Oakland (California, Usa), 12 dic. (LaPresse/AP) – Sono iniziate le iniziative del movimento Occupy Wall Street volte a bloccare i porti della costa occidentale Usa. Alcune centinaia di attivisti stanno manifestando al porto di Oakland, in California, e hanno bloccato alcuni camion che cercavano di entrare. La polizia sta monitorando la zona ma al momento non ci sono stati scontri. A inizio novembre, circa 3mila persone erano riuscite a far chiudere il porto. Nel sud della California, oggi, circa 400 persone si sono radunate in un parco per marciare verso il porto di Long Beach, fino alla zona di carico di proprietà di Ssa Marine, una delle società oggetto di maggiori critiche da parte degli attivisti.
Circa 300 persone si sono invece radunate al Kelly Point Park di Portland, nell’Oregon. Gli organizzazatori si aspettano che altre centinaia di manifestanti arrivino per protestare nei pressi di un terminale vicino. La polizia ha arrestato tre persone e sequestrato una pistola e una spada. Anche i gruppi Occupy di Seattle, Tacoma e Vancouver, in Canada, stanno preparando i loro blocchi. Secondo i manifestanti, i porti americani sono diventati “motori economici delle élite”.
Gli attivisti criticano soprattutto due grandi società della West Coast, la Ssa Marine e l’esportatore di cereali Egt, che ritengono un’incarnazione delle grandi corporation che costituiscono l’1% più ricco della società. Goldman Sachs, la banca più volte presa di mira da attivisti di Occupy Wall Street, ha una grande partecipazione nella Ssa Marine, e le due aziende sono coinvolte in dispute con i sindacati. Il porto di Oakland ha fatto appello ai residenti affinché non partecipino al blocco e le autorità hanno fatto sapere che stanno collaborando con le forze dell’ordine per evitare disordini. Il movimento di Occupy Wall Street è nato a New York a metà settembre, quando i manifestanti hanno occupato la zona di Zuccotti Park per contestare contro l’ineguaglianza sociale e le lobby finanziare, e si è presto diffuso in molte altre città americane.

