Volkswagen pronta a tagliare 50mila posti, l’utile netto dimezzato a 6,9 miliardi

Volkswagen pronta a tagliare 50mila posti, l’utile netto dimezzato a 6,9 miliardi

L’annuncio del Gruppo in una lettera agli azionisti da parte dell’amministratore delegato Oliver Blume. Il 2025 si chiude con un crollo del 44% dei profitti, pesanti i risultati di Porsche.

Volkswagen è pronta a tagliare 50mila posti di lavoro. I risultati del gruppo automobilistico certo non aiutano: il 2025 si è chiuso con un utile netto quasi dimezzato a 6,9 miliardi di euro.

Via 50mila lavoratori in Germania

Il Gruppo Volkswagen ha annunciato il taglio di circa 50mila posti di lavoro in Germania entro il 2030. “Entro il 2030 saranno tagliati circa 50mila posti di lavoro in tutto il Gruppo Volkswagen in Germania“, spiega l’amministratore delegato Oliver Blume in una lettera agli azionisti.

Alla fine del 2024, l’azienda aveva già annunciato l’intenzione di tagliare circa 35mila posti di lavoro presso il suo marchio principale entro il 2030, come parte del piano di ristrutturazione. A rischio chiusura erano anche alcune fabbriche. Il contratto collettivo di lavoro con il sindacato IG Metall stabilisce che non ci saranno licenziamenti obbligatori fino alla fine del 2030.

Crollo del 44% dei profitti

Forte calo degli utili nel 2025 per Volkswagen. Il gruppo automobilistico tedesco ha chiuso l’anno con un utile netto di 6,9 miliardi di euro, in flessione del 44% rispetto ai 12,4 miliardi del 2024. I ricavi sono invece rimasti sostanzialmente stabili a circa 322 miliardi di euro (-0,8%). Il risultato operativo si è quasi dimezzato a 8,9 miliardi di euro, mentre il margine operativo è sceso al 2,8%, livello che il gruppo non registrava dal 2016, durante la crisi del diesel.

Il direttore finanziario del gruppo con sede a Wolfsburg Arno Antlitz racconta di come il 2025 sia stato caratterizzato da “tensioni geopolitiche, dazi e forte concorrenza”. La ristrutturazione del gruppo sta mostrando progressi e il flusso di cassa netto è stato migliore delle attese, ma “l’attuale livello di redditività, pari al 4,6% prima degli effetti della ristrutturazione, non è sufficiente nel lungo periodo”.

Nel 2025 il gruppo ha consegnato nel mondo 8,98 milioni di veicoli di tutti i marchi, lo 0,5% in meno rispetto all’anno precedente. La crescita in Europa non è riuscita a compensare il calo delle vendite in Cina e Nord America.

Per il 2026 il gruppo prevede un aumento del fatturato fino al 3% e punta a riportare il margine operativo tra il 4% e il 5,5%, in miglioramento rispetto al 2,8% registrato nel 2025.

Il peso di Porsche

A pesare sui conti sono stati in particolare gli oneri legati alla controllata Porsche AG, dopo il cambio di strategia che ha portato ad allungare il ciclo dei motori a combustione interna, oltre all’impatto dei dazi statunitensi e alla debolezza del mercato cinese.

Particolarmente marcato il calo della redditività per Porsche AG: l’utile operativo della casa di auto sportive è sceso a 90 milioni di euro dai 5,3 miliardi dell’anno precedente, penalizzato dal rallentamento della domanda in Cina, dai dazi statunitensi e dai costi legati al riposizionamento della strategia sull’elettrico.

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