San Francisco (California, Usa), 8 lug. (LaPresse/AP) – Sono due studentesse cinesi di 16 anni, le vittime dell’incidente aereo di ieri sera all’aeroporto di San Francisco, dove un Boeing 777 della compagnia sudcoreana Asiana Airlines si è schiantato in fase di atterraggio. L’aereo ha sbattuto sulla pista e ha preso fuoco, costringendo molte persone a scappare dagli scivoli gonfiabili di emergenza mentre le fiamme si diffondevano sul velivolo. La dinamica non è però ancora del tutto chiara. Intanto, mentre le indagini sono ancora a uno stadio iniziale, sono state ritrovate le scatole nere ed emergono diversi dettagli. Per esempio che uno degli strumenti usati per aiutare i piloti nell’atterraggio, il cosiddetto glide slope che è situato a terra, a San Francisco era fuori servizio da giugno. I feriti sono 182 e almeno due di loro resteranno paralizzati.

MORTE DUE 16ENNI CINESI, 182 FERITI. Le vittime erano due studentesse cinesi di 16 anni, che frequentavano la scuola media. La televisione di Stato cinese China Central Television le ha identificate come Ye Mengyuan e Wang Linjia. I feriti sono invece 182 e 53 di loro sono stati curati al San Francisco General Hospital. Un medico dell’ospedale ha fatto sapere che due dei feriti resteranno paralizzati e 19 persone restano ancora ricoverate, sei delle quali in condizioni critiche e tra loro c’è un bambino.

CHI C’ERA SULL’AEREO. A bordo dell’aereo si trovavano in totale 307 persone, cioè 291 passeggeri e 16 membri dell’equipaggio, di cui quattro piloti. I piloti erano in attività a turno a due a due, ha fatto sapere il ministero dei Trasporti di Seul, precisando che al momento dell’incidente il velivolo era pilotato da Lee Jeong-min e Lee Gang-guk. Trenta dei passeggeri erano bambini. Il governo sudcoreano ha fornito le nazionalità di provenienza dei passeggeri: 141 dalla Cina, 77 dalla Corea del Sud, 61 dagli Stati Uniti, tre dal Canada, tre dall’India, uno dal Giappone, uno dal Vietnam e uno dalla Francia, mentre restano ignote le nazionalità dei restanti tre passeggeri. Dei 141 cinesi a bordo, almeno 70 erano studenti e insegnanti cinesi, che si stavano recando in campi estivi.

CAUSE ANCORA IGNOTE, MA NON GUASTO MOTORE. Le cause dell’incidente sono ancora ignote e il presidente di Asiana Airlines, Yoon Young-doo, ha dichiarato che ci vorrà del tempo per stabilirle. Parlando in conferenza stampa, però, Yoon Young-doo ha escluso la possibilità di un guasto al motore o di problemi meccanici. L’aereo era stato costruito nel 2006 e acquistato dalla compagnia nello stesso anno. Asiana Airlines ha sede a Seul, in Corea del Sud, ed è la seconda compagnia aerea sudcoreana per dimensioni dopo Korean Air.

RECUPERATE SCATOLE NERE, IN CORSO INDAGINE FEDERALE. Le scatole nere sono state recuperate e inviate a Washington per avviare le analisi, nella speranza che aiutino a ricostruire i momenti immediatamente precedenti all’incidente. Gli inquirenti hanno fatto sapere inoltre che hanno intenzione anche di interrogare piloti, membri dell’equipaggio e passeggeri. Ieri subito dopo l’incidente è stata avviata un’indagine federale, che sarà condotta dal National Transportation Safety Board (Ntsb), l’agenzia governativa degli Stati Uniti che si occupa di indagare sugli incidenti aerei. Il Ntsb ha inviato un team sul posto guidato da Deborah Hersman, presidente dell’agenzia.

UNO DEGLI STRUMENTI A TERRA ERA INATTIVO. È stata la stessa Hersman ha rivelare un altro dettaglio dell’incidente: uno degli strumenti usati per aiutare i piloti nell’atterraggio, il cosiddetto glide slope che è situato a terra, a San Francisco era fuori servizio da giugno. Parlando nel corso del programma ‘Face the nation’ sul canale Cbs, Hersman ha detto che gli investigatori federali valuteranno che ruolo possa avere avuto nell’incidente questo elemento, sottolineando comunque che ai piloti era stato inviato un avvertimento che il glide slope non era disponibile e aggiungendo che erano in funzione molti altri strumenti per aiutare i piloti nell’atterraggio.

FORSE ATTERRAGGIO TROPPO LENTO E URTATO ARGINE. Basandosi sulle prime testimonianze dell’incidente Mike Barr, ex pilota militare e investigatore che insegna sicurezza dell’aviazione all’università della California del Sud, ha elaborato una propria ipotesi. L’incidente potrebbe essere stato dovuto a un avvicinamento troppo lento alla pista, durante il quale l’aereo potrebbe avere urtato un argine che si trova al termine della pista stessa. Lo scalo di San Francisco è uno degli aeroporti degli Stati Uniti che ha dei muretti al termine delle piste per evitare che gli aerei in arrivo finiscano in acqua. Dal momento che il volo stava per atterrare il carrello di atterraggio poteva già essere fuori, spiega Barr, aggiungendo che è possibile che il carrello o la coda abbiano colpito il muretto. Se fosse successo questo, effettivamente avrebbe fatto sbattere l’aereo sulla pista, prosegue l’esperto. Inoltre alcuni testimoni hanno riferito di avere sentito che i motori dell’aereo andavano su di giri poco prima dello schianto e Barr dice che questo sarebbe compatibile con l’ipotesi che il pilota abbia realizzato che l’aereo stava procedendo troppo lentamente e abbia provato ad accelerare nel tentativo di aumentare l’altitudine. Barr spiega che non riesce a trovare nessuna ragione per la quale un aereo dovrebbe arrivare a terra così lentamente.

I PRECEDENTI. Il peggiore incidente che in passato aveva coinvolto un Boeing 777 era quello avvenuto il 17 gennaio del 2008 all’aeroporto Heathrow di Londra, dove un volo di British Airways fece un brusco atterraggio e finì fuori pista. In quel caso non ci furono morti, ma si registrarono 47 feriti. L’ultimo grande incidente di un aereo passeggeri negli Stati Uniti risale invece al 2001, quando un Airbus A300 di American Airlines si schiantò in fase di decollo dall’aeroporto Jfk di New York. Da allora si sono verificati incidenti di aerei più piccoli, l’ultimo dei quali il 12 febbraio 2009 quando un volo Continental Express operato da Colgan Air si schiantò su una casa vicino Buffalo e morirono 49 persone a bordo e un uomo che si trovava nell’abitazione.

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