Abuja (Nigeria), 10 mag. (LaPresse/AP) – Continua la crisi legata all’avvelenamento da piombo nel nord della Nigeria due anni dopo lo scoppio. È quanto denuncia il gruppo Medici senza frontiere tramite il portavoce Ivan Gayton, secondo cui 4mila bambini dei villaggi rurali dello Stato di Zamfara sono colpiti dall’avvelenamento. Tra questi, spiega l’esperto, 1.500 non stanno ricevendo alcuna cura. Parlando con i giornalisti da Abuja alla conclusione di una conferenza di due giorni sul problema, Gayton ha dichiarato che bisogna fare di più per arginare la crisi. Il portavoce del gruppo ha poi espresso “una grande delusione” per la scelta del governo nigeriano di non inviare alcun funzionario all’incontro. “Francamente – ha infatti dichiarato – chi prende le decisioni non è qui oggi”.

L’avvelenamento da piombo è una conseguenza dell’estrazione artigianale dell’oro, molto comune nelle zone residenziali, dove le persone sono esposte a livelli tossici di piombo, presente nelle rocce che contengono il metallo prezioso. Le autorità nigeriane hanno realizzato che la regione settentrionale era stata colpita da un’ondata di avvelenamento da piombo solo quando 160 bambini sono morti e altri sono rimasti ciechi e sordi. La crisi, scoppiata nel 2010, è stata definita “senza precedenti” dal Centro statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie. Un team di medici da tutto il mondo è arrivato a Zamfara a metà maggio del 2010 per ripulire l’area, ma le piogge stagionali hanno interrotto i lavori.

Dall’inizio della crisi, gli sforzi per la ripulitura e gli aiuti medici sono arrivati quasi interamente da gruppi umanitari stranieri. Nonostante il governo abbia ordinato l’interruzione degli scavi nei villaggi locali, la ricerca dell’oro non si è mai fermata. A gennaio 2011, infatti, alcuni villaggi già ripuliti da esperti stranieri hanno riportato nuove tracce di piombo e mercurio, perché i residenti locali avevano ricominciato a cercare oro senza prendere precauzioni. L’esperto di Medici senza frontiere ha chiesto espressamente al governo nigeriano di elargire 5,3 milioni di dollari per le azioni di ripulitura. Inoltre, Gayton ha spiegato che le autorità devono informare e istruire gli abitanti dei villaggi colpiti dall’avvelenamento sulle precauzioni che rendono sicura la ricerca dell’oro. “È possibile ottenere un rimedio ambientale ed è possibile attuare un’estrazione mineraria sicura”, ha spiegato Gayton. “Non è necessario morire in cerca di un sostentamento. Questo – ha concluso – può essere fatto in modo sicuro”.

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