Il sistema Ets funziona, l’Italia in linea con i target europei sulle emissioni

Il sistema Ets funziona, l’Italia in linea con i target europei sulle emissioni

Il nuovo rapporto dell’Ispra parla del buon andamento del meccanismo dell’Emission trading system, ora al centro della discussione in Ue per la richiesta di riforma da parte del governo italiano.

Non solo il sistema Ets in Italia funziona ma i risultati sul taglio delle emissioni sono anche in linea con i target dell’Unione europea al 2030. Da un lato l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) – nel nuovo rapporto ‘Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi’ – mette in evidenza il buon andamento del meccanismo dell’Emission trading system, dall’altro l’Istat parla di un Paese che proprio nelle attività produttive è riuscito – sia pure per diversi motivi – ad abbattere una buona fetta di emissioni.

L’Ets – che è sostanzialmente una misura per lo scambio di quote di emissioni inquinanti – è al momento al centro dell’attenzione in Europa: il governo italiano, con il sostengo di altri Paesi, ha infatti avanzato una richiesta di riforma. Ora il sistema dell’Ets – che è sostenuto sia dalla crescita delle rinnovabili che dall’innovazione industriale – “sta già seguendo una traiettoria coerente con gli obiettivi europei”. Le proiezioni indicano infatti “una riduzione delle emissioni compresa tra il 60% e il 69% nei comparti energetici e industriali coinvolti dal mercato europeo del carbonio”.

L’analisi dell’Ispra fotografa i progressi compiuti dal Paese a 11 anni dall’accordo di Parigi e individua le leve strategiche per consolidare il percorso di decarbonizzazione. Ed è in questa cornice che si parla di come “la riduzione delle emissioni nette entro il 2030 per l’Italia può essere in linea con l’obiettivo dell’Unione europea del 55%”.

Una serie di elementi che – come rileva l’Istat nel rapporto annuale 2026 – si coniugano anche con il consolidamento della curva che nel 2024 per esempio vede crescere l’economia e diminuire la pressione ambientale: a fronte di un aumento del Pil, a +0,8% in volume, i consumi energetici sono in flessione dello 0,5%, con le emissioni di gas climalteranti che diminuiscono del 2,8%. In 16 anni, tra il 2008 e il 2024 le emissioni di gas serra delle attività produttive si sono ridotte del 39%.

A questo, tra l’altro, contribuisce anche il fatto che l’Italia è ormai sempre più un Paese dove la manifattura sta lasciando il posto ai servizi, dove si fa maggior ricorso a tecnologie meno inquinanti e dove migliora l’efficienza energetica. Nonostante questo – fa ancora presente l’Istat – l’industria continua però a generare oltre il 60% delle emissioni delle attività produttive.

“A 11 anni dall’accordo di Parigi – dichiara Maria Alessandra Gallone, presidente dell’Ispra – i dati mostrano che l’Italia dispone delle competenze, delle tecnologie e degli strumenti per proseguire con determinazione nel percorso di transizione climatica. Gli scenari elaborati indicano con chiarezza che rafforzare le misure già avviate, sostenere i territori e accompagnare la trasformazione dei sistemi produttivi, può consentire al Paese di raggiungere gli obiettivi europei”.

© Riproduzione Riservata