Ex Ilva, il sindaco di Taranto ordina lo stop all’alimentazione degli impianti

Ex Ilva, il sindaco di Taranto ordina lo stop all’alimentazione degli impianti

Decisione basata sul principio di precauzione ambientale, la sospensione entro 30 giorni e fino alla presentazione del Piano di riduzione delle emissioni. Rischio di chiusura per l’area a caldo e niente più produzione di acciaio.

Nuovo capitolo per l’ex Ilva. Il sindaco di Taranto Piero Bitetti ordina la sospensione all’alimentazione degli impianti della grande fabbrica di acciaio. Il rischio è che questo possa tradursi nella chiusura dell’area a caldo.

Il sindaco ha infatti imposto con un’ordinanza ad AdI Energia di sospendere entro 30 giorni la centrale termoelettrica che alimenta gli impianti del siderurgico di Taranto. Secondo fonti a conoscenza del dossier questo stop può comportare a cascata la chiusura dell’area a caldo.

Questo ulteriore elemento però, oltre che sulla parte legata alla produzione, non potrà non avere effetti anche sulla vendita dell’ex Ilva.

Se la centrale dovesse fermarsi non sarà più possibile recuperare e gestire i gas del ciclo siderurgico che, non potendo essere nemmeno bruciati in torcia, resterebbero privi di qualsiasi possibilità di smaltimento. In queste condizioni – viene spiegato da fonti informate – il ciclo produttivo non può proseguire, perché l’impossibilità di gestire i gas del ciclo siderurgico comporta, come conseguenza diretta e inevitabile dell’ordinanza, la fermata dell’area a caldo, cuore dello stabilimento di Taranto. Ci sarebbero effetti a cascata, poiché senza l’area a caldo, e quindi senza produzione di acciaio a Taranto, si fermerebbero le lavorazioni a valle nel sito e gli altri stabilimenti del gruppo nel Nord Italia.

Il sindaco – si legge nel documento – ordina “alla società Adi Energia srl in amministrazione straordinaria di sospendere, entro 30 (trenta) giorni, l’esercizio dell’installazione autorizzata con Aia rilasciata con decreto Ministeriale n. 140 del 17.07.2020 e successive modifiche ed integrazioni, fino alla presentazione del Piano di riduzione” delle emissioni “contenente le misure e gli interventi da attuare per il conseguimento degli obiettivi di riduzione prescritti nel rapporto di Vds Taranto dell’anno 2024 e successiva valutazione ed approvazione da parte di Arpa Puglia, Aress Puglia ed Asl Taranto”.

La decisione è basata sul “principio di precauzione ambientale“, che “impone che quando sussistono incertezze o un ragionevole dubbio riguardo alla esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone, possono essere adottate misure di protezione senza dover attendere che siano pienamente dimostrate l’effettiva esistenza e la gravità di tali rischi”.

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