Anche gli enti locali firmano il nuovo contratto, con la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo per il rinnovo 2025-2027. Assi portanti del testo, sono aumenti medi fino a 152 euro, arretrati per 1.136 euro, e nuove regole sull’AI.
Le firme in calce sono dell’Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e delle organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Funzioni locali.
Il contratto chiama in causa oltre 400mila persone: 403.617 dipendenti, per la precisione, di Regioni, enti locali, Camere di commercio e degli altri enti del comparto. La copertura, sia per la parte giuridica che per quella economica, riguarda il triennio dal primo gennaio 2025 al 31 dicembre 2027.
Naddeo: “Rinnovo nei tempi giusti”
È soddisfatto il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, per aver portato a casa “un rinnovo nei tempi giusti e non a scadenza ampiamente superata”. In rilievo il fatto, per esempio, che per la prima volta i dipendenti delle funzioni locali avranno uno ‘spazio’ dedicato all’intelligenza artificiale; cosa non scontata dal momento che – spiega Naddeo – si è scelta “la strada del contratto per garantire” l’ingresso dell’innovazione tecnologica negli enti locali “con regole chiare e con il personale come parte attiva”.
Il rinnovo del contratto è finanziato con risorse che, a regime dal primo gennaio 2027, ammontano a circa 989 milioni di euro annui, erogati attraverso tre incrementi progressivi con decorrenza dal primo gennaio di ciascun anno del triennio. A regime l’incremento medio complessivo è pari a 152 euro lordi mensili per tredici mensilità per il personale dei Comuni e a 141 euro lordi mensili per tredici mensilità per il personale degli altri enti del comparto. Gli arretrati medi ammontano a circa 1.136 euro.
Il capitolo intelligenza artificiale
Il capitolo dedicato all’intelligenza artificiale: si parla di disciplina sull’utilizzo dei sistemi AI, di garanzie per il personale e la formazione necessaria per un uso responsabile. Novità anche per la regolamentazione della figura del social media e digital manager, per il welfare integrativo (assistenza sanitaria integrativa, sostegno alle famiglie e previdenza complementare), flessibilità per la conciliazione dei tempi vita e lavoro.
“L’ipotesi di accordo – afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini – rappresenta un risultato di grande rilievo. Per la prima volta viene realizzato un investimento concreto e significativo sul personale che ogni giorno garantisce servizi essenziali e i diritti dei cittadini. È un passo importante per ridurre il divario che negli ultimi anni si era progressivamente ampliato rispetto agli altri comparti del pubblico impiego”.
Per la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola si tratta del “coronamento di una strategia sindacale fondata su autonomia, responsabilità e concretezza, che ha riportato la contrattazione nazionale alla sua naturale vigenza”. Il segretario generale della Uil PierPaolo Bombardieri parla di “ottima notizia per le lavoratrici e i lavoratori della categoria” che “vedono riconosciuti i loro diritti economici e normativi in anticipo sui tempi previsti; un cambiamento di rotta apprezzabile per il pubblico impiego”.

