Vladivostok (Russia), 9 set. (LaPresse/AP) – “Gli Stati Uniti non sono d’accordo con l’approccio (della Russia, ndr) alla Siria. Dobbiamo apportare più pressione per far sì che il regime di Assad metta fine al bagno di sangue e inizi una transizione politica e democratica”. Lo ha detto il segretario di Stato statunitense Hillary Clinton, a margine del vertice dell’Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation) a Vladivostok, nell’estremo oriente russo. Solo ieri il ministro degli Esteri di Mosca, Sergey Lavrov, aveva respinto con forza l’ipotesi di sanzioni contro il governo di Damasco chieste dagli Usa all’Onu nel caso in cui Bashar Assad si rifiuti di lasciare il potere.
“I nostri partner americani – aveva dichiarato ieri Lavrov – hanno una forte tendenza a minacciare e aumentare la pressione, adottando sempre più sanzioni contro Siria e Iran. La Russia è fondamentalmente contraria ad esse, perché per risolvere i problemi è necessario coinvolgere i Paesi interessati dalle questioni, non isolarli”. Poi una considerazione una economica. “Le sanzioni unilaterali contro Siria e Iran – ha aggiunto il ministro – colpiscono direttamente gli interessi delle aziende russe, in particolare delle banche. Abbiamo detto chiaramente che questo non è accettabile e ci hanno ascoltato. Quale sarà il risultato, è da vedere”.
L’obiettivo dell’amministrazione Obama è cercare di fare pressione di Damasco alla prossima Assemblea generale delle Nazioni unite e provare a proporre una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza che preveda appunto delle sanzioni. Nei colloqui con il presidente russo Vladimir Putin e con lo stesso Lavrov, la Clinton ha oggi riferito di aver sottolineato che la risoluzione “sarà efficace solo se includerà conseguenze in caso di inosservanza”. Non c’è altra possibilità se non approvare una risoluzione di questo tipo, ha spiegato la Clinton, perché “abbiamo visto più e più volte che Assad la ignorerà e continuerà ad attaccare il suo popolo”.
“Dobbiamo essere realisti – ha quindi proseguito il segretario di Stato – non ci siamo ancora visti faccia a faccia con la Russia sulla questione siriana. Questa situazione può continuare, e se sarà così allora noi lavoreremo con Paesi aperti per sostenere l’opposizione siriana, affrettare il giorno della caduta di Assad e aiutare la Siria a prepararsi per un futuro democratico”.
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