Cresce ancora il credito bancario, ma il clima di incertezza internazionale continua a frenare gli investimenti e, se dal lato dell’offerta il mercato è vivace, la domanda di nuovi finanziamenti arranca. È quanto emerge dal Rapporto mensile di luglio dell’Abi, secondo cui a giugno 2026 i prestiti a famiglie e imprese sono aumentati del 3,3% su base annua, in accelerazione rispetto al +3% di maggio e sui livelli più elevati dall’ottobre 2022. Per le famiglie si tratta del diciottesimo mese consecutivo di crescita, mentre per le imprese è il dodicesimo.
Torriero (Abi): “Chiusura di Hormuz ha fatto rialzare i tassi di mercato”
A maggio i prestiti alle famiglie erano saliti del 2,6% e quelli alle imprese del 3,5%. L’ammontare complessivo dei finanziamenti ha superato i 1.300 miliardi (1.318 miliardi). “Prosegue la crescita della dinamica dei prestiti che tocca un livello significativo”, ha spiegato il vicedirettore generale vicario dell’Abi, Gianfranco Torriero, sottolineando però che la domanda di credito resta debole, nonostante l’ampia offerta. Un concetto rimarcato dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, all’assemblea annuale il 15 luglio: le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica continuano infatti a scoraggiare imprese e famiglie dal programmare nuovi investimenti. A giugno il tasso medio sul totale dei prestiti è salito lievemente al 4,08%. In calo invece il costo dei nuovi mutui per l’acquisto della casa, sceso di due centesimi in un mese a 3,48%, e di quasi un punti percentuale rispetto al 4,42% di dicembre 2023. I nuovi finanziamenti alle imprese hanno registrato invece un tasso medio del 3,76% (+0,09 in un mese), comunque ben inferiore al 5,45% di fine 2023. Le prospettive restano però legate all’evoluzione dello scenario internazionale. Per ora c’è stato un lieve rimbalzo dei tassi di mercato. Torriero ha evidenziato che la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz ha provocato un rialzo dei tassi di mercato, con l’Irs a 10 anni (parametro che viene utilizzato per finanziamenti a tassi fisso) risalito al 3,20% a luglio, rispetto al 3,02% della media di giugno. E l’effetto di questa tendenza sui tassi bancari sarà valutato nei prossimi mesi.
Si rafforza la raccolta bancaria
Continua intanto il rafforzamento della raccolta bancaria. A giugno la raccolta diretta, composta da depositi e obbligazioni, è cresciuta del 3,6% su base annua, mentre la raccolta indiretta, rappresentata dagli investimenti in titoli custoditi presso le banche, è aumentata di 105,8 miliardi di euro nell’ultimo anno. A conferma della buona salute del sistema bancario, cala la mole di crediti deteriorati, scesi a 26,7 miliardi di euro, un miliardo in meno rispetto a dicembre 2025 e oltre 169 miliardi in meno rispetto al picco del 2015.

