SpaceX vola al debutto al Nasdaq, Musk è il primo trilionario della storia

SpaceX vola al debutto al Nasdaq, Musk è il primo trilionario della storia
FILE – Elon Musk attends the finals for the NCAA wrestling championship, March 22, 2025, in Philadelphia. (AP Photo/Matt Rourke, File)

La quotazione in Borsa ha superato ogni aspettativa: il prezzo è schizzato subito a 160 dollari per azione

SpaceX fa la storia. Vola alla Borsa statunitense l’azienda aerospaziale di Elon Musk, che lanciando la sua Ipo (Initial Public Offering) al Nasdaq – la più grande di sempre – rende il suo proprietario il primo trilionario del pianeta.

Gli investitori istituzionali e quelli retail si sono subito fiondati sulle 555,6 milioni di azioni messe in vendita, al prezzo iniziale di 135 dollari l’una. L’apertura delle contrattazioni ha visto il titolo di SpaceX schizzare subito intorno ai 160 dollari per azione sull’indice statunitense, dunque circa il 20% in più rispetto al prezzo di Ipo. Numeri che portano la capitalizzazione di mercato dell’azienda a circa 2mila miliardi di dollari, permettendo al patrimonio personale di Musk di superare i mille miliardi di dollari.

Musk puntava con la quotazione a raccogliere fondi per circa 75 miliardi di dollari – ampiamente superati – ritenuti necessari per finanziare i suoi nuovi progetti di messa in orbita di satelliti e data center. SpaceX prevede infatti di mettere in orbita circa 100mila satelliti Starlink di nuova generazione, mentre l’installazione nello spazio di data center per l’AI rappresenta “una nuova, enorme base di crescita” per la quale “serve capitale”.

Suonando la campanella a distanza, dalla Starbase di SpaceX in Texas, Musk ha speso parole nostalgiche ripensando all’inizio del progetto. “Avrei dato a SpaceX meno del 10% delle possibilità di riuscire ad avere successo, in generale“, ha sottolineato, aggiungendo: “Vogliamo dire a chiunque voglia andare sulla Luna, o su Marte, che lo porteremo lì”.

La valutazione ottimista degli esperti

Nessun dubbio da parte degli analisti di mercato sull’appetibilità dell’operazione. “SpaceX gode di un’elevata notorietà del marchio”, suscitando così “l’interesse di più segmenti di investitori”, sottolineano Adam Berger e Matthew Strzepka della società di gestione degli investimenti Wellington Management. Il prezzo e la valutazione “sono estremamente importanti, ma ci aspettiamo che questa Ipo sia valutata a un livello tale che sia gli investitori individuali che quelli istituzionali saranno disposti a impegnarsi”, proseguono Berger e Strzepka, secondo i quali “altre grandi operazioni dovrebbero seguire” quella di SpaceX.

La quotazione a Wall Street offre a SpaceX l’accesso ai capitali necessari per i progetti di Musk, ma ha alcune controindicazioni: infatti, la esporrà anche a un maggiore controllo da parte degli azionisti, oltre che a una maggiore supervisione normativa, a partire dall’obbligo di presentazione di bilanci trimestrali. Una disciplina che secondo i critici del sistema regolatorio Usa incentiverebbe una visione a breve termine a scapito della pianificazione a lungo termine, oltre a comportare costi superflui per l’azienda.

Le critiche della politica statunitense

Critiche a Musk e alla Securities and Exchange Commission (Sec), l’equivalente della Consob italiana, sono arrivate dalla senatrice democratica statunitense Elizabeth Warren. “La Sec ha dato il via libera a un’Ipo con cifre che gli analisti hanno definito ‘insensate’”, ha dichiarato Warren, secondo cui l’ente finanziario “dovrebbe fare il suo lavoro e assicurarsi che Elon Musk non truffi gli investitori”. Warren si riferiva a quanto affermato dagli esperti di Morningstar, secondo cui l’Ipo di SpaceX sarebbe “notevolmente sopravvalutata” a causa della tecnologia non ancora collaudata di SpaceX e del suo enorme fabbisogno di capitali.

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