Carburanti, nuovi rialzi dei prezzi: diesel a 2,459 euro in autostrada

Carburanti, nuovi rialzi dei prezzi: diesel a 2,459 euro in autostrada
Carburanti (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

Benzina a 2,159 euro al litro e gasolio a 2,377 euro sulla rete stradale nazionale. Urso: “Servono misure mirate per famiglie e lavoratori”

I prezzi dei carburanti continuano a salire in Italia, sia sulla rete stradale sia sulle autostrade. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), aggiornati a domenica 27 settembre 2026, i prezzi medi in modalità self service registrano nuovi aumenti rispetto alla giornata precedente.

Benzina e diesel, i prezzi medi sulla rete stradale

Sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio della benzina self service si attesta a 2,159 euro al litro, contro i 2,158 euro registrati il giorno precedente. Più marcato l’aumento del gasolio, che arriva a 2,377 euro al litro, rispetto ai 2,357 euro di ieri. La situazione è ancora più onerosa sulla rete autostradale, dove il prezzo dei carburanti resta sensibilmente più alto.

Diesel in autostrada vicino a 2,5 euro al litro

In autostrada, il prezzo medio della benzina in modalità self service raggiunge i 2,254 euro al litro, in lieve aumento rispetto ai 2,252 euro della giornata precedente. Il gasolio, invece, sale a 2,459 euro al litro, dai precedenti 2,439 euro. Il prezzo medio del diesel si avvicina quindi alla soglia dei 2,5 euro al litro. I dati sono quelli rilevati dall’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit e fotografano la media nazionale.

Urso: “Misure mirate contro il caro carburanti”

Sul continuo aumento dei prezzi dei carburanti è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che in un’intervista a Repubblica ha ricordato le misure già adottate e quelle allo studio. “Contro i prezzi dei carburanti che continuano a salire”, ha dichiarato Urso, “sono state lanciate misure mirate come il credito d’imposta per gli autotrasportatori”, mentre altre misure sarebbero in fase di definizione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze per sostenere lavoratori e famiglie con redditi più bassi. Urso ha inoltre spiegato che, all’inizio della crisi, aveva espresso in Parlamento la necessità di interventi mirati, ma che prevalse l’ipotesi di una soluzione negoziale al conflitto. Da qui la scelta di una misura generalizzata.

Il confronto con il 2022 e il tema dell’inflazione

Nel corso dell’intervista, il ministro ha anche richiamato le politiche adottate nel 2022 dal governo guidato da Mario Draghi, sottolineando il costo degli interventi sul bilancio pubblico. Secondo Urso, negli anni successivi il governo ha mantenuto l’inflazione su livelli più contenuti. Il ministro ha inoltre evidenziato come il nuovo aumento del costo dell’energia, legato anche al conflitto nel Golfo, continui a pesare sul costo della vita delle famiglie italiane.

Il tetto al prezzo dei carburanti di Eni

Tra gli interventi citati da Urso c’è anche la decisione di Eni di introdurre un tetto al prezzo dei carburanti. Il ministro ha definito la scelta della società “responsabile” e ha auspicato che anche altri operatori seguano lo stesso esempio. L’obiettivo, secondo Urso, è intervenire sul caro carburanti senza ricorrere a forzature.

Raffinerie, energia e nucleare: le misure strutturali

Interpellato sulla possibilità di intervenire sugli extraprofitti per finanziare un taglio delle accise, Urso ha sostenuto che il governo ha già messo in campo misure strutturali. Tra queste, il ministro ha indicato l’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, l’attività per aumentare l’estrazione di gas e petrolio dai giacimenti italiani e gli accordi internazionali con Algeria e altri Paesi africani. Urso ha inoltre ricordato l’approvazione del disegno di legge sul nucleare e la costituzione di Nuclitalia, società destinata a occuparsi dei reattori di nuova generazione.

Produzione di carburanti e raffinerie italiane

Secondo il ministro, l’Italia potrebbe anche aumentare la produzione di carburanti. In questo quadro, Urso ha rivendicato le politiche adottate per preservare le raffinerie italiane mentre diversi impianti europei venivano chiusi. Tra gli esempi citati c’è la raffineria Isab di Priolo, per la quale il governo ha adottato interventi finalizzati alla salvaguardia dell’impianto e al ritorno sotto controllo italiano. Il ministro ha inoltre menzionato le operazioni relative a Saras e IP, realizzate anche attraverso l’esercizio della golden power. Sul fronte delle bioraffinerie, Urso ha sottolineato il ruolo dell’Italia e ha annunciato l’imminente apertura del cantiere di Eni Versalis a Priolo.

Urso: “La sicurezza energetica è diventata prevalente”

Rispondendo a una domanda sulla riduzione del numero di raffinerie in Europa, Urso ha definito quella scelta “miope”, sostenendo che l’Italia abbia invece deciso di preservare la propria capacità di raffinazione. Secondo il ministro, la sicurezza energetica ed economica ha assunto un’importanza crescente in un contesto internazionale caratterizzato da nuovi conflitti. Infine, sulla proposta del presidente francese Emmanuel Macron alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per intervenire sul settore della raffinazione, Urso ha affermato che l’obiettivo è condivisibile, pur ritenendo che gli strumenti tecnici proposti non siano ancora del tutto adeguati. Il tema, ha spiegato, è attualmente al vaglio dei ministeri competenti.

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