Le prospettive restano incerte. A dirlo è la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, che a inizio settembre ha annunciato l’aumento dei tassi di interesse di 25 punti base.
“Finora i salari non mostrano una risposta significativa allo shock energetico“, ha affermato la numero uno della Bce nel suo intervento alla commissione per i Problemi economici e monetari del Parlamento europeo. La retribuzione per occupato, che misura la crescita dei salari nominali, si è attestata al 3,3% nel secondo trimestre, dal 3,6% del primo. “Le prospettive continuano a essere caratterizzate da un’elevata incertezza, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita”, ha sottolineato Lagarde.
L’inflazione complessiva è salita al 3,2% ad agosto, dal 2,9% di luglio, mentre quella energetica ha accelerato al 14,3% dal 10,3%. L’inflazione al netto di energia e alimentari è invece leggermente scesa al 2,4%. “Nonostante le difficoltà derivanti dallo shock energetico, l’economia dell’area euro ha dimostrato resilienza”, ha affermato la presidente della Banca centrale europea, ricordando la “solida crescita del Pil reale” registrata nel secondo trimestre. Una crescita, ha precisato, “diffusa nella maggior parte dei Paesi e dei settori”. “Ci aspettiamo che questa tendenza sia proseguita nel terzo trimestre”.
“Il settore manifatturiero registra un andamento solido, sostenuto dall’aumento della spesa pubblica per difesa e infrastrutture”, ha proseguito Lagarde. Allo stesso tempo, “la fiducia dei consumatori si è ripresa dai bassi livelli della primavera”, sostenendo la ripresa dei servizi, mentre l’aumento dell’attività legata all’AI è visibile “nei servizi digitali, negli investimenti delle imprese e nelle esportazioni”. “Il mercato del lavoro resta robusto”.
A luglio la disoccupazione si attestava al 6,4%, anche se “la crescita dell’occupazione e della forza lavoro continua a rallentare”. Nel medio termine, i consumi dovrebbero essere sostenuti dalla graduale diminuzione dei prezzi dell’energia e dalla solidità del mercato del lavoro.
Secondo le proiezioni di settembre della Bce, l’economia dell’area euro crescerà dello 0,9% nel 2026, dell’1,4% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028. L’inflazione dovrebbe attestarsi in media al 3% quest’anno, al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. “Le aspettative di inflazione sugli orizzonti più brevi restano elevate”, ha osservato Lagarde, mentre “la maggior parte degli indicatori delle aspettative a più lungo termine si colloca intorno al 2%”.

Lagarde: “Tassi a lungo termine peseranno sulla crescita”
I tassi di interesse a lungo termine “sono aumentati sensibilmente” dall’ultima riunione della Bce e questo “rallenterà la crescita”, ha detto ancora la leader della Bce. “Vediamo un’inflazione più elevata in prospettiva, ma non ci sono ancora segnali che si stia radicando”.
Le prospettive per l’inflazione nel 2027 e nel 2028 sono più elevate rispetto a pochi mesi fa, “principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia”, ma “in questa fase non vediamo prove di una trasmissione dei maggiori prezzi energetici ai salari”. Allo stesso tempo, ha spiegato la presidente della Bce, l’aumento dei tassi a lungo termine “rallenterà la crescita e ridurrà la trasmissione dello shock più di quanto previsto nelle nostre proiezioni di settembre”. “Restiamo sul percorso intermedio per la politica monetaria che ho delineato all’inizio dell’anno”, ha sottolineato.
“Lo shock è troppo ampio per poter essere ignorato, ma riteniamo appropriata una risposta misurata per mantenere sotto controllo l’inflazione”. La Banca centrale europea, ha ricordato Lagarde, “non reagisce ai prezzi dell’energia”, ma interviene quando emerge il rischio che il loro aumento “si radichi nell’inflazione”. La valutazione si basa sulle prospettive dei prezzi, sulla dinamica dell’inflazione di fondo e sulla trasmissione della politica monetaria ai costi di finanziamento e alla crescita.

