Lagarde: “Gli shock pesano su crescita, ma inflazione verso 2%. Non serve stretta più forte”

Lagarde: “Gli shock pesano su crescita, ma inflazione verso 2%. Non serve stretta più forte”
La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde. (Arne Dedert/dpa via AP)

La presidente della Bce ha fatto il punto davanti alla commissione Econ del Parlamento europeo

La Banca Centrale Europea non vede al momento la necessità di irrigidire ulteriormente la politica monetaria, nonostante le tensioni legate allo shock energetico e le incertezze derivanti dal conflitto nel Golfo e in Medioriente.

È quanto emerge dall’audizione della presidente Christine Lagarde davanti alla commissione Econ del Parlamento europeo, nel corso della quale ha ribadito che l’istituto resta concentrato sull’obiettivo della stabilità dei prezzi e su un approccio guidato dai dati. Lo shock energetico legato alle tensioni geopolitiche in Medioriente, ha avvertito Lagarde, “è troppo grande per essere ignorato senza mettere a rischio il raggiungimento del nostro obiettivo”. Allo stesso tempo, però, “non vediamo ancora prove di un disancoraggio delle aspettative di inflazione o di effetti di secondo ordine tali da giustificare, in questa fase, una risposta di politica monetaria più energica”.

L’influenza della guerra in Medioriente sull’economia Ue

Sul fronte macroeconomico, Lagarde ha riconosciuto che il conflitto sta già incidendo sull’attività economica. “L’economia dell’area euro stava acquisendo slancio quando è scoppiata la guerra”, ha ricordato, ma ora “la domanda interna risulta più debole rispetto alle precedenti proiezioni, poiché la fiducia è diminuita e i costi energetici pesano sui redditi reali”. La manifattura, tuttavia, “ha finora tenuto”, sostenuta anche da scorte e spesa per la difesa. Le nuove stime dell’Eurosistema indicano una crescita del Pil pari allo 0,8% nel 2026, all’1,2% nel 2027 e all’1,5% nel 2028. Lagarde ha precisato che non si tratta di stagnazione: “Non definirei stagnazione uno 0,8% di crescita”. Sul fronte dei prezzi, la presidente della Bce ha ribadito che “siamo fiduciosi che, con un’adeguata politica monetaria, l’inflazione tornerà al nostro obiettivo”. Le aspettative di breve termine sono aumentate, ma quelle di lungo periodo “restano intorno al 2%, sostenendo la stabilizzazione dell’inflazione nel medio termine”. In questo contesto, Lagarde ha confermato il recente rialzo dei tassi, definendolo coerente con tutti gli scenari elaborati dallo staff: “La decisione di aumentare i tassi è robusta in tutti gli scenari”. La politica monetaria, ha aggiunto, resta guidata dai dati: “Non ci stiamo impegnando in anticipo su un percorso specifico dei tassi”.

Lagarde: “Non ritengo che la nostra politica monetaria sia restrittiva”

La presidente della Bce ha anche respinto l’idea che la politica monetaria sia oggi restrittiva: “Non ritengo che, allo stato attuale, la nostra politica monetaria sia restrittiva”. L’obiettivo, ha spiegato, resta quello di mantenere la stabilità dei prezzi attraverso l’ancoraggio delle aspettative e il controllo dell’inflazione. Infine, Lagarde ha richiamato il ruolo della strategia aggiornata della banca centrale nel gestire un contesto segnato da “shock di offerta” che “stanno diventando più frequenti. La Bce è ben attrezzata per affrontare questa sfida”. La politica monetaria, ha concluso, non può compensare completamente tali shock, rendendo necessario anche un rafforzamento della resilienza strutturale, soprattutto nel settore energetico.

© Riproduzione Riservata