La situazione del Paese, in particolare dal punto di vista economico, sotto la lente dei giovani imprenditori di Confindustria riuniti a Rapallo, in provincia di Genova. E arriva una proposta “forte”: un’Irpef decrescente per gli under 35. È quella che lancia la presidente dei Giovani di Confindustria Maria Anghileri dalla 55esima edizione del convegno di Rapallo, dal titolo ‘People – La nostra promessa di futuro’. Una “promessa” che per Anghileri ha un vulnus, perché “dentro di noi, c’è una promessa di futuro. Una parte di questa promessa, in Italia, si è incrinata. Non tutta, non per tutti, ma si è incrinata – sottolinea la presidente – proprio dove dovrebbe esserci più futuro, per i giovani e per le imprese. E noi non possiamo accettarlo”.
Anghileri: “Il Paese non va”
La numero uno dei Giovani di Confindustria non le manda a dire: “Credo che sia chiaro, ormai, che il Paese non va. Che i giovani sono arrabbiati. Sono bloccati. Siamo il Paese più indebitato d’Europa nonostante la prudenza sui conti pubblici del Governo, che riconosciamo pienamente. Non va perché non cresciamo”. Gli industriali under 40 chiedono alla politica riforme immediate per rilanciare crescita e occupazione, denunciano tasse elevate e troppa burocrazia e fanno una richiesta di investimenti mirati su energia, innovazione e welfare. Anche sul fisco con la proposta di un’Irpef progressiva per gli under 35, capace di garantire fino a mille euro netti in più al mese nel primo anno di lavoro. “Uno strumento pensato per favorire autonomia economica, consumi, natalità e permanenza dei talenti in Italia”. Il meccanismo è un’esenzione Irpef decrescente su cinque anni, fino a 50mila euro di reddito: dal 100% nel primo anno al 20% nel quinto, “per dare un innesco, non a sostituire le riforme strutturali che questo Paese deve fare per i giovani”.
“L’amore di patria non basta per pagare il mutuo”
Nel suo discorso Anghileri lancia un messaggio semplice, ma forte proprio come la sua proposta sul fisco. “L’amore di patria non basta per pagare il mutuo della prima casa”. Dal palco di Rapallo la presidente, sempre alla politica, pone un interrogativo: “Perché un giovane dovrebbe scegliere di restare in Italia?“. “Altri Paesi, anche molto vicino a noi – sottolinea Anghileri – offrono una promessa di futuro più concreta e alla portata di tutti, a prescindere dalle condizioni di partenza di ognuno. Dove il nascere donna non ti costringe alla scelta impossibile fra carriera e maternità. È ora che questo Paese offra ai propri giovani un motivo per restare”. Per la presidente dei Giovani imprenditori di viale dell’Astronomia un Paese “che non cambia, che non si riforma, non può bastare per 152mila imprese e oltre 5 milioni di lavoratori che producono fianco a fianco, ogni giorno. Siamo noi. Quelli che pagano le tasse fra le più alte d’Europa e non trovano posto negli asili nido, negli ospedali, o case in cui abitare a costi sostenibili, e alla fine vedono i figli andare via proprio dal Paese a cui versano quasi metà del proprio stipendio”.
La proposta di un ‘Indice Futuro’
Anghileri però punta anche sulla pars construens nel suo intervento e lancia ancora proposte concrete: “Misurare l’efficacia delle politiche pubbliche attraverso un ‘Indice Futuro’”, uno strumento capace di verificare se le risorse destinate a istruzione, innovazione, natalità e giovani producano risultati concreti. Il criterio è quello del mondo imprenditoriale, dove ogni investimento viene valutato sulla base dei risultati ottenuti. Un’idea che fa rima con riforme, perché per Anghileri, anche lo Stato dovrebbe essere sottoposto allo stesso criterio di responsabilità.
Proprio dal palco di Rapallo la politica dà le sue risposte. “Dobbiamo detassare chi investe in start-up, per cinque anni, affinché i giovani possano consolidare la loro iniziativa d’impresa”, afferma il vicepremier Antonio Tajani. La segretaria del pd Elly Schlein pensa a “un fondo per aiutare le start-up dei giovani” nelle aree interne del Paese. Per il leader di Italia Viva Matteo Renzi l’idea dei giovani industriali richiama quella “lanciata alla Leopolda chiamandola start-tax”, e “ci si può ragionare”.

