Atene (Grecia), 28 dic. (LaPresse/AP) – Grecia senza pace. Al fianco delle difficoltà economiche che da anni ormai Atene sta affrontando, si riapre oggi il capitolo della lista Lagarde, un elenco di nominativi di oltre duemila greci con un conto presso la banca Hsbc di Ginevra, in Svizzera, che già nei mesi scorsi ha sollevato interesse e polemiche. Le autorità giudiziarie, che stanno utilizzando l’elenco per indagare su possibili evasioni fiscali, hanno fatto sapere oggi che, rispetto alla lista originale, quella in loro possesso è stata privata da alcuni nomi, tra cui quelli di tre parenti di un ex ministro. Benché non ci siano indicazioni ufficiali su chi possa essere coinvolto, i media nazionali si sono presto scagliati contro l’ex ministro delle Finanze Giorgos Papaconstantinou, in carica dall’ottobre 2009 al giugno 2011, nel governo socialista di George Papandreou, che però nega ogni responsabilità. Tuttavia, in serata il Partito socialista (Pasok) ha deciso per la sua espulsione.
L’ELENCO E I SOSPETTI DEI GIUDICI. La lista, basata su dati di 24mila clienti della banca svizzera, era stata consegnata alla Grecia dalle autorità francesi nel 2010, ed è stata ribattezzata con il nome dall’allora ministro delle Finanze di Parigi, Christine Lagarde. L’indagine sui nomi contenuti è partita però solo di recente. Nelle scorse settimane, sospettando che la copia in loro possesso potesse essere stata alterata, i giudici hanno nuovamente chiesto l’originale alla Francia, ricevendola questa settimana. Come ha fatto sapere una fonte vicina all’indagine, parlando a condizione di anonimato, sarebbero quattro i parenti di Papaconstantinou coinvolti: due cugine e i loro mariti. Sulla lista originale, spiegano le autorità greche, erano presenti i nomi di tre di queste quattro persone, collegate a due conti bancari. Uno dei due conti è stato chiuso, mentre l’altro conteneva 1,2 milioni di dollari. Con la Grecia in crisi economica, il governo socialista di allora fu aspramente criticato per non aver subito utilizzato la lista di potenziali evasori per perseguire eventuali reati fiscali.
LA SMENTITA DI PAPACONSTANTINOU. Dopo la diffusione della notizia, rapida è arrivata la smentita dell’ex ministro, il quale in una nota fa sapere che “non accetterà la fabbricazione di colpe dove non esistono, né diventerà un capo espiatorio per questo caso”. Nel comunicato, Papaconstantinou si scaglia contro quello che definisce uno “spaventoso processo di fuga di notizie”, quindi aggiunge: “Non ho assolutamente fatto alcun intervento nei dati che ho chiesto e ricevuto dalle autorità francesi. Ho consegnato ai funzionari tutti quelli che mi sono arrivati”. Intanto, le autorità giudiziarie hanno inviato la copia del documento originale al Parlamento greco in modo che i deputati possano esaminarla per capire se ci siano state infrazioni da parte di politici in attività.
L’ESPULSIONE DAL PASOK. Dopo una giornata difficile, il Pasok ha deciso di intervenire e ha espulso l’ex ministro, sostenendo che abbia “gestito la lista nel peggior modo possibile”. “E’ deplorevole – si legge in una nota – che secondo l’indagine giudiziaria ci siano chiare indicazioni del fatto che l’elenco sia stato manomesso, per quanto concerne i membri della famiglia dell’ex ministro delle Finanze Giorgos Papaconstantinou”. Ovviamente, continua il comunicato, “il signor Papaconstantinou non appartiene più al Pasok”.

