Bamako (Mali), 2 feb. (LaPresse) – “Il terrorismo è stato respinto ma non è stato ancora vinto”. Così il presidente Francese Francois Hollande, in visita a Bamako, in Mali, incontrando il presidente del Mali Dioncounda Traoré. “Ho assunto – ha spiegato Hollande – una decisione gravosa il 10 gennaio. Ho deciso di impegnare l’esercito francese a fianco di quello maliano. Era dovere della Francia agire a nome della comunità internazionale col sostegno dei Paesi europei nel quadro delle Nazioni unite. Dovevamo essere qui, era importante combattere il terrorismo, qui e dappertutto. Così facendo la Francia è stata all’altezza della sua storia”.
“NON E’ FINITA”. “La battaglia non è finita e sarebbe un errore pensare che, essendo riusciti a riprendere il controllo di città come Gao e Timbuctù, possiamo fermarci qui. Saremo con voi fino in fondo, fino al nord del Mali”, ha annunciato Hollande. “Il vostro Paese – ha detto rivolgendosi alla folla – conoscerà una nuova indipendenza. Questa volta non festeggeremo la vittoria sul colonialismo ma sul terrorismo e il fanatismo, sarà una vostra nuova indipendenza”.
APPELLO CONTRO LE RAPPRESAGLIE. Poi Hollande ha rivolto un appello al Paese, perché si evitino le rappresaglie: occorre, ha detto, “inseguire terroristi e criminali, ma rispettando i diritti dell’uomo, quegli stessi diritti che sono stati sbeffeggiati dai terroristi. La Corte penale internazionale – ha aggiunto – dovrà fare in modo che ci siano delle condanne giuste per quello che è accaduto. Ma la giustizia non è vendetta”.
“RICOSTRUIREMO LA BIBLIOTECA DI TIMBUCTU’”. Il presidente francese ha riservato un passaggio anche alla biblioteca antica di Timbuctù. “Non possiamo più tollerare quello che è accaduto a Timbuctu. Sono stati distrutti dei documenti e noi li ripristineremo con voi. Questo è patrimonio del Mali ma anche dell’umanità”.
PRESIDENTE MALI: “GRAZIE HOLLANDE”. Soddisfatto il presidente del Mali, Diocounda Traorè: “Lei – ha detto rivolgendosi a Hollande – ha compiuto una decisione rapida e giusta, ha portato la Francia dalla parte giusta della storia. Grazie signor presidente”.

