Botta e risposta tra Fitto e il Comitato delle Regioni Ue. La querelle è nata dalla proposta del vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Politica di coesione, Raffaele Fitto, di utilizzare i fondi di coesione per mitigare gli effetti della crisi dovuta alla guerra in Iran. Aspra la risposta da Bruxelles del Comitato delle Regioni.
La proposta di Fitto: “Fondi coesione contro il caro energia”
Raffaele Fitto ha inviato una lettera ai ministri Ue responsabili della coesione. “Invitiamo gli Stati membri e le regioni ad avviare un processo di riprogrammazione con un’attenzione mirata al settore energetico. L’obiettivo è chiaro: riorientare rapidamente le risorse di coesione disponibili – nell’ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo di coesione e del Fondo per una transizione giusta – verso investimenti che offrano un sollievo immediato alle famiglie e alle imprese colpite dagli elevati prezzi dell’energia”, è quanto si legge nella lettera. La proposta, in sostanza, è di spostare i fondi per alleggerire il peso del caro energia.
Il commissario europeo ha commentato la decisione dal palco dell’evento ‘L’Italia del Pnrr’ a Milano, il 28 maggio. “Questa mattina sono state inviate da parte mia – ha dichiarato – delle lettere ai ministri” della Coesione dei 27 Stati membri della Ue” e “ai presidenti delle Regioni, dando la disponibilità a proseguire questo percorso, perché, se è vero – come è vero – che nell’ultimo mese e mezzo stiamo di fronte ad una situazione complicatissima, frutto di eventi geopolitici che hanno cambiato ancora una volta la geografia e le priorità, stiamo dando la possibilità sul fronte dell’energia di poter aprire un tavolo di confronto per rimodellare i nuovi programmi rispetto a queste esigenze. Questo partendo dal dato che una parte di queste risorse non ha ancora gli impegni in via definitiva, quindi siamo nei tempi giusti per poter modificare ulteriormente questo Piano”.
“La crisi energetica colpisce i nostri cittadini e le nostre imprese. Ho scritto oggi ai ministri responsabili della politica di coesione per chiedere di utilizzare con urgenza tutti gli strumenti disponibili: l’Unione europea ha le risorse per rispondere, e dobbiamo mobilitarle adesso. A breve invierò una lettera analoga anche alle Regioni”, ha affermato Fitto. Gli Stati membri e le regioni possono anche riallocare i fondi della politica di coesione, come il Fondo europeo di sviluppo regionale, verso investimenti nel settore energetico. Ciò include misure per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e a rafforzare la stabilità del mercato energetico, in linea con la strategia AccelerateEU.
La risposta delle Regioni Ue: “I fondi di coesione non sono bancomat di emergenza”
La risposta dal Comitato delle Regioni Ue, cioè l’assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell’Unione europea, non si è fatta attendere. “La crisi energetica è reale. La soluzione proposta, invece, non lo è. Indicare i fondi di coesione come bancomat di emergenza – ancora una volta – trasforma la politica di investimento in un’aspirina politica: sollievo temporaneo, sottoinvestimento cronico… e la cosa migliore? Questi fondi sono già stati impegnati”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in riferimento alla lettera inviata agli Stati Ue dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione Raffaele Fitto. “La politica di coesione – aggiunge – ha contribuito in modo determinante alla resilienza e alla sostenibilità energetica dell’Ue – e questo è avvenuto in oltre vent’anni di investimenti stabili e crescenti che hanno permesso alle regioni di migliorare il proprio mix energetico e la propria efficienza. E la transizione giusta: riposa in pace”.

