Dopo il via libera di ieri del Cdm sul dl che prevede il taglio delle accise sul carburante, i ministri delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e dell’Economia e delle Finanze, on. Giancarlo Giorgetti, hanno predisposto già da questa mattina, con la collaborazione della Guardia di Finanza, un’immediata azione di controllo sulla rete di distribuzione dei carburanti, come previsto dal decreto-legge approvato ieri in Cdm e già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che conferisce nuovi, importanti e straordinari poteri al Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit. È in corso a Palazzo Piacentini una riunione della Cabina di regia della Commissione di allerta rapida, nel corso della quale il Garante per i prezzi fornirà alla Guardia di Finanza la lista dettagliata degli operatori della distribuzione e delle relative compagnie petrolifere che non hanno ancora adeguato il prezzo dei carburanti al taglio delle accise, per un’immediata e straordinaria azione di controllo in tutta la rete stradale e autostradale.
Esposto del Codacons sui rialzi dei prezzi
Codacons ha formalmente depositato presso 104 procure di tutta Italia un esposto per “le possibili fattispecie di rialzo fraudolento dei prezzi dei carburanti e manovre speculative su merci”. “Le crisi geopolitiche e le tensioni nei mercati energetici allo stato attuale rappresentano momenti di particolare fragilità per l’equilibrio economico globale – si legge nel documento -. Quando tali dinamiche coinvolgono beni essenziali l’impatto incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, sul potere d’acquisto delle famiglie e sull’equilibrio dell’intero sistema economico. Negli ultimi giorni si segnalerebbe un significativo aumento dei prezzi in molteplici filiere produttive, tra cui quella energetica, agricola, alimentare e industriale. Un aumento di tale entità comporta effetti economici estremamente significativi”. Secondo Codacons “analoghe dinamiche di incremento dei prezzi sembrerebbero essere state segnalate nel settore agricolo. Alcuni osservatori del settore agroalimentare hanno infatti segnalato il rischio di aumenti nei prezzi dei fertilizzanti, delle materie prime agricole e dei prodotti alimentari, con un conseguente incremento dei prezzi al consumo. Il rialzo del costo dei carburanti sta già producendo effetti sui prezzi dei prodotti alimentari, con aumenti segnalati su diverse categorie di prodotti ortofrutticoli”.
“In attesa dell’applicazione del taglio delle accise deciso ieri dal governo, i listini dei carburanti alla pompa hanno registrato oggi una nuova ondata di rialzi su tutta la rete”. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato i dati regionali pubblicati stamattina dal Mimit. “Incrementi generalizzati dei listini che, sottolinea il Codacons, sono avvenuti alla vigilia della riduzione delle accise che dovrebbe scattare a partire da oggi”. “Il prezzo medio del gasolio sale in tutta Italia, e si attesta sopra una media di 2,1 euro al litro in tutte le regioni ad eccezione delle Marche – spiega l’associazione – I listini più elevati in Valle d’Aosta con una media di 2,153 euro/litro, Sicilia 2,143 euro/litro, Calabria 2,137 euro/litro”. “Per la benzina i prezzi medi superano in diverse regioni quota 1,9 euro al litro: 1,915 euro in Calabria, 1,912 euro in Valle d’Aosta, 1,909 euro in Sicilia e Basilicata; 1,922 euro/litro a Bolzano”, spiega il Codacons, mentre “sulle autostrade il prezzo medio del gasolio in modalità self si attesta a 2,190 euro al litro, 1,967 euro/litro la benzina”.
Unimpresa: “Taglio accise da 50 euro per famiglie, fino a 500 euro a camion”
Il taglio temporaneo delle accise su benzina e gasolio deciso dal governo, pari a circa 25 centesimi al litro per venti giorni, si traduce in un beneficio sia per le famiglie sia per il sistema produttivo. Una famiglia con consumi medi risparmia tra i 15 e i 20 euro nel periodo di applicazione della misura, cifra che può salire fino a circa 50 euro nei casi di utilizzo più intenso o con due auto. Assai rilevante l’impatto per le imprese, in particolare nel comparto dell’autotrasporto: un singolo mezzo pesante genera un risparmio nell’ordine dei 480-500 euro in venti giorni, che diventano circa 2.500 euro per una piccola flotta di cinque camion e possono superare i 10mila euro per aziende di dimensioni medie. Per i grandi operatori della logistica, con flotte più ampie, il beneficio complessivo può raggiungere diverse decine di migliaia di euro. Lo rileva una stima del Centro studi di Unimpresa, secondo cui la misura ha un effetto immediato e tangibile sui costi operativi delle imprese e contribuisce a contenere le pressioni sui prezzi lungo la filiera, mentre per le famiglie rappresenta un alleggerimento temporaneo della spesa per carburanti in una fase di elevata volatilità dei mercati energetici. Alla base di questi effetti vi sono livelli dei prezzi alla pompa ancora elevati, con la benzina che si colloca mediamente intorno a 1,88 euro al litro e il gasolio sopra i 2,10 euro, mentre il taglio delle accise, pari a circa 20 centesimi tecnici che diventano circa 24-25 centesimi considerando l’Iva, incide direttamente sulla componente fiscale del prezzo finale. In termini percentuali, la riduzione si traduce in un alleggerimento di circa il 12-13% sul costo del diesel e del 13-14% su quello della benzina, con un impatto immediato sulla spesa per i rifornimenti e, soprattutto per le imprese, sulla dinamica dei costi variabili legati al trasporto e alla distribuzione. “Il provvedimento appare coerente con l’obiettivo di intervenire in modo rapido su una dinamica congiunturale, senza assumere un carattere strutturale. La sua efficacia è per definizione limitata nel tempo, ma non per questo trascurabile: nel breve periodo consente di ridurre la pressione sui costi energetici e di offrire un segnale di attenzione verso famiglie e imprese. In una fase segnata da incertezza internazionale, la scelta di agire con strumenti mirati e temporanei rappresenta un elemento di equilibrio, che contribuisce a stabilizzare le aspettative senza compromettere la tenuta dei conti pubblici” commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
Secondo il Centro studi di Unimpresa, il decreto approvato dal Consiglio dei ministri introduce una riduzione temporanea della tassazione sui carburanti, con un taglio di circa 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il Gpl, valido per venti giorni a partire dal 19 marzo. Si tratta di un intervento esplicitamente emergenziale, costruito per attenuare gli effetti immediati delle tensioni sui mercati energetici e per contenere, almeno in parte, il trasferimento dei rincari sui prezzi finali pagati da famiglie e imprese. Nel dettaglio della simulazione sui venti giorni di applicazione della misura, i dati mostrano che per le famiglie il beneficio varia in funzione dei consumi: un automobilista medio, con circa 65-70 litri utilizzati nel periodo, ottiene un risparmio compreso tra 16 e 18 euro, mentre una famiglia con due auto e consumi tra 120 e 140 litri può arrivare a un beneficio tra 30 e 34 euro; nei casi di utilizzo più intensivo, con circa 180 litri consumati, il risparmio può sfiorare i 50 euro (44 euro la stima più realistica). Sul versante delle imprese, l’impatto cresce in maniera proporzionale ai volumi: un autotrasportatore con un solo mezzo, che consuma circa 2.000 litri in venti giorni, registra un risparmio nell’ordine dei 480-500 euro; una piccola flotta di cinque camion supera i 2.400-2.500 euro, mentre una struttura con 20 mezzi si colloca intorno ai 10mila euro. Per le grandi aziende della logistica, con flotte nell’ordine delle centinaia di veicoli, il beneficio complessivo può raggiungere e superare i 50mila euro nel periodo considerato, evidenziando come la misura produca effetti tanto più rilevanti quanto più elevata è l’intensità d’uso del carburante.
L’impatto della misura va letto tenendo conto dei livelli attuali dei prezzi, che si collocano mediamente poco sotto 1,90 euro al litro per la benzina e poco sopra i 2,10 euro per il diesel. In questo contesto, il taglio delle accise produce una riduzione sensibile del prezzo alla pompa nell’immediato, con effetti tangibili soprattutto nella percezione dei consumatori, che si trovano a beneficiare di un alleggerimento diretto e facilmente visibile. Sul piano quantitativo, per una famiglia con consumi medi, il beneficio nell’arco dei venti giorni si traduce in un risparmio compreso tra i 15 e i 20 euro, che può salire fino a 44 euro nei casi di utilizzo più intenso o in presenza di due veicoli. Si tratta di cifre contenute, che non modificano in modo strutturale il bilancio familiare, ma che contribuiscono a ridurre la pressione in una fase caratterizzata da elevata volatilità dei prezzi energetici. In questo senso, la misura svolge una funzione di sollievo immediato, con un valore più di stabilizzazione che di stimolo. Diverso è l’effetto per il sistema produttivo, dove il taglio si traduce in una riduzione più significativa dei costi operativi. Nel comparto dell’autotrasporto, ad esempio, un singolo mezzo può generare un risparmio nell’ordine dei 500 euro nel periodo considerato, con effetti che crescono rapidamente al crescere della dimensione della flotta. Per molte piccole e medie imprese della logistica, dell’edilizia e dell’agricoltura, si tratta di un beneficio concreto, in grado di attenuare l’impatto dei rincari e di contribuire, almeno in parte, a contenere la trasmissione degli aumenti lungo la filiera.
Unc: “Taglio accise andava diversificato”
“Il taglio delle accise di 20 cent invece che di 25 rischia di essere insufficiente per il gasolio, mentre resta più abbondante per la benzina. Per questo, in deroga all’allineamento voluto dall’Unione Europea, sarebbe stato molto meglio tagliare di 25 cent il gasolio e di 15 cent la benzina”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la pubblicazione in Gazzetta del ‘Dl Carburanti’. “Con il taglio delle accise di 20 cent, considerando i prezzi medi autostradali resi noti oggi dal Mimit, il gasolio in modalità self service in autostrada, nell’ipotesi di prezzi industriali costanti, scenderà domani da 2,190 di oggi a 1,946 euro, un importo ancora troppo elevato, a un passo dai 2 euro, con un risparmio per un pieno di 50 litri pari a 12,20 euro, la benzina in autostrada diminuirà da 1,967 a 1,723, mentre con 15 cent sarebbe stata pari a 1,784, un valore comunque accettabile. Elaborando i dati medi Mimit regionali della rete stradale, il gasolio calerà da 2.125 a 1,881, la benzina da 1,888 a 1,644, un valore fin troppo basso”, prosegue Dona.”Ora entro fine marzo è fondamentale si intervenga sulle bollette di luce e gas”, conclude Dona.
Fapi: “Taglio accise segnale positivo ma serve anche azione Ue”
“Accogliamo positivamente il taglio delle accise sui carburanti disposto dal Governo: è un segnale importante di attenzione verso famiglie e imprese, in un momento di forte pressione sui costi energetici. Tuttavia, si tratta di una misura temporanea che, da sola, non è sufficiente a fronteggiare una crisi di natura strutturale”. Lo afferma il presidente nazionale della Fapi, Gino Sciotto. “L’attuale scenario è fortemente condizionato da tensioni e conflitti internazionali che incidono direttamente sui prezzi dell’energia. Per questo riteniamo indispensabile rafforzare l’azione diplomatica e promuovere un coinvolgimento pieno dell’Unione europea, al fine di costruire una risposta condivisa ed efficace”, ha aggiunto Sciotto, per il quale “senza un coordinamento a livello europeo e interventi di medio-lungo periodo, il rischio è quello di rallentare la crescita economica e compromettere anche l’attuazione del PNRR”.”È necessario andare oltre le misure emergenziali e lavorare a soluzioni strutturali che garantiscano stabilità dei prezzi, sicurezza energetica e sostegno concreto al sistema produttivo”, conclude Sciotto.

