Beirut (Libano), 26 dic. (LaPresse/AP) – E’ arrivata a Damasco la prima squadra di osservatori della Lega araba. Il team, composto da sessanta persone, di nazionalità irachena, tunisina e algerina, era partito dal Cairo nel pomeriggio e si unirà alla squadra di ricognizione arrivata in territorio siriano la settimana scorsa. La missione, spiega il segretario generale della Lega, Nabil Elaraby, inizierà il lavoro domani. Complessivamente in Siria saranno inviati circa 500 osservatori arabi.
Non si fermano però le violenze. Solo oggi, il bilancio dei raid dell’esercito condotti a Baba Amr, distretto di Homs, è di 23 vittime. Secondo quanto riportano i Comitati di coordinamento locali, le vittime sono state causate da intensi bombardamenti “che hanno preso di mira case e ogni cosa che si muove”. Le violenze si sono registrate poche ore prima dell’arrivo della prima squadra di osservatori della Lega araba nel Paese. Le autorità di Damasco non hanno voluto commentare le notizie, ma riferiscono che gruppi di terroristi armati hanno attaccato civili e forze di sicurezza in alcuni villaggi meridionali del Paese. Le truppe, spiega l’agenzia di stampa nazionale Sana, in risposta hanno ucciso diversi uomini armati.
Duri i commenti degli attivisti e dell’opposizione. “Dubito molto del fatto che il regime siriano permetterà agli osservatori di fare il loro lavoro”, ha detto dal Cairo Waleed al-Bunni, figura di spicco dell’opposizione siriana. “Mi aspetto – ha continuato – che proverà a ostacolare i loro movimenti, sostenendo che alcune aree non sono sicure, intimidendoli e inviandoli in luoghi diversi da quelli dove dovrebbero andare”. Alcuni manifestanti anti-governativi hanno addossato gravi responsabilità alla Lega araba, accusandola di complicità con le stragi del regime di Bashar Assad. Secondo una stima delle Nazioni unite, dall’inizio delle rivolte, le vittime delle violenze nel Paese sono già oltre 5mila.
Anwar Malek, membro della missione, ha però insistito che gli inviati della Lega avranno un’assoluta libertà di movimento in Siria. Il team, ha aggiunto Malek, si recherà in tutte le città al centro delle proteste, come Homs, Aleppo, Daraa, Idlib e Hama. Per motivi di sicurezza gli osservatori si rifiutano tuttavia di fornire dettagli del loro itinerario.
Intanto, in vista dell’arrivo degli osservatori, previsto per stasera, l’Osservatorio siriano per i diritti umani chiede alla missione della Lega araba di “dirigersi immediatamente a Baba Amr per essere testimone dei crimini contro l’umanità che stanno venendo commessi dal regime siriano”. Rami Abdul-Rahman, che guida l’Osservatorio, ha descritto gli attacchi condotti a Homs in questi giorni come una sorta di “isteria”, nel momento in cui le forze del governo stanno disperatamente provando a tenere la situazione sotto controllo in vista dell’arrivo della missione. “Gli osservatori – ha accusato – staranno nel loro hotel di Damasco mentre le persone stanno morendo a Homs”.
Un appello è arrivato anche dalla Francia, che chiede al governo di Assad di garantire agli osservatori un accesso immediato a Homs. Le autorità di Damasco, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Parigi, Bernard Valero, dovrebbero permettere agli inviati di accedere alla città “già nel pomeriggio”. “La Francia – ha aggiunti – esprime forte preoccupazioni circa il deterioramento della situazione a Homs”.

