, potremo affrontare sfide di questo momento”.

IL CONSIGLIO DI SICUREZZA. “Se usiamo il Consiglio di sicurezza Onu come strumento non per applicare le norme internazionali, ma come barriera, allora si comincia essere scettici su questo sistema”. Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, parlando al G20 di San Pietroburgo in conferenza stampa. “A volte è piu facile razionalizzare che fare scelte difficili, questo non conviene”, ha aggiunto.

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