Il fondatore de 'L'Espresso' e 'la Republica' si è spento all'età di 98 anni. Il Capo dello Stato: "Testimone lucido e appassionato della nostra storia repubblicana". Il premier: "Un vuoto incolmabile nella vita pubblica del nostro Paese"

L’Italia intera saluta Eugenio Scalfari, scomparso oggi all’età di 98 anni. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati dopo la notizia della sua morte, dal Papa al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al premier Mario Draghi, fino al tanto avversato Silvio Berlusconi. Anche in Senato l’Aula ha osservato un minuto di silenzio in omaggio al fondatore de ‘la Repubblica’.

Eugenio Scalfari ed Alessandro Di Battista ospite di Otto e Mezzo

Eugenio Scalfari

Proprio alle pagine del suo giornale aveva affidato nel 2013 lo stupore per la telefonata di Papa Francesco, pochi giorni prima del loro incontro. Sarà quello l’inizio di un rapporto che non si interromperà più, di un dialogo personale occasione di lunghe interviste, telefonate e visite. Un rapporto di amicizia. Ed è proprio l’amico che oggi il Santo Padre saluta dopo aver “appreso con dolore della scomparsa del suo amico, Eugenio Scalfari. Conserva con affetto la memoria degli incontri – e delle dense conversazioni sulle domande ultime dell’uomo – avute con lui nel corso degli anni e affida nella preghiera la sua anima al Signore, perché lo accolga e consoli quanti gli erano vicini”.

Amicizia e confronti, che mancheranno anche al premier Mario Draghi. “Un vuoto incolmabile nella vita pubblica del nostro Paese” per la morte “di un assoluto protagonista della storia del giornalismo nell’Italia del dopoguerra. La chiarezza della sua prosa, la profondità delle sue analisi, il coraggio delle sue idee hanno accompagnato gli italiani per oltre settant’anni e hanno reso i suoi editoriali una lettura fondamentale per chiunque volesse comprendere la politica, l’economia”.

Il presidente Mattarella affida ad una nota il suo dolore per la scomparsa di un “giornalista, direttore, saggista, uomo politico, testimone lucido e appassionato della nostra storia repubblicana” e “punto di riferimento coinvolgente per generazioni di giornalisti, intellettuali, classe politica e un amplissimo numero di lettori. Da sempre convinto assertore dell’etica nella società e del rinnovamento nella vita pubblica, si era magistralmente dedicato, negli ultimi tempi, ai grandi temi esistenziali dell’uomo con la consueta efficacia e profondità di riflessione”.

Condoglianze anche da Silvio Berlusconi, storico avversario di Scalfari e del suo giornale. “È stato una figura di riferimento per i miei avversari in politica. Oggi, però – twitta il leader di Forza Italia – non posso non riconoscergli di essere stato un grande direttore e giornalista, che ho sempre apprezzato per la dedizione e la passione per il suo lavoro”.

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