Ungheria, Orban a Congresso ebraico: No anti-semitismo. Ma tace su Jobbik

Ungheria, Orban a Congresso ebraico: No anti-semitismo. Ma tace su Jobbik

Budapest (Ungheria), 5 mag. (LaPresse/AP) – Il governo ungherese dichiara “tolleranza zero” verso gli episodi di anti-semitismo. Lo ha detto il primo ministro Viktor Orban, aprendo i lavori del Congresso ebraico mondiale, a Budapest. Nel suo discorso il premier ha ammesso che l’anti-semitismo sta crescendo in Ungheria e in tutta Europa, a suo avviso anche a causa della crisi economica. Ma esso, ha aggiunto, “è inaccettabile e non può essere tollerato”. È dovere morale” del governo “dichiarare tolleranza zero verso l’anti-semistismo”, ha detto Orban, davanti alla platea di 600 delegati.

Nonostante gran parte dei presenti abbiano applaudito ad alcuni passaggi del discorso del premier, il Congresso ha anche espresso dispiacere per il fatto che Orban non abbia parlato in modo specifico del partito estremista Jobbik, più volte protagonista con i suoi parlamentari di insulti ed episodi anti-semiti. “Il primo ministro – si legge in una nota del Congresso – non affronta la vera natura del problema, la minaccia posta dagli anti-semiti in generale e dal partito di estrema destra Jobbik in particolare. Ci dispiace che il signor Orban non abbia fatto riferimento ad alcun incidente anti-semita o razzista nel Paese, e non abbia fornito rassicurazioni sufficienti del fatto che una chiara linea è stata tracciata tra il suo governo e la frangia di estrema destra”. Al voto del 2010, Jobbik ha ottenuto quasi il 17% delle preferenze.

A puntare il dito in particolare contro il partito Jobbik è stato Ronald Lauder, presidente del Congresso, che aveva chiesto a Orban di esprimersi in merito. “Attraverso il suo anti-semitismo, la sua ostilità ai rom e le sue farneticazioni paranoiche – ha detto Lauder, i cui nonni materni sono nati nati proprio in Ungheria – Jobbik sta trascinando il buon nome dell’Ungheria nel fango. Gli ebrei ungheresi hanno bisogno che lei (Orban, ndr) prenda una posizione ferma e decisa”. Durante l’Olocausto, circa 550mila ebrei ungheresi persero la vita. Attualmente in Ungheria, che ospita la maggiore comunità ebraica dell’Europa dell’est, vivono circa 100mila ebrei.

Ieri, i leader di Jobbik avevano denunciato il Congresso ebraico mondiale, sostenendo che la decisione di tenere la riunione in Ungheria sia una “aperta provocazione”. La sessione plenaria del Congresso si sta tenendo fuori da Israele solo per la seconda volta dal 1966, per concentrarsi proprio sull’anti-semitismo in Ungheria e in tutta Europa. “Il nostro Paese – ha dichiarato Marton Gyongyosi, deputato di Jobbik, davanti a una folla di mille persone – è vittima della sottomissione sionista, una colonia presa di mira dal sionismo dove noi, cittadini locali, giochiamo solo una piccola parte. Solo una dimostrazione di forza è efficace contro l’avanzata sionista”. Dal canto suo, il presidente del partito, Gabor Vona, ha detto che gli ungheresi non dovrebbero “leccare i piedi” degli ebrei. “I conquistatori, gli investitori e gli espansionisti israeliani – ha aggiunto – dovrebbero cercare un Paese in un’altra parte del mondo perché l’Ungheria non è in vendita”.

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